mercoledì 15 novembre 2017

Il Fieno Greco (Trigonella Foenum Graecum) - Doni della Natura



Il Fieno Greco è una pianta di origine greca o probabilmente asiatica, fu importata in Italia in epoca romana grazie alle sue molteplici straordinarie proprietà benefiche, sia in ambito alimentare, sia in ambito cosmetico.
I semi sono la parte che in cosmesi viene utilizzata di più, perché ricchi di mucillagini dalla forte azione idratante e lenitiva.


Fieno Greco e capelli


In India il Fieno Greco è conosciuto col nome di Methi e viene utilizzato come base preparatoria per moltissime ricette cosmetiche, sia per i detergenti per capelli (famoso è lo shampoo realizzato mixando farina di ceci e gel o crema di Fieno Greco), sia per gli impacchi idratanti.
Il motivo principale per cui questa pianta è così famosa anche qui in Italia è appunto la sua capacità di idratare e disciplinare i capelli, capacità che la rende una sostituzione perfetta ai balsami di tipo commerciale, ma essa possiede moltissime altre doti:
- Idratante
- Lucidante
- Disciplinante
- Seboregolatrice
- Leggermente detergente
- Riduzione della caduta dei capelli
Il Fieno Greco infatti, idratando la cute, aiuta a regolarizzare la produzione di sebo (in particolar modo in casi di cute grassa) riducendo gli inestetismi dovuti alla scorretta produzione di sebo e migliorando conseguentemente la traspirazione dei fusti e la salute del capello stesso. Per lo stesso motivo, questa pianta aiuta tantissimo a combattere la forfora, il suo uso costante nel tempo elimina totalmente questo problema.
I suoi semi contengono una moderata quantità di saponine che svolgono un'azione detergente rimuovendo le polveri sottili e le impurità depositatesi sul capello.
Infine, questa pianta è ricchissima di elementi utili a rinforzare e rinvigorire i capelli a partire dai bulbi, fattore che, unito alle capacità idratanti e seboregolatrici, riduce sensibilmente la perdita di capelli e aiuta, soprattutto nel periodo autunnale, a limitare la perdita di massa a causa dell'aumento di caduta caratteristico di questa stagione.


In quali ricette si può usare il fieno greco?


Praticamente in tutte quelle che utilizziamo per la cura dei nostri capelli. Il gel può tranquillamente andare a costituire la fase acquosa dei nostri impacchi, mentre la polvere, precedentemente idratata, aiuta a migliorare nettamente la spalmabilità di impasti realizzati con erbe triturate non proprio finemente grazie alla capacità di coesione delle mucillagini.
Utilizzare il gel di Fieno Greco nell'hennè in sostituzione della normale acqua è un ottimo sistema per evitare la secchezza post-hennata, soprattutto se siamo all'inizio del percorso di recupero della chioma e abbiamo capelli particolarmente secchi e sfibrati.
Il gel può essere applicato anche puro sia come impacco idratante post-shampoo, sia usato come prodotto di styling.
La polvere di Fieno Greco reidratata, può essere aggiunta all'hennè e ad altri impasti erbacei per migliorarne la spalmabilità, oppure utilizzata per preparare il classico Methi indiano, aggiungendovi farina di ceci da utilizzare poi come shampoo.


Fieno Greco e pelle


Questa pianta si potrebbe definire quasi una panacea della pelle, ricchissima di vitamine, proteine e sali minerali, ha tantissime azioni benefiche:
- Idratante
- Elasticizzante
- Tonificante
- Purificante
- Drenante
- Antinfiammatorio
Esattamente come per i capelli, usare il Fieno Greco sulla pelle aiuta a idratarla in profondità, eliminando dunque secchezza e tutte le problematiche connesse a una condizione di disidratazione dell'epidermide.
L'uso costante favorisce il rinnovamento cellulare, aiutando le pelli mature a riacquistare luminosità e vigore.
Applicare e massaggiare l'impacco di Fieno Greco (polvere reidratata) nelle zone del corpo colpite dalla cellulite riduce questo inestetismo, contrastando la ritenzione idrica e migliorando conseguentemente la circolazione sanguigna, donando un senso di benessere e leggerezza alle gambe.
La proprietà elasticizzante del Fieno Greco restituisce tono alla pelle, rassodandola e attenuando le rughe d'espressione.
Sviluppare una routine di pulizia del viso che includa l'utilizzo del Fieno Greco (in gel o in polvere reidratata) è l'ideale per trattare le pelli impure soggette a problemi di acne e punti neri.
Il Fieno Greco ha anche proprietà antinfiammatorie, riduce quindi i rossori cui vanno spesso soggette le pelli sensibili.


Fieno Greco in semi o in polvere?


La scelta se acquistare il Fieno Greco in semi interi o in polvere è piuttosto relativa alle proprie abitudini e preferenze personali, in quanto la resa in effetti è sostanzialmente la stessa.
Mentre nell'utilizzo dei semi si ottiene un gel perché dopo la bollitura il composto viene filtrato e separato dai semi, nell'uso della polvere si ottiene una pastella che si applica senza nessun processo di filtrazione.

Ulteriori curiosità sul Fieno Greco


Questa pianta contiene fitoestrogeni (la versione vegetale degli ormoni femminili) e per questo consumare fieno greco favorisce lo sviluppo delle forme femminili. Stimola le ghiandole mammarie e conseguentemente il seno avrà un aspetto più voluminoso e pieno.
Per lo stesso motivo, il Fieno Greco aumenta la montata lattea durante l'allattamento, unica nota dolente a riguardo: dà al latte un sapore sgradevole quindi è bene non eccedere con le quantità di Fieno Greco.
Le sue proprietà antinfiammatorie lo rendono ideale per sedare i bruciori di stomaco e i problemi intestinali causati da coliti e irritazioni.
Coloro che soffrono di diabete possono consumare moderate quantità di Fieno Greco, così da favorire un abbassamento del tasso di zuccheri nel sangue, ovviamente il consumo va fatto con moderazione per non incorrere in attacchi di ipoglicemia, e soprattutto per evitare contrasti con eventuali medicine.

giovedì 21 settembre 2017

Cipolla per potenziare la crescita - Le Ricette

Siamo abituati a gustarla in tantissime pietanze, ne conosciamo le proprietà diuretiche e antiossidanti, ma forse non tutti sanno che la cipolla è anche una grande alleata della crescita dei capelli. Questo alimento è ricco di zolfo, uno degli elementi che sono alla base della struttura dei fusti, e sia attraverso l'alimentazione, sia attraverso l'uso topico migliora nettamente la condizione della nostra chioma.
L'uso costante di questa ricetta garantisce i seguenti risultati:
1) accelerazione della crescita (personalmente ho riscontrato una crescita di circa 1 cm a settimana, contro i 2,5-3 cm al mese che ho solitamente)
2) riduzione della caduta quotidiana
3) riattivazione dei follicoli quiescenti, con conseguente riduzione dello spazio tra le file e aumento del girocoda
4) fusti più lucenti e forti
La ricetta che segue è ha origine nella vastissima e efficacissima tradizione di cura tricologica indiana.

