Cerca nel blog

Translate

martedì 2 luglio 2019

I cappelli della dama vittoriana (epoca vittoriana 4) - Capellomanie Storiche




Nello scorso articolo di Capellomanie Storiche abbiamo viaggiato insieme alla scoperta dei meravigliosi accessori che le donne vittoriane usavano per fissare e ornare le loro sontuose acconciature. Oggi approfondiremo l'argomento parlando sempre di accessori, ma indirizzandoci più verso la storia del costume e vedremo insieme quali erano i cappelli con cui le dame vittoriane proteggevano e coprivano le loro capigliature sia in casa che all'aperto.

L'etichetta del cappello

Prima di addentrarci alla scoperta dei copricapi vittoriani, vorrei fare una serie di piccole premesse, per comprendere meglio i motivi che stavano alla base dell'importanza di questo accessorio.
L'uso del cappello, in qualsiasi stagione dell'anno, era in epoca vittoriana sia necessità, sia virtù. Il bon ton del cappello era molto articolato e differiva in base al genere di appartenenza.
Tutti, all'esterno, erano tenuti a indossare cappelli o copricapi di vario tipo. Dentro casa, quando si era ospiti, gli uomini erano tenuti a toglierlo, mentre le donne potevano tenerlo quando il copricapo andava a costituire parte dell'acconciatura (in pratica quando si trattava di cappelli piccoli, appuntati alla chioma con fermagli o spilloni, quando si trattava di velette o altri copricapi minuti).
La scelta del copricapo femminile variava anche in base all'ora del giorno: cappelli e cuffie a falde ampie di giorno, per proteggere la pelle dal sole, e copricapi più piccoli, con falde piccole o assenti, per la sera.

 Cappelli estivi


Per la stagione calda si prediligevano cappelli a tesa larga, di paglia intrecciata, impreziositi da nastri di raso o ampie fasce di chiffon che venivano morbidamente annodate sotto il mento per evitare che una folata di vento strappasse il cappello dal capo della dama.
Come ornamento a questi ingombranti cappelli si applicavano profusioni di fiori, piume d'uccello, veli e merletti. La moda in questo ambito divenne via via più bizzarra, al punto che le donne sfoggiavano cappelli ornati da uccelli imbalsamati e altre assurdità macabre.
Spesso questi cappelli presentavano anche una sorta di velo ornamentale che pendeva sul retro del cappello
Lo scopo di questi accessori era identico a quello attuale: proteggere i capelli (e la delicata pelle della dama) dal sole.

 

 



La cuffia 

A causa delle grandi difficoltà che comportava fare uno shampoo, una delle priorità delle donne era prevenire che i capelli si sporcassero. Questa esigenza non era solo vittoriana, ma era un'eredità dell'epoca regency (quella di Jane Austen, per capirci), e già durante la reggenza le donne avevano trovato un'ottima alleata per l'igiene dei loro capelli nella cuffia.

Cuffie da esterno


La cuffia era il cappello prediletto per uscire nei mesi invernali. Essa era costituita da un cono tronco le cui falde (via via divenute sempre più ampie e ornate nel tempo) andavano a circondare il viso così da proteggerlo dal vento e dal sole.
Nella giuntura tra la falda e la calotta, le cuffie presentavano ornamenti floreali, nastri, piume. Mentre all'interno della falda erano ornate da fodere di raso finemente pieghettate, arricchite spesso con merletti e fiori.
Nella parte inferiore le cuffie presentavano sempre due lunghi nastri da annodare sotto il mento così da assicurare la cuffia al capo anche nei giorni più ventilati.
Col tempo i due nastri alla base furono sostituiti da un nastro solo che ornava tutta la base del cappello, così da andare a coprire il collo, considerato al tempo una zona del corpo femminile estremamente seducente.







Cuffie da interni

casa le donne indossavano le cuffie, così da proteggere i capelli dalla polvere e mantenerli puliti più a lungo.
La cuffietta da interni era diversa da quella da esterno, essa infatti era costituita da un triangolo di stoffa in tessuto merlettato da appoggiare sul capo acconciato e fissata con degli spilloni o delle forcine perché restasse al suo posto.
Generalmente la cuffia da interni era un accessorio usato dalle donne sposate o da quelle nubili che avevano superato i ventisette anni (ed erano quindi a tutti gli effetti considerate non più maritabili), mentre le ragazze in età da marito utilizzavano più di frequente la reticella per capelli.
Anche le domestiche e le operaie indossavano cuffie e foulard per proteggere i capelli.



 

 



Purtroppo non sono riuscita a reperire foto dell'epoca che ritraessero operaie in fabbrica, mi sarebbe piaciuto mostrarvi anche i loro ampi fazzoletti legati sul capo.

Cappelli per cavalcare


Il cappello per andare a cavallo era in pratica una versione più piccola del cilindro o della bombetta maschile.
Minuto e pratico, presentava una falda piccola, generalmente ripiegata verso l'alto, e veniva fissata al capo mediante l'uso di spilloni per evitare che volasse via mentre si era in corsa o quando si saltava un ostacolo.
Anche questi cappellini, seppur più semplici e pratici dei cappelli da passeggio, venivano ornati con nastrini e piume e talvolta con lunghi veli che ricadevano sulla schiena della dama.



 

La nostra splendida Sissi con indosso un delizioso cappellino per cavalcare

Cappelli da sera

Il bon ton, come abbiamo visto, prevedeva che il cappello fosse indossato anche nelle ore serali. Non essendoci la necessità di proteggere dai raggi solari, comunque, i cappelli da sera erano molto piccoli, spesso puramente ornamentali e divenivano parte integrante dell'acconciatura.
Frequentemente questi cappellini erano muniti di una veletta che veniva calata sul viso o sollevata sulla fronte a seconda delle necessità. Era buona educazione sollevarla quando si entrava in casa di ospiti o si interloquiva con un familiare o amici. Era esentata da questa necessità la donna in lutto per un familiare, la quale poteva tenere la veletta calata come forma di pudore da un lato e di delicatezza verso gli interlocutori dall'altro (così da nascondere gli occhi rossi di pianto e l'espressione stanca e afflitta, che avrebbe abbassato il morale dei presenti).





Anche questa tappa del nostro viaggio nella capellitudine vittoriana termina qui, ma il viaggio prosegue nel prossimo articolo.


Nessun commento:

Posta un commento