martedì 27 novembre 2018

Ristrutturare, nutrire, condizionare e idratare, capiamo le differenze - Cura dei Capelli

Scrivo questo articolo perché mi sono resa conto da tempo che esiste ancora moltissima confusione sui principali trattamenti necessari al mantenimento di una chioma sana.
Anche se alcuni di questi termini (in particolar modo idratare e condizionare) vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile, la verità è che ciascun trattamento ha effetti differenti sul capello. Purtroppo né le aziende cosmetiche, e tantomeno le agenzie di comunicazione pubblicitaria, aiutano a comprendere il reale significato di questi termini, utilizzandoli indiscriminatamente, anche in riferimento a prodotti che non hanno affatto determinate proprietà.
Oggi quindi impariamo la differenza tra i processi di idratazione, condizionamento, nutrizione e ristrutturazione del capello, così da fugare finalmente ogni dubbio e confusione a riguardo.


Ristrutturare i capelli


La prima cosa da dire riguardo questo processo è che, di fatto, non esiste. Si tratta di un mito, una leggenda cosmetica, una pietra filosofale della tricologia.
Come dico spessissimo, al punto da averne fatto un mantra, un capello destrutturato non può essere riparato.
La destrutturazione consiste in un graudale deterioramento della struttura portante del capello, ossia la cheratina. Danni da calore, traumi da trazione e torsione e deterioramento naturale causano la denaturazione di questa proteina (calore), fratture a livello molecolare (traumi), e la vera e propria perdita di molecole proteiche nella struttura del fusto (deterioramento).
In sostanza, un capello che presenta danni di struttura è come un osso fratturato. La differenza tra il capello e l'osso è che il primo è composto da materia inerte, sostanzialmente morta, e incapace di rigenerarsi.
Quelli che vengono comunemente definiti "prodotti ristrutturanti" in realtà non fanno altro che andare a costituire una sorta di esoscheletro intorno al capello che vada ad ammortizzare gli stress meccanici (non chimici) così da ridurre sensibilmente il progredire dei danni.
Il problema sostanziale è che il consumatore medio, non avendo approfondite competenze cosmetiche, si affida a quanto comunicato da aziende e spot pubblicitari per la scelta dei propri prodotti cosmetici, e come ho già detto né le prime né i secondi creano cultura a riguardo, andando anzi a fare uso indiscriminato di terminologie inadeguate che creano ulteriore confusione.
Spesso, infatti, si etichetta come ristrutturante un prodotto che in realtà è fortemente nutriente, imputando alla massiccia presenza di oli e sostanze grasse (nutrienti e talvolta condizionanti) proprietà riparative che di fatto non hanno. Chi di noi non ha mai sentito decantare la miracolosa capacità del prodotto tal dei tali di "riparare le doppie punte"?
Personalmente, ritengo queste reclame delle vere e proprie truffe ai danni del consumatore, in quanto non esiste nulla al mondo che vada a riparare le doppie punte (come altri danni strutturali), non è stata ancora scoperta una sostanza in grado di andare a "tappare i buchi" della destrutturazione. Un prodotto può chiudere le doppie punte, che è una cosa diversa dal ripararle, nel senso che andrà ad incollare temporaneamente le due metà della punta fratturata, rendendo di fatto la doppia punta invisibile a occhio nudo, ma la frattura ci sarà comunque.
Questo significa che, guardando ai fatti e non alle parole, le sostanze che vengono comunemente dette ristrutturanti sono in effetti relativamente poche e non attuano una vera e propria ristrutturazione del capello, ma si limitano a fare da scudo per ridurre e rallentare il progredire del danno, il quale però non potrà retrocedere, e la parte di capello ormai danneggiata prima o poi dovrà comunque essere rimossa con un taglio.
L'unica soluzione alla destrutturazione sono le forbici.
Anche i processi di proteinizzazione mediante azione topica, per quanto naturali possano essere, sono esclusivamente palliativi su capelli già danneggiati e hanno un'efficacia decisamente più incidente se vengono attuati come gesto preventivo, per andare a prevenire la destrutturazione insieme a tutta una serie di abitudini corrette riguardo il trattamento dei capelli.