Ingredienti
  • Una cipolla rossa di media grandezza (o due piccole)
  • Un cucchiaio di olio di cocco
  • Un cucchiaio di olio d'oliva

Preparazione
  • Sbucciare la cipolla e frullarla, o ancora meglio centrifugarla (non buttiamo le bucce, serviranno nella ricetta successiva!)
  • Se la cipolla viene frullata, dopo va filtrata con un passino a trama fine
  • Versare la cipolla in una bottiglina o un dosatore (non in un nebulizzatore)
  • Aggiungere i due cucchiai di olio e agitare

Procedimento

  • Applicare il preparato sulla cute asciutta, avendo cura di spargerlo su tutta la cute, insistendo particolarmente nelle zone più soggette a caduta di capelli, o dove si riscontrano capelli fragili (es. nuca)
  • Massaggiare compiendo movimenti circolari con i polpastrelli tutta la cute per circa 3-4 minuti, così da favorire l'assorbimento delle sostanze in posa
  • Applicare quanto è avanzato del prodotto sulle lunghezze per lucidare e rinforzare il resto della chioma
  • Lasciare in posa per due ore circa, quindi procedere con il normale shampoo

Consigli generali

  • Le donne indiane consigliano di applicare questo preparato 2-3 volte a settimana per garantire il massimo della resa. Personalmente, ho preferito non ridurre il mio range di shampoo e ho ottenuto grandi risultati pur applicandolo soltanto una volta a settimana prima del consueto lavaggio.
  • Se abbiamo capelli tendenzialmente porosi, l'odore di cipolla potrebbe leggermente persistere anche dopo lo shampoo, al fine di evitare questo inconveniente, è utile applicare qualche goccia di olio essenziale nel risciacquo finale. In caso di capelli sani questo problema non sussiste, l'odore di cipolla va via alla prima passata di shampoo (personalmente, ho notato che l'uso di farine o argille per lavare i capelli elimina l'odore molto meglio degli shampoo commerciali).
  • I capelli delle donne indiane hanno una struttura e una consistenza leggermente differente dalla nostra (i loro capelli sono molto spessi, e il clima in cui vivono rende necessarie cure di costante idratazione e nutrizione) per cui riescono a tollerare molto meglio dei nostri capelli l'applicazione di oli pesanti o viscosi. A tal proposito, se soffriamo già di capelli che tendono a ungersi, evitiamo l'uso dell'olio d'oliva, limitandoci a mettere mezzo cucchiaio in più di olio di cocco, così da non ritrovarci con i capelli ancora unticci nonostante il lavaggio.

E le bucce della cipolla? Acqua lucidante!


Le bucce non vanno buttate, mettiamole in un pentolino e ricopriamole di acqua, quindi facciamo cuocere a fuoco lento fino a ebollizione.
Lasciamo bollire per circa 10 minuti, quindi spegniamo il fuoco e attendiamo che il decotto rinfreschi.
Quando il preparato avrà raggiunto la temperatura ambiente, filtriamo.

Possiamo usare questa acqua in due modi:
1) potenziatore del risciacquo acido. Versiamo il decotto in una bottiglia da due litri, aggiungiamo mezzo bicchiere di aceto di mele e riempiamo il resto della bottiglia con acqua (possibilmente demineralizzata), in questo modo otteremmo capelli lucentissimi e disciplinati.
2) potenziatore dell'hennè. Possiamo sostituire la normale acqua che utilizziamo nella preparazione dell'hennè con questo decotto che andrà a potenziare i riflessi rossi conferiti ai capelli dalla Lawsonia, oltre a contrastare la tendenza di questa pianta ad asciugare il sebo e quindi seccare leggermente i capelli.

Non c'è da temere, il decotto non ha odore di cipolla, quindi nei capelli non resterà alcun odore sgradevole.
Come il bulbo che contengono, anche le bucce di cipolla hanno la capacità di ridurre la caduta dei capelli, di stimolare la crescita e rendere i fusti lucidi e morbidi.


martedì 12 settembre 2017

Preparare i capelli all'autunno - Cura dei Capelli

Ormai siamo a Settembre, l'estate è agli sgoccioli, il clima già mostra i primi cambiamenti, ed è giunto il momento di preparare la chioma alla stagione autunnale, una delle più "difficili" per i nostri capelli.
Come ben sappiamo noi capellomaniache, la parola autunno è sinonimo di caduta stagionale. 
Se a questo cambiamento dettato da retaggi ancestrali del nostro corpo aggiungiamo i problemi più "moderni" originati dal nostro stile di vita, dalle vacanze, dallo stress; e quelli originati dal cambio climatico di stagione, dobbiamo riconoscere che l'autunno è, tra tutte, la stagione più difficile per la chioma, ed è quella in cui dobbiamo impegnarci di più per garantire la salute e la bellezza dei nostri capelli.
Andiamo a vedere insieme quali sono le problematiche principali cui andiamo incontro e come risolverle con l'aiuto di Madre Natura:
1) Caduta stagionale: in questo periodo, infatti, aumenta la perdita fisiologica dei capelli, perché la chioma si rinnova dopo gli strapazzi estivi, elimina capelli vecchi, sfibrati e devitalizzati, per sostituirli con capelli nuovi, più forti e sani, così da prepararsi meglio al gelo dell'inverno.
2) Umidità: le temperature calano, l'afa si dissolve lasciando posto alle prime giornate uggiose, tornano le piogge e con le piogge tornano i classici problemi di capelli che si elettrizzano più facilmente e tendono, soprattutto se affaticati da un'estate intensa, a incresparsi e a perdere la loro forma naturale.
3)Stress post-vacanze: se la nostra estate è stata all'insegna di mare o piscina, e presi dall'entusiasmo della "libertà estiva" (chi di noi se l'è potuta concedere) abbiamo trascurato un po' troppo la chioma, essa sarà più suscettibile agli effetti negativi che questa stagione origina nei due punti di cui sopra.



Caduta stagionale


Quando gli esseri umani vivevano immersi nella natura ed erano quindi soggetti direttamente alle intemperanze del clima e al succedersi delle stagioni, senza alcuna protezione se non il proprio corpo e rudimentali sistemi di sopravvivenza, l'organismo ha sviluppato un sistema di rinnovo della chioma (il naturale "mantello" di noi esseri umani) nel periodo immediatamente successivo alla fine dell'estate, affinché il nostro corpo potesse affrontare il gelo dell'inverno con la protezione di una chioma più sana e più forte, e quindi più efficiente nel proteggere il capo dal freddo e dalla pioggia o dalla neve.
In questo periodo, quindi, è NORMALE che la perdita quotidiana dei capelli subisca un'accelerazione massiccia. In genere la fisiologia del fenomeno prevede circa 3-4 settimane di perdita più o meno massiva. Più è sana la chioma, minori saranno le perdite.
Per questo è molto importante garantire ai capelli il giusto apporto di nutrienti affinché si riduca il numero di capelli persi, e perché i nuovi capelli che sostituiranno i vecchi siano più forti e sani dei precedenti.
Premetto che è IMPOSSIBILE ridurre a zero la caduta dei capelli, anzi, un tale fenomeno non è affatto un buon sintomo, è indice di un blocco del rinnovo capillifero e campanello d'allarme che qualcosa nel nostro organismo non sta funzionando nel modo corretto.
Normalmente la caduta fisiologica comprende dai 5 ai 100 capelli persi al giorno, è un rinnovo naturale e sano. In questo periodo il numero di capelli persi può persino raddoppiare, soprattutto se la nostra chioma è molto deteriorata.
Cosa possiamo fare per aiutare la chioma ad affrontare al meglio la caduta?

  • Alimentazione sana: bando agli eccessi estivi, riduciamo al minimo il consumo di alcol, di prodotti fritti, confezionati e schifezze varie. Prepariamo pietanze con ortaggi e frutta di stagione, mangiamo molta verdura cruda e cotta, zuppe e insalate di cereali e legumi (utilissimi per la proteinizzazione).
  • Beviamo molta acqua: consumare almeno 2,5-3 litri d'acqua al giorno è utilissimo per mantenere l'idratazione dei capelli. Ora che le temperature scendono, la nostra esigenza di incrementare liquidi avrà indubbiamente un calo (spesso drastico), cerchiamo di non abbandonarci a questa pigrizia e impegniamoci per consumare la giusta quantità di acqua ogni giorno. Un utile sistema per bere regolarmente è portare sempre con sé una bottiglina d'acqua quando siamo in giro.
  • Zenzero e cipolla: consumare zenzero e cipolla regolarmente apporta una quantità di nutrienti utilissimi alla crescita dei capelli, così da nutrirli internamente e rafforzare le radici, favorendo così la crescita di capelli più robusti e forti. Questi due preziosi alleati possono essere utilizzati anche per uso topico in impacchi pre-shampoo che, oltre a far rientrare sensibilmente l'emergenza "caduta", favoriscono anche la crescita, accelerandola leggermente.
    Ricetta per l'Impacco alla Cipolla (link di prossima attivazione)
    Ricetta per l'Impacco allo Zenzero (link di prossima attivazione)
  • Lievito di Birra: consumare piccole quantità quotidiane di lievito di birra aiuta a rafforzare la cute e le radici dei capelli, riducendone la perdita. Questo importante alimento andrebbe consumato regolarmente per la salute del capello e delle guaine dei nervi (essendo ricco del gruppo vitaminico B apporta i nutrienti necessari al rinnovo delle guaine di nervi e articolazioni e li protegge indirettamente dalle infiammazioni), ma non tutti riescono a consumarlo tutto l'anno per il suo sapore non proprio gradevole ai più. In questo periodo facciamo un piccolo sforzo, ne bastano 4-5 grammi disciolti in un dito d'acqua o ingeriti direttamente a pezzettini la sera prima di andare a dormire per assicurarsi la giusta integrazione.
  • Ridurre gli incontri con il pettine: cerchiamo di non stare sempre col pettine in mano a districare i capelli, perché questa operazione in questo periodo risulta particolarmente stressante. Districhiamoli bene al mattino, magari aiutandoci con l'applicazione di una piccola quantità di olio così da sciogliere più facilmente i nodi, e intrecciamo morbidamente la chioma così da non doverla pettinare più fino al giorno successivo, o al massimo fino a sera.
  • Intrecciare i capelli prima di andare a dormire: se durante tutto l'anno dormiamo coi capelli sciolti, durante la caduta stagionale questo lusso ci è tassativamente proibito. Intrecciamo i capelli prima di andare a dormire, senza tirare troppo, oppure raccogliamoli in qualsiasi modo ci risulti comodo, ma assolutamente non dobbiamo andare a letto coi capelli sciolti se non vogliamo che il cuscino, al mattino, si sia trasformato in un cimitero.
Normalmente la caduta stagionale si estingue da sola, e dopo qualche settimana la perdita rientra negli standard fisiologici. Qualora questo non dovesse avvenire e la caduta dovesse protrarsi per altre settimane, o essere davvero troppo eccessiva (se vediamo le file diradarsi eccessivamente, o i capelli vengono via a ciocche semplicemente passandoci la mano in mezzo) potrebbe essere un sintomo di un problema metabolico, di una carenza alimentare (magari dovuta a cattiva assimilazione), o di problematiche più gravi. In caso riscontraste tali sintomi, vi consiglio di rivolgervi a un medico o a un tricologo per scoprire la causa del problema.



Umidità e Crespo


Il secondo grande problema dell'autunno è l'umidità. I mesi autunnali sono caratterizzati, nella nostra fascia climatica, da giornate piovose all'insegna di un'umidità che permea tutto e arriva fino alle ossa. Ovviamente tale fenomeno ha effetti anche sui capelli, e chi già soffre di capelli crespi sa bene di cosa stiamo parlando: capelli che si gonfiano, ricci che perdono forma, chioma che si sporca prima e ha un'aria sciupata e stanca. Madre Natura però ci ha fornito tutta una serie di piccoli, semplici rimedi per proteggerci:

  • Leave-in: la panacea per antonomasia dei nostri capelli in autunno è questo pratico, semplice e salvifico trattamento che ha il duplice scopo di nutrire i capelli e fungere da barriera contro gli agenti esterni. Se durante il resto dell'anno limitiamo il leave-in come trattamento post-shampoo, in autunno è consigliabile praticarlo regolarmente tutte le sere, così da garantire 24 ore di protezione ai capelli. Abbiamo già parlato del leave-in in un altro articolo di questo blog, qualora ve lo foste perso potete recuperarne la lettura cliccando QUI.
  • Shampoo a secco: quando soffriamo di capelli grassi l'umidità autunnale diventa una vera e propria piaga, la chioma sembra ungersi alla velocità della luce e spesso ci costringe ad accorciare ulteriormente l'intervallo tra shampoo, con conseguente maggiore stress e caduta dei capelli. Ovviare a questo problema è semplice come bere un bicchier d'acqua. Acquistiamo una farina naturale (di ceci o di riso) o un amido (di mais o di riso) e quando vediamo che la chioma inizia a mostrare i primi segni di unto precoce, spolveriamo un po' di prodotto sulla cute a capelli perfettamente districati, quindi spazzoliamo delicatamente in tutte le direzioni con la cinghialina fino a rimuovere ogni residuo di polvere. Alla fine del trattamento i capelli avranno riacquistato un aspetto sufficientemente pulito da non andare a intaccare il nostro classico intervallo di lavaggi.
  • Impacchi idratanti: se già i nostri capelli tendono al crespo, con tutto l'umido che c'è nell'aria in autunno diventano praticamente ingestibili. Per questo l'autunno è la stagione degli impacchi idratanti, quasi quanto l'estate. Prima di ogni shampoo è bene fare un impacco a base di fieno greco (polvere o gel ricavato dai semi) che garantisca il mantenimento dell'idratazione dei fusti e riduca sensibilmente l'effetto dell'umidità atmosferica sulla chioma.
    La ricetta per l'impacco idratante di fieno greco è consultabile QUI.
  • Hennè: questa preziosissima erba (che personalmente farei santificare) è una preziosissima alleata in questa stagione, perché filmando i fusti garantisce una protezione potenziata agli stessi. Se durante tutto l'anno, quindi, ci concediamo di tanto in tanto di abbandonarci alla pigrizia e saltare una o due hennate, in autunno non solo dobbiamo imporci di non saltarne nemmeno mezza, ma è ancor più utile accorciare l'intervallo tra un'hennata e l'altra (ogni 15-20 giorni è il mio consiglio personale). Se siamo in quella fetta di capellomaniache che ancora non si sono date alle hennate, ebbene, l'autunno è la stagione giusta per cominciare.
    Se non abbiamo mai fatto l'hennè, ecco tutti gli articoli in cui ne abbiamo parlato:
    Hennè rossa (per chi alla protezione vuole aggiungere anche colore)
    Hennè neutra (lo scudo dell'hennè ma senza perdere il proprio colore naturale)

Capelli Sfibrati


Qualora in estate ce la fossimo presa comoda con le coccole tricologiche, è molto probabile che la nostra chioma abbia risentito più del solito degli strapazzi estivi e adesso che siamo rientrati nei soliti ritmi quotidiani ci rendiamo davvero conto dell'entità dei danni.
Ma non avviliamoci, anche se quest'autunno ci porterà qualche danno in più, abbiamo sempre modo di correre ai ripari (e soprattutto imparare una bella lezione per la prossima estate).
  • Programma di salvataggio: analizzando tutti i consigli dati ai punti precedenti, stiliamo un programma adatto alle esigenze del nostro capello e seguiamolo con rigore, come fosse la cura di un medico.
  • Olio di cocco: il grande olio follicolostimolante, non ridurrà la perdita di capelli, ma favorirà la crescita dei nuovi, riattivando anche parte dei follicoli andati in quiescenza a causa dell'incuria estiva.
  • Massaggio alla cute: è un trattamento che migliora la circolazione sanguigna (e conseguentemente l'apporto di nutrimento ai bulbi capilliferi con tutte le positive conseguenze del caso) e anche se può apparire come una contraddizione in termini perché in questo periodo più i capelli vengono maneggiati più facilmente cadono, è in realtà un vero e proprio toccasana. Dobbiamo tenere presente che quei capelli cadranno comunque, perché sono vecchi, stanchi, rovinati e il nostro organismo li ha bollati come scarto, non ci sarà una seconda occasione, un ripensamento, perché andrebbe contro la microsopravvivenza del nostro corpo. Dunque è bene liberarci di questi capelli e favorire col massaggio la crescita di capelli nuovi, che cureremo con più attenzione e continuità, garantendo loro una vita più lunga dei loro predecessori.