Come asciugare correttamente i capelli (link di prossima attivazione)

Nutrire i capelli



Il processo di nutrizione consiste nel fornire nutrimento ai capelli mediante applicazione topica. 
Comunemente si tende a dire che una determinata sostanza o prodotto è nutirente per i capelli, ma la verità è che dovremmo dire che si tratta di qualcosa di nutriente per la cute. Il capello, infatti, è materia morta, quindi non potrà "nutrirsi" delle sostanze che applichiamo sul fusto, se non in una piccolissima parte, veicolando la sostanza nutriente con qualcosa di idratante (un gel, un'acqua vegetale, una mucillagine, un latte vegetale), mentre la cute, costituita di cellule vive, è in grado di assorbire le sostanze nutritive che andiamo ad applicare e immetterle nel microcircolo sanguigno, dove verranno condotte ai follicoli capillari in modo più diretto e immediato rispetto a quanto avviene attraverso il processo digestivo degli alimenti.
Le sostanze nutrienti generalmente sono quelle grasse (oli, burri), giacché si tratta di sostanze che tendono ad ungere, spesso con proprietà comedogene, è bene nutrire la cute prima di fare lo shampoo, così da poter lavare i capelli dopo il corretto tempo di posa (che può andare dai 40 minuti alle 12 ore a seconda della sostanza scelta e dalla necessità nutritiva della cute), ripristinandone la naturale traspirazione.
Vorrei comunque fare un appunto riguardo l'applicazione di oli sui fusti: per quanto abbiano un potere nutritivo pressoché prossimo allo zero, oliare i capelli in un impacco pre-shampoo è utile per due motivi fondamentali: 
  • le sostanze oleose migliorano l'elasticità del capello, e conseguentemente la sua resistenza agli stress meccanici (il lavaggio causa grandi stress meccanici)
  • i residui oleosi sui fusti vanno a legarsi con la componente lipofila dello shampoo, che risulterà meno aggressivo sui capelli, e non intaccherà il film idrolipidico della cuticola

Nutrizione: routine trifase (link di prossima attivazione)


Condizionare i capelli



Questo processo viene spesso confuso e annesso al concetto di idratazione, e questo perché i balsamo commerciali sono sempre prodotti condizionanti e idratanti.
Condizionare il capello significa renderlo più disciplinato e "pesante" (non nel senso di peso vero e proprio, ma di privarlo di quell'aspetto volatile e impalpabile che hanno solitamente i capelli che non hanno una salute ottimale). Una sostanza condizionante rende il capello più lucido e corposo, previene il crespo e favorisce il mantenimento dell'idratazione dei capelli. In pratica una sostanza condizionante è a metà strada tra un grasso nutriente e una mucillagine idratante e svolge entrambe le cose, infatti l'elemento condizionante viene spesso utilizzato sia in associazione a un trattamento nutriente, sia in associazione a un trattamento idratante.
Le sostanze condizionanti migliorano la resa della sostanza idratante con cui vengono miscelate e nel contempo disciplinano la chioma grazie alle microparticelle oleose che contengono.
Zucchero, sciroppi naturali, miele e yogurt sono sostanze condizionanti. Anche molti tipi di latte vegetale, avendo piccole percentuali grasse, svolgono una leggerissima funzione condizionante.
Quando addizioniamo un preparato idratante con una materia condizionante è importantissimo utilizzarne piccole quantità per evitare che la componente oleosa diventi eccessiva e unga i capelli.
Il condizionante non viene mai applicato da solo sulla chioma, perché l'effetto risulterebbe troppo pesante e pastoso e i capelli ne uscirebbero opachi, appesantiti e affastellati.

Idratare i capelli


L'idratazione è l'unico vero trattamento che influenza la salute dei capelli e può originare un recupero anche post-danno. Anche la materia morta, infatti, può assorbire acqua in forma passiva, reidratandosi.
Il processo di idratazione consiste nel ripristinare il giusto quantitativo di liquidi affinché il capello sia morbido, corposo e lucente. Un capello può disidratarsi a causa del calore, degli stress termici, dell'umidità presente nell'aria, dell'elevata porosità della cuticola, a seguito di trattamenti aggressivi o a causa di una routine scorretta.
L'idratazione si effettua utilizzando sostanze acquose di origine vegetale (acqua, gel/mucillagine, latte) applicate dalle radici alle punte sui capelli puliti in impacchi post-shampoo. La durata di un impacco idratante è variabile a seconda del tipo di sostanza idratante scelta, della tipologia di capello (più è sottile, minore sarà il tempo di posa) e varia dai 30 minuti alle 4-5 ore. In caso di chioma estremamente disidratata, un impacco idratante può essere tenuto anche fino a 8 ore, ma una posa così lunga va fatta di rado e con cautela per evitare l'effetto rebound.
Il trattamento idratante è quello che può essere ripetuto con più frequenza, ma occorre ricordare anche che l'eccessiva idratazione può rendere i capelli molli e soggetti a slabbrarsi.