Consigli generali

Non cediamo all'avvilimento, qualsiasi sia la condizione della nostra chioma, è vero che miriamo a una chioma quanto più perfetta possibile, ma ricordiamo sempre che nella vita i problemi veri sono altri.
Impegniamoci e riponiamo fiducia nella capacità rigenerativa del nostro corpo, che è una macchina perfetta.

sabato 17 giugno 2017

La Sherazade, che cos'è e come si fa - Capellomanie per Principianti



La sherazade è un trattamento che prende poeticamente il nome dalla protagonista de Le mille e una notte.
In realtà non conosciamo la routine capillifera di Sherazade, perché si tratta di un personaggio inventato, il suo nome, però, è divenuto la definizione di questa cura tricologica ideale per chi ha capelli molto secchi che necessitano di una forte dose di idratazione.
Consiste in un impacco a base di sostanze idratanti cui viene aggiunta un'erba tintoria o ricostituente per i capelli.Se aggiungiamo un'erba tintoria, la sherazade funge anche da trattamento rivitalizzante per il colore, e conferisce splendidi riflessi.
La Sherazade si applica a capelli puliti e si risciacqua senza lavaggio a posteriori, reidrata i capelli rendendoli morbidi, disciplinati e più resistenti agli stress meccanici, prevenendo tutti i danni causati dalla disidratazione.

Come si fa una Sherazade?


Questo trattamento può essere realizzato in due modi, in base al tipo di routine che seguite, i risultati sono molto simili, differiscono leggermente soltanto i tempi di posa.

Sherazade con balsamo


- 3 cucchiai di hennè o altra erba rinforzante
- 4-6 cucchiai di balsamo in base alla vostra lunghezza e massa
- 1 cucchiaio scarso di olio a scelta (evitare il ricino e il semi di lino, troppo viscosi)

Mescere i tre ingredienti fino ad ottenere una pastella uniforme e liscia della stessa densità dello yogurt greco
Spennellare uniformemente sui capelli dalle radici alle punte
Raccogliere la chioma sulla testa e fissare con una molletta per capelli
Avvolgere una pellicola o una busta di plastica intorno al capo, poi coprire tutto con un'asciugamani per favorire l'assorbimento.
Tenere in posa per un'ora circa.
Riasciacquare abbondantemente e chiudere il trattamento con il risciacquo acido.

Sherazade total natural


- 3 cucchiai di hennè o altra erba rinforzante
- 6-7 cucchiai di farina di riso in base alla vostra lunghezza e massa
- mezzo bicchiere di gel di fieno greco
- 1 cucchiaio scarso di olio a scelta (evitare il ricino e il semi di lino, troppo viscosi)

Mescere gli ingredienti polverosi, aggiungendo lentamente il fieno greco fino ad ottenere una pastella uniforme e liscia della stessa densità dello yogurt greco
Spennellare uniformemente sui capelli dalle radici alle punte
Raccogliere la chioma sulla testa e fissare con una molletta per capelli
Avvolgere una pellicola o una busta di plastica intorno al capo, poi coprire tutto con un'asciugamani per favorire l'assorbimento
Tenere in posa per due ore circa
Risciacquare abbondantemente e chiudere il trattamento con il risciacquo acido.


F.A.Q.

Cosa fare dopo la sherazade?

Dopo il trattamento, se vediamo che le punte hanno ancora un'aria stanca, possiamo applicare un leggero leave-in, altrimenti non è necessario.

Quando fare la sherazade?

Questo trattamento è perfetto per preparare i capelli ad una giornata sulla spiaggia o in piscina, prima di affrontare un lungo viaggio in cui i capelli verranno stressati di più, oppure come coccola durante una pausa studio mentre si preparano gli esami.
Si può ripetere anche una volta a settimana, se però soffrite di cute grassa vi consiglio di farla ogni 15-20 giorni al massimo, meglio ancora se solo una volta al mese.


Cosa fare se il balsamo lascia i capelli troppo pesanti?


Riduciamo la quantità di balsamo prevista dalla ricetta, oppure aggiungiamo un cucchiaio di farina di riso o di amido di riso/mais, che oltre ad avere forti poteri idratanti hanno anche proprietà volumizzanti per i capelli.


Non trovo alcuni degli ingredienti, con cosa posso sostituirli?

- Fieno greco: semi di lino (gel), maizena (gel), amido di riso (sciolto in acqua), yogurt, miele
- hennè neutra (non colorante): amla, kapoor, shikakai, brahmi, neem
- hennè rossa: robbia
- hennè nera: katham
- mix di hennè per il castano: cacao
- farina di riso: amido di riso, maizena (polvere), crema di riso

martedì 30 maggio 2017

Leave-in: cos'è e come si fa - Capellomanie per Principianti



Un capello sano è rivestito da un sottile film lipidico che protegge il fusto dagli agenti esterni fungendo da scudo protettivo.
Quando questo film si deteriora a causa di cure sbagliate, trattamenti invasivi, stress e l'usura naturale del tempo, il capello non è più protetto correttamente e va incontro a tutta una serie di processi che ne intaccano la salute e conseguentemente la bellezza.
Per salvaguardare la nostra chioma da questo processo, oltre alla scelta di cure e trattamenti adeguati e rispettosi dei nostri capelli, possiamo ricorrere a un trattamento che gli inglesi chiamano leave-in.
In pratica il leave-in è un trattamento che va a fare da scudo, supplendo alla carenza del naturale scudo dei nostri capelli, ormai troppo rovinato per proteggere la chioma in modo adeguato.
La natura ci ha fornito di una serie infinita di sostanze che possono fungere da scudo naturale: gli oli e i burri.
Quando applichiamo un olio o un burro sui capelli leggermente inumiditi con un nebulizzatore, andiamo a favorire tutta una serie di processi utili al benessere del capello:

  • proteggiamo il capello dagli agenti esterni che possono deteriorarlo (sole, vento, polvere, smog)
  • creiamo una "pellicola" che, a differenza delle pellicole siliconiche, permette al capello di respirare pur garantendo protezione
  • impediamo l'evaporazione massiva dell'acqua interna ai fusti, mantenendoli idratati, e con il supplemento dell'acqua applicata prima dell'olio instauriamo un'idratazione passiva "forzata" che aiuta capelli che tendono a seccare a mantenersi idratati
  • nutriamo i capelli 

Cose da sapere prima di praticare il leave-in


  • Se abbiamo l'abitudine di asciugare i capelli col phon, il leave-in va praticato DOPO l'asciugatura completa, perché l'azione riscaldante del phon causerebbe un effetto forno che andrebbe a danneggiare i capelli
  • Per il leave-in si usano quantità di olio PICCOLISSIME (qualche goccia se avete capelli corti, un cucchiaino molto scarso se avete capelli di media lunghezza, mezzo cucchiaio se avete capelli molto lunghi)
  • Per il leave-in è bene scegliere oli leggeri o medi e poco viscosi, quindi è bene evitare olio di semi di lino, olio d'oliva e olio di ricino che sono particolarmente viscosi e untuosi.
  • Il leave-in può essere ripetuto quotidianamente, è consigliabile praticarlo la sera, prima di andare a dormire, così da evitare che renda il capello ricettacolo di particelle volatili nell'aria quando siamo in giro, e così da permettergli di assorbire eventuali eccessi di olio e non avere così capelli dall'aspetto unto.
  • Il leave-in non si pratica MAI in radice.
  • Si tratta di un trattamento particolarmente indicato a chi ha capelli secchi o denutriti, ma può aiutare, se praticato con moderazione, anche chi soffre di capelli grassi.

Come scegliere l'olio giusto per il leave-in


Ogni capello predilige un tipo di olio o burro (i miei, ad esempio, adorano il burro di karitè, ma odiano l'olio di cocco, che posso usare solo come pre-shampoo), per trovare quello più adatto alla nostra chioma partiamo dagli oli più leggeri e poco comedogeni. L'importante è non orientarsi subito verso oli pesanti o molto viscosi, che tendono ad affastellare e soffocare i capelli se restano sul fusto oltre il tempo necessario a un impacco pre-shampoo.
Applichiamo gli oli in piccole quantità e ripetiamo il leave-in almeno 7-10 volte così da dare il tempo ai capelli di assestarsi e capire effettivamente se l'olio in prova piace o meno ai capelli.

Come si fa il leave-in (sui capelli lisci)

Quando i capelli sono perfettamente asciutti, andiamo a districarli con il pettine o con la spazzola districante (tangle teezer e simili) così da eliminare tutti i possibili nodi, e una volta eliminati i nodi - ossia quando potremo passare le dita tra i capelli dalle radici alle punte senza trovare intoppi - con l'aiuto di un nebulizzatore, andiamo a inumidire leggermente i capelli dalle orecchie in giù.
Spazzoliamo con la cinghialina per distribuire uniformemente l'acqua nebulizzata.
Preleviamo una piccola porzione di olio o di burro, strofiniamola tra i palmi delle mani e passiamo le mani sui capelli, cercando di soffermarci particolarmente sulle punte, che sono la parte più vecchia della chioma.
Spazzoliamo di nuovo con la cinghialina così da uniformare la distribuzione dell'olio per tutta la lunghezza del fusto ed evitare accumuli che potrebbero ungere i capelli.


Come si fa il leave-in (sui capelli mossi o ricci)

Quando i capelli sono perfettamente asciutti, nebulizziamoli aiutandoci con un nebulizzatore dalle orecchie in giù.
Per distribuire uniformemente l'acqua sui riccioli, andiamo a "stringerli" delicatamente in mano ciocca a ciocca, raccogliendoli verso l'alto e poi rilasciando i capelli per un paio di volte.
A questo punto preleviamo piccole porzioni di olio o di burro, strofiniamole tra i palmi delle mani e passiamo le mani sui capelli, avendo cura di "stringere" delicatamente piccoli gruppi di riccioli per aiutarli a mantenere la forma giusta e nel contempo favorire la corretta distribuzione del prodotto.



Leave-in a capelli asciutti


Questo trattamento, di tanto in tanto, può anche essere fatto a capelli asciutti, se ad esempio si utilizza l'olio di cocco, oppure se l'olio che utilizziamo piace particolarmente ai nostri capelli.
Sconsiglio però di praticare il leave-in a capelli asciutti più di una o due volte a settimana perché in questo modo si rischia di seccare i capelli.


Un leave-in ben fatto lascia i capelli morbidi e lucenti, ma senza lasciarli unti o con la tendenza ad affastellarsi, riduce la formazione di nodi e rende i capelli più elastici e quindi resistenti agli stress meccanici.
Qualora dovessimo esagerare con l'olio e ritrovarci con capelli unti, basterà inumidire la spazzola col nebulizzatore e spazzolare i capelli fino ad eliminare l'eccesso di olio, o ancora si potranno raccogliere i capelli in una treccia morbida e scioglierla dopo 5-6 ore, quando l'olio in eccesso sarà svanito.


Il video in cui mostro come fare il leave-in



lunedì 1 maggio 2017

Preparare i capelli all'estate - Cura dei Capelli

Ormai siamo a Maggio ed è giunto il tempo di preparare i nostri capelli ad affrontare senza danni l'imminente estate.
Questo non vale solo se abbiamo la possibilità di andare in vacanza al mare o a fare piscina, è importantissimo proteggere i capelli nei mesi estivi per due ragioni fondamentali:
1) il clima, nei mesi caldi si presentano determinate condizioni ambientali che, sia in vacanza sia in città, causano danni ai capelli
2) aiutare già da ora i capelli ad affrontare la caduta fisiologica della stagione autunnale così da prevenirne i danni
In questo articolo sono raccolti un buon numero di trattamenti che ci aiutano a garantire il benessere della nostra chioma negli afosi mesi estivi, suddivisi in base agli elementi che possono danneggiare i capelli, con dei focus specifici riferiti ai diversi tipi di capelli. 



Sole

Le giornate si stanno allungando, c'è più luce, il sole diventa più forte, e questo se da un lato aiuta il nostro sistema endocrino a produrre più serotonina, facendoci sentire più leggeri e di buon umore, dall'altro lato ci rende doveroso proteggerci dai raggi solari. Esattamente come la pelle, da Maggio a Ottobre, va protetta con i filtri solari, allo stesso modo dobbiamo agire sui capelli, in quanto la nostra bellissima stella portatrice di vita e tepore determina la disidratazione dei fusti con conseguente effetto paglia, oltretutto alcune capigliature già provate da altri stress, a causa del sole finiscono con lo schiarirsi, è questo è un male perché è indice di perdita di cheratina, ossia i fusti si destrutturano, e nell'arco di tre o quattro mesi i capelli saranno diventati troppo fragili e finiranno con lo spezzarsi, facendo crollare drasticamente il nostro potenziale di crescita e la salute della chioma.
Non importa se andiamo in vacanza al mare, in montagna o restiamo in città a sgobbare a lavoro o sui libri per preparare gli esami, il sole è ovunque e ovunque è importantissimo proteggerci.
I sistemi più efficaci per proteggere i capelli dal sole sono:
  • Cappello a tesa larga: è un filtro fisico contro il sole, protegge da circa il 60% dei raggi solari. Personalmente non esco mai di casa senza il mio fedele cappellone a tesa larga. Possiamo indossarlo sui capelli sciolti, oppure raccoglierli e calcarci sopra il capello così da esporli alla luce il minimo possibile.
  • Olio di cocco: l'olio di cocco ha una capacità di filtrare i raggi solari del 4%, è un filtro molto basso, ma associato al cappello garantirà una protezione efficacissima contro i raggi solari, prevenendo tutti i problemi suelencati. Applicato in piccolissime dosi sui capelli asciutti prima di uscire di casa li protegge dai danni di una prolungata esposizione al sole

Calore

Le alte temperature possono essere di due tipi: secche o umide. Le prime sono caratterizzate da un'aria asciutta, le seconde da un'elevata percentuale di umidità. In entrambi i casi, il calore causa danni ai capelli privandoli della naturale gradazione acquosa presente nei fusti, soprattutto in presenza del calore umido, la percentuale di umidità presente nell'aria tenderà a strappare l'acqua ai capelli per osmosi.
Per proteggere i capelli da questo fenomeno, il migliore scudo è il leave-in.
Come abbiamo già potuto leggere nell'articolo dedicato a questo trattamento, il leave-in garantisce una protezione suppletiva dagli agenti esterni. La barriera dell'olio impedisce al calore di disidratare i capelli, aiutandoli a mantenersi in salute.
Il leave-in in estate va praticato tutti i giorni così da garantire ai capelli una protezione costante. Per evitare di ungere eccessivamente i capelli, applichiamo una minuscola quantità di olio  a capelli umidi e distribuiamola uniformemente prima con le mani e poi con pettine e spazzola. 


Salsedine e Cloro

Quando andiamo al mare o in piscina, ai due fattori elencati sopra si aggiungono l'azione dell'immersione in acqua, e l'azione aggressiva della salsedine nel caso del mare e del cloro nel caso della piscina.
L'acqua è all'origine dell'Hygral Fatigue, ossia il fenomeno per cui la prolungata immersione in acqua causa perdita di cheratina ai capelli (ne parlerò più approfonditamente in uno dei prossimi articoli), per cui è importante proteggerli prima di fare un bagno o una nuotata e di riportarli in condizioni di equilibrio dopo.

  • L'olio di cocco è quello che, secondo gli studi tricologici effettuati, si è rivelato il più efficace a proteggere i capelli da questo problema, quindi prima di fare un bagno è bene applicare una abbondante dose di olio di cocco sui capelli asciutti e distribuirlo bene con un pettine o con la spazzola di setole. L'olio protegge anche da salsedine e cloro, che contribuiscono alla disidratazione e allo sfibramento del capello.
  • Immediatamente dopo il bagno, è importantissimo risciacquare abbondantemente per eliminare salsedine o cloro dai capelli. A questo punto, se usate prodotti naturali potete anche procedere con uno shampoo, se invece usate prodotti commerciali e andate a mare o in piscina tutti i giorni, per evitare di stressare ulteriormente il capello, evitate di fare lo shampoo e procedete con un risciacquo acido.

Consigli generali

Non dimentichiamo che in estate la cosa più importante è mantenere i capelli idratati, quindi potenziamo gli impacchi idratanti con:
  • i gel naturali utilizzati come impacco pre-shampoo e come base acquosa per i leave-in.
  • la polvere di fieno greco come impacco pre-shampoo o come supplemento agli impacchi di erbe.
  • il latte di cocco, usato nelle maschere alle erbe idrata molto di più rispetto alla semplice acqua
Poiché in estate tendiamo a sudare, e col sudore anche i capelli finiscono con lo sporcarsi prima e venire stressati di più, è bene avere sempre in borsa uno stick o delle forcine con cui poter fare un raccolto d'emergenza anticalore.
Prossimamente sul canale sarà disponibile un video relativo proprio a una serie di acconciature anticaldo pratiche, veloci e fattibili anche per chi è proprio negato nelle acconciature.





martedì 25 aprile 2017

Conservazione degli oli - Doni della Natura

Come ben sappiamo, quanto più un prodotto è naturale, non raffinato e privo di conservanti, tanto più è soggetto al naturale fenomeno della degenerazione chimica, con conseguente alterazione e perdita delle sue proprietà nutritive e cosmetiche.
Di tutte le sostanze naturali che utilizziamo per la cura dei capelli e del corpo, quelle di cui ci preme più garantirne la corretta conservazione sono gli oli, questo perché innanzitutto sono le materie prime che costano più di tutte le altre, e in secondo luogo perché l'utilizzo di un olio ormai irrancidito può addirittura rivelarsi dannoso per la nostra cosmesi (in particolare nel caso di applicazione sulla pelle).
Molto spesso l'irrancidimento di un olio rischia di venire favorito da un uso scorretto dello stesso o da un metodo di conservazione sbagliato, in questo articolo andremo dunque ad analizzare tutti gli accorgimenti necessari per garantire lunga vita ai nostri oli.


Durata naturale degli oli


Ciascun olio ha una particolare composizione chimica che gli conferisce proprietà specifiche, dalla sua composizione si determinano pure una serie di fattori che ne influenzano la durata naturale (ossia senza contaminazioni o azioni esterne). Sappiamo che quanto più è delicato un olio, tanto più breve sarà la durata della sua vita e la suscettibilità agli agenti esterni.


CALORE

Il primo fattore che determina "la vita" di un olio è la termolabilità, ossia la sua resistenza al calore. Più un olio è termolabile, più breve sarà la sua vita.

Tra gli oli suscettibili al calore ricordiamo:

olio di anguria
olio di borragine
olio di camelia
olio di camelina
olio di canapa
olio di cannella
olio di carota
olio di cartamo
olio di cotone
olio di cumino
olio di enotera
olio di germe di grano
olio di lino
olio di mandorle dolci
olio di ribes nero
olio di rosa mosqueta
olio di semi di lino
olio di semi di zucca
tutti gli oleoliti
squalene

Gli oli non suscettibili al calore sono invece:

olio di albicocca
olio di arachidi
olio di argan
olio di jojoba
olio di andiroba
olio di avocado
olio di baobab
olio di broccolo
olio di cacao
olio di caprilico e sintetici
olio di cocco
olio di girasole
olio (o burro) di karité
olio di macadamia
olio di neem
olio di nocciola
olio di olys
olio d'oliva
olio di palma
olio di ricino
olio di riso
olio di sesamo
olio di squalene
olio di vinaccioli
tocoferolo
squalane

la fonte di entrambi gli elenchi è NaturaeBellezza


Conoscere la termolabilità dell'olio che utilizziamo per la nostra cosmesi ci permette di adottare quei piccoli accorgimenti per aiutarlo a sopravvivere al massimo delle sue possibilità. L'essenziale, quando utilizziamo un olio termolabile, è la conservazione in luoghi lontani dalle fonti di calore e poco soggetti agli sbalzi termici.
Via gli oli, quindi, da ambienti come la cucina o il bagno, due stanze in cui tendono ad accumularsi calore e umidità. Nella prima ogni qual volta si cucina, nel secondo ogni qual volta facciamo il bagno o la doccia o azioniamo la lavatrice e lo scaldabagno.
Conserviamo gli oli in credenze lontane dai caloriferi, lontano dalle finestre o dalle pareti esterne (soprattutto se avete pareti molto sottili e male isolate).

LUCE

Un secondo fattore che influenza la vita di un olio è la sua ossidabilità alla luce. Praticamente tutti gli oli ossidano con la luce, l'ossidazione fa perdere loro proprietà e li fa irrancidire.
Tenere gli oli lontani dalla luce è dunque il primo passo GENERALE per una corretta conservazione. Normalmente gli oli vengono contenuti in flaconi di vetro scuro (blu, verde, marrone), perché il colore scuro riduce la quantità di luce che entra in contatto con l'olio, riducendone conseguentemente l'effetto ossidativo.
Molti oli che si acquistano negli alimentari internazionali, però, sono conservati in flaconi di vetro trasparente, è necessario ovviare al problema "imbrunendo" le bottiglie.
Potete dipingere l'esterno delle bottiglie con un colore scuro per vetro, oppure optare per una più pratica applicazione, intorno alla boccetta, di uno o più strati di carta da pane, fermata con del nastro adesivo.
Sconsiglio il travaso dell'olio in un'altra bottiglia perché in casa è piuttosto difficile sterilizzare correttamente e rischieremmo di ottenere l'effetto opposto, ossia travasare un olio in una bottiglia non correttamente sterilizzata e contaminare l'olio, abbattendone drasticamente la durata.
Un secondo accorgimento è, ovviamente, quello di non esporre mai gli oli alla luce diretta del sole e di conservarli in un luogo dove batta poca luce, quindi lontano dalle finestre e in mobili con le ante piene (niente credenze a vetri, niente mensole aperte).


ARIA

Un terzo fattore (quasi inevitabile) è il contatto con l'aria. Ogni volta che apriamo il flacone d'olio, esso entra in contatto con l'aria e la parte superficiale del liquido subisce delle micro-ossidazioni. Per questo è IMPORTANTISSIMO chiudere bene il tappo e tenere i flaconi aperti il minimo indispensabile all'utilizzo degli stessi.
Se il tappo di un flacone dovesse rompersi o non chiudere bene, cercate una sostituzione o applicate una pellicola trasparente all'imboccatura della bottiglia e avvitate saldamente il tappo così da ridurre la penetrazione dell'aria all'interno.

BATTERI E CONTAMINAZIONI

I due seguenti fattori che distruggono la vita di un olio sono la carica batterica e le contaminazioni esterne. Li metto insieme perché questi sono fattori determinati non solo dalla conservazione scorretta, ma soprattutto dall'uso sbagliato che facciamo dei nostri oli.
Innanzitutto, per evitare le contaminazioni cosiddette "ambientali" è importante che il luogo di conservazione, oltre ad essere fresco e riparato dalla luce diretta, sia asciutto. Un luogo umido e tendente a formare la muffa potrebbe causare contaminazioni all'olio contenuto nel flacone o nel barattolo, perché dopo la prima apertura si perde l'ermeticità del contenitore.
In secondo luogo, è importantissimo maneggiare gli oli con le dovute cautele:

  • Mai mettere le mani nel barattolo dell'olio o versare l'olio in mano appoggiando il palmo all'imboccatura della bottiglia. L'olio si preleva col cucchiaio, o si versa nel palmo della mano senza creare contatto tra la pelle e l'olio contenuto nel flacone. Anche quando avete le mani perfettamente pulite e appena lavate, infatti, sulla pelle c'è una naturale carica batterica (protettiva per la nostra pelle dagli attacchi esterni, ma dannosa per gli oli).
  • Mai versare nuovamente nel flacone l'olio non utilizzato che sia già entrato in contatto con fattori e strumenti esterni. Se ve ne avanza un pochino, distribuitelo sulle mani come fosse una crema e massaggiate, oppure conservatelo in quei piccoli contenitori da tester che si trovano sia nei negozi di cosmetici sia in tutti i negozietti cinesi di cianfrusaglie varie a prezzi più che abbordabili
  • Utilizzare SEMPRE strumenti perfettamente puliti

Altri consigli generici:

  • Non aprire dieci tipi di oli alla volta, per non ritrovarci poi a dover eccedere con gli impacchi e l'uso in una corsa contro il tempo prima dell'irrancidimento naturale degli stessi.
  • Quanto più delicato è un olio, tanto più breve sarà la sua durata. Gli oli termolabili naturalmente durano intorno ai 6-7 mesi a causa dei naturali cambi di temperatura tra stagioni, quindi evitiamo di acquistarne grandi quantità da tenere come scorta, perché rischiamo solo di perdere soldi e sprecare importantissima materia prima. Gli oli non termolabili hanno una durata che varia dai 2 ai 4 anni, se correttamente conservati.
  • Non scaldare assolutamente gli oli termolabili, si perdono tutte le proprietà e diventano materia pressoché inerte, oltre a irrancidire molto prima. Gli oli non termolabili, per quanto possano essere scaldati, è bene scaldarli il meno possibile per aiutarli a durare più a lungo. Anche l'olio di cocco nel suo aspetto solido, ad esempio, è meglio prelevarlo con un cucchiaino dal barattolo e poi scaldarlo strofinandolo tra le mani fino a farlo sciogliere, in questo modo non andremo minimamente a toccare la parte contenuta nel flacone, che resterà il più inalterata possibile e durerà al massimo delle sue possibilità

Da cosa si capisce che un olio è irrancidito?

Innanzitutto, cambia il suo odore, assume un sentore acidulo, sgradevole e "avariato". In secondo luogo tende ad opacizzare, non sarà limpido e trasparente, ma opaco e simile ad acqua sporca. In terzo luogo, spesso presenterà variazioni di colore o grumi che non dovrebbe avere (da questo è escluso l'olio di cocco, che opacizza e raggruma mano a mano che, col calo delle temperature, tende a solidificarsi, quindi non spaventatevi quando gli vedete prendere un aspetto strano e per diagnosticarne l'integrità basatevi sul suo odore).

lunedì 10 aprile 2017

Shampoo alla Farina di Ceci - Le Ricette

La farina di ceci è l'ingrediente base per la preparazione di uno shampoo completamente naturale, che deterga efficacemente ma nel totale rispetto della chioma, ecco di seguito una serie di ricette utili per iniziare. Vi ricordo che le ricette sono comunque personalizzabili in base alle peculiari esigenze dei vostri capelli.



Ricetta base

Ingredienti:

  • Farina di ceci 40 g
  • Acqua tiepida q.b.
  • Olio essenziale a scelta 3 gocce (facoltativo)
  • Aceto di mele 1 cucchiaio (facoltativo)

Strumenti:

  • terrina o ciotola di plastica/vetro
  • pennello per tintura (facoltativo, ma consigliato)
  • cucchiaio di plastica (no legno no metallo)

Preparazione:

  • Versare nella terrina 40 g di farina di ceci usando il cucchiaio di plastica
  • Scaldare mezzo bicchiere di acqua per 40 secondi nel microonde (l'acqua calda favorisce l'attivazione delle saponine e ne potenzia il potere detergente rispetto a quella fredda)
  • Se optate per l'aggiunta degli ingredienti facoltativi, a questo punto aggiungete l'olio essenziale e l'aceto al bicchiere d'acqua
  • Aggiungere lentamente l'acqua tiepida alla farina, mescolando col pennello o col cucchiaio fino a sciogliere tutti i grumi e ottenere una pastella uniforme

Procedimento:

  • Inumidire i capelli (con un nebulizzatore o passandovi le dita bagnate tra i capelli)
  • Stendere una piccola porzione di impasto all'attaccatura frontale dei capelli e sulla scriminatura centrale.
  • Tirare delle file a distanza di 2-3 cm l'una dall'altra e stendere altre piccole porzioni fino a lavorare tutto il cranio
  • Stendere il restante dell'impasto sulla prima porzione delle lunghezze
  • Massaggiare la cute per alcuni minuti avendo cura di bagnare di tanto in tanto le mani per ammorbidire l'impasto fino a renderlo fluido e leggermente schiumoso
  • Mettere il tappo al lavabo e iniziare il primo risciacquo con un filo d'acqua così da continuare a massaggiare lo shampoo tra i capelli per rimuovere ogni residuo di sporco e nel contempo lasciare le lunghezze in immersione nell'acqua piena di farina di ceci.
  • Massaggiare le lunghezze immerse nell'acqua, quindi svuotare il lavabo, rimettere il tappo e proseguire col secondo risciacquo alla stessa identica maniera del punto precedente.
  • Risciacquare finché l'acqua esce limpida
  • Procedere col risciacquo acido.

Ricetta per capelli fragili e disidratati

Ingredienti

  • Farina di ceci 40 g
  • Polvere di fieno greco 20 gr
  • Acqua tiepida q.b. o infuso (la polvere di fieno greco assorbe circa 150 ml ogni 10 gr)
  • Olio essenziale 3 gocce (facoltativo)

Preparazione

  • 5-6 ore prima dello shampoo è essenziale preparare la polvere di fieno greco che deve essere idratata per rilasciare le mucillagini in grado di idratare i capelli.
  • Mettere la polvere di fieno greco in una terrina e aggiungere poco a poco l'acqua calda, mescolando accuratamente per evitare la formazione di grumi fino ad ottenere una pastella simile allo yogurt.
  • Lasciar riposare il composto aggiungendo periodicamente acqua calda per permettere alla polvere di idratarsi a dovere (se non viene idratata a sufficienza, la polvere sottrae acqua ai capelli durante la posa e va a peggiorare la disidratazione).
  • La polvere è pronta quando si ottiene un impasto piuttosto liquido che andrà lasciato riposare per almeno 3-4 ore, aggiungendo ulteriormente acqua e mescolando di tanto in tanto.
  • Terminato il riposo della polvere, qualora l'impasto si presenti ancora molto liquido, si può procedere ad aggiungere l'olio essenziale e la farina di ceci fino a conferirgli nuovamente la consistenza dello yogurt.
  • Se invece l'impasto si presenta già con la consistenza dello yogurt, preparare l'impasto della farina di ceci in una terrina a parte seguendo il procedimento descritto nella ricetta base e quindi unire i due impasti mescolando bene fino ad ottenere una crema omogenea.

Procedimento

  • Applicare l'impasto sui capelli asciutti tirando file di circa 2-3 cm fino a coprire tutta la cute.
  • Spalmare il resto dell'impasto sulle lunghezze fino a glassarle completamente.
  • Tenere in posa 2 ore
  • Con le mani bagnate andare a massaggiare l'impacco fino a renderlo fluido e leggermente schiumoso.
  • Mettere il tappo al lavabo e iniziare il primo risciacquo con un filo d'acqua così da continuare a massaggiare lo shampoo tra i capelli per rimuovere ogni residuo di sporco e nel contempo lasciare le lunghezze in immersione nell'acqua piena di farina di ceci.
  • Massaggiare le lunghezze immerse nell'acqua, quindi svuotare il lavabo, rimettere il tappo e proseguire col secondo risciacquo alla stessa identica maniera del punto precedente.
  • Risciacquare finché l'acqua esce limpida.
  • Procedere col risciacquo acido.











lunedì 3 aprile 2017

Farina di Ceci - Doni della Natura


La farina di ceci si ottiene tritando i semi essiccati della Cicer Arietinum.
Si presenta come una polvere fine color burro/giallo paglierino. Di solito si utilizza moltissimo in cucina per gustose ricette sia rustiche sia dolci. I vegetariani e i vegani la usano per l'apporto di proteine nella propria dieta; mentre i celiaci la sostituiscono alla farina di grano, in quanto la farina di ceci è priva di glutine; i diabetici invece la usano perché più povera di zuccheri rispetto alle altre farine ottenute dai cereali.
Oltretutto, la farina di ceci contiene saponine, le quali riducono fortemente l'assorbimento del colesterolo da parte dell'organismo. E sono proprio le saponine a rendere questa farina estremamente interessante dal punto di vista cosmetico.

Le saponine


I ceci sono semi ricchi di una sostanza chiamata Saponina, un glicoside terpenico costituito da una
parte di residui zuccherini (idrosolubile) e un aglicone (liposolubile) detto sapogenina.
L'aglicone può presentarsi a nucleo triterpenico (30 atomi di carbonio a catena pentaciclica), oppure steroideo (27 atomi di carbonio a struttura tetraciclica). Le saponine dei ceci, essendo i semi dicotiledoni, present
ano un nucleo triterpenico.
E, se non vi sono già esplosi tutti i neuroni dopo questa violenta immersione nei termini chimici e agrari, proprio come suggerisce il nome, le saponine sono appunto il sapone naturale che Madre Natura ci ha donato.
Questo rende la farina di ceci uno dei detergenti migliori di cui si possa fare uso perché è
ecologica e rispettosa della natura e del corpo.

Farina di Ceci e capelli


Questa farina è un'ottima sostituzione agli shampoo commerciali.

Sulla chioma ha azione:
  • detergente
  • disintossicante
  • leggermente proteinizzante
  • leggermente esfoliante
  • rinforzante
  • lucidante
  • seboregolatrice

La sua azione detergente è nel contempo efficace ma rispettosa della struttura del capello, depura il cuoio capelluto e i fusti dai residui di siliconi e parabeni, migliorando la traspirazione naturale della pelle e favorendo così la crescita dei capelli.
Treattandosi di una farina ricavata da un legume, è ricca di proteine che svolgono una leggera azione proteinizzante, rinforzando i capelli, soprattutto se destrutturati e fragili.
La farina non è una polvere impalpabile, si costituisce di piccolissimi granuli che si disciolgono solo parzialmente nell'acqua e quindi con il massaggio va ad esfoliare delicatamente la cute, rimuovendo il sottile strato di cellule morte e migliorando la traspirazione del cuoio capelluto, per potenziarne l'effetto esfoliante si può, di tanto in tanto, aggiungere all'impasto per lo shampoo un cucchiaino di zucchero.
Ha anche proprietà seboregolatrici, è quindi ideale per chi soffre di capelli grassi perché aiuta la cute a produrre sebo in quantità più regolari, riducendone l'eccesso e aiutando così ad allungare il range di shampoo. Chi invece soffre di capelli secchi non ha nulla da temere, la farina di ceci è sufficientemente delicata da non andare a peggiorare la situazione e, essendo un detergente privo di siliconi e parabeni, prepara il capello all'assorbimento massimo di leave-in e impacchi idratanti e protettivi.
In particolare è indicata per i seguenti tipi di chiome:
  • capelli grassi
  • capelli fragili
  • capelli destrutturati
  • capelli sottili


Farina di ceci e pelle


La farina di ceci è anche un'ottima sostituta del bagnoschiuma.
Sulla pelle ha azione:
  • detergente
  • disintossicante
  • leggermente esfoliante
  • illuminante/sbiancante
  • antietà
  • antifungine

Utilizzare la farina di ceci invece dei bagnoschiuma commerciali ha un forte impatto positivo sulla nostra pelle, perché la sua leggera azione esfoliante aiuta ad eliminare le cellule morte senza aggredire la pelle. La delicatezza con cui agisce nell'esfoliazione e nel rispetto dell'equilibrio della pelle la rende adatta a un uso frequente, anche quotidiano, che in breve tempo conferisce all'incarnato una luminosità impossibile da ottenere con sostanze di origine industriale, uniforma l'incarnato riducendo le discromie e i piccoli inestetismi.
Favorendo l'eliminazione delle cellule morte e quindi il ricambio cellulare, svolge anche un'azione antietà, assottiglia le piccole rughe d'espressione conferendo al volto un aspetto decisamente più giovane.
Le saponine presenti nella farina di ceci aiutano moltissimo a migliorare la condizione di quelle pelli soggette a micosi in quanto queste molecole riescono a sciogliere le ife dei funghi, distruggendone la struttura e quindi impedendone l'espansione.

Come prepararla


L'azione detergente della farina di ceci si attiva con l'acqua, meglio se tiepida o leggermente calda.
La consistenza deve essere quella di una crema morbida ma non troppo pastosa, tipo yogurt. Se viene un po' più fluida non è un problema, l'importante è che l'impasto non sia troppo solido altrimenti non si spalma bene e "sfarina" non svolgendo al meglio la propria funzione.
L'acqua può anche essere sostituita con un infuso.
Per non inficiare l'azione della farina, è importantissimo NON aggiungere all'impasto sostanze grasse quali olio, burro, balsamo.
Alcune persone lamentano che la farina di ceci abbia un odore piuttosto forte e che talvolta (se applicata in particolare su capelli non ancora disintossicati) l'odore sia persistente. Si può ovviare al problema aggiungendo all'impasto tre gocce al massimo di olio essenziale.
In realtà ho notato che quando i capelli sono disintossicati, se si risciacqua per bene l'odore non permane e i capelli hanno un odore neutro.
Di seguito ecco alcune ricette cosmetiche a base di farina di ceci:

Detergente sbiancante alla farina di ceci
Detergente "depilatorio" alla farina di ceci

Informazioni botaniche relative alla pianta:


Classificazione

Regno: PLANTAE
Divisione: MAGNOLIOPHYTA
Classe: MAGNOLIOPSIDA
Ordine: FABALES
Famiglia: FABACEE
Tribù: FABOIDEAE
Genere: CICER
Specie: CICER ARIETINUM


Origini


Provenienza: Turchia
La Cicer Arietinum è stata una delle prime piante entrate nella coltivazione agricola, già nell'età del bronzo ci sono testimonianze della coltivazione di questa pianta, che ben presto si diffuse in tutta l'Asia e in Europa e in alcune regioni dell'Africa.
Al giorno d'oggi la Cicer Arietinum è poco coltivata in Italia perché la resa economica è bassa e la richiesta nel nostro paese non è elevatissima, anche se negli ultimi anni sta gradualmente aumentando., i paesi in cui la coltivazione è più concentrata sono l'India e il Pakistan, paesi in cui c'è un elevatissimo consumo dei suoi semi sia in ambito alimentare, sia in ambito cosmetico.

Curiosità botanica


Le piante producono saponina perché quest'ultima funge da barriera naturale contro le aggressioni dei patogeni e in particolare dei funghi