sabato 8 giugno 2019

Prendersi cura dei capelli in Estate - Cura dei Capelli



La stagione più calda dell'anno può avere un forte impatto sulla nostra chioma. Generalmente negativo, se non ce ne prendiamo cura come si deve. Attuando il giusto sistema di cure, però, questo periodo dell'anno può rivelarsi estremamente proficuo in termini di salute della capigliatura.
Per farlo al meglio è dunque necessario comprendere quali sono gli elementi che possono danneggiare la nostra chioma in questa stagione, come contrastare la loro azione e quali sono i trattamenti migliori per sfruttare le condizioni ambientali a vantaggio della chioma.


I nemici estivi


Durante l'estate i fattori principali che possono danneggiare i capelli sono tre: calore, umidità e salsedine/cloro.

Calore



Le elevate temperature della stagione estiva possono determinare una perdita massiva dell'idratazione dei fusti, causandoci una secchezza generale e provocando, sul lungo termine, una fragilità dei capelli che saranno più soggetti a formare doppie punte e fratture, finendo con lo spezzarsi e svuotare lunghezze e punte.
Per evitare questi danni si deve agire in sinergia sia lavorando per mantenere quanto più possibile l'idratazione capillare mediante un leave-in leggero e frequente, sia massimizzando i trattamenti idratanti con impacchi di gel naturali e mucillagini.
Per fortuna il calore naturale non è tale da andare a denaturare le proteine, ma lunghe esposizioni al sole possono portare a una leggera destrutturazione del capello (se i nostri capelli schiariscono quando ci esponiamo per lunghi periodi al sole, significa che stiamo perdendo proteine) ed è necessario a tal proposito fare trattamenti preventivi come applicazione di piccole ma frequenti quantità di olio di cocco (che ha un filtro solare naturale di 4 punti) e proteggere meccanicamente la chioma dai raggi solari facendo uso di un cappello (che ha un filtro fisico di 60 punti).

Umidità


L'Estate mediterranea è caratterizzata da un caldo umido, la percentuale di umidità nell'aria è piuttosto elevata e questo favorisce la disidratazione dei capelli, rendendoli secchi e crespi.
Esattamente come per il punto precedente, questo nemico si combatte con leave-in frequenti e trattamenti idratanti.

Salsedine e Cloro


Chi di noi ha modo di fare un periodo di bagni (al mare o in piscina) deve fare i conti con la salsedine e il cloro, che vanno a deteriorare i fusti disidratandoli e intaccandone la struttura. La salsedine, in particolar modo, stimola un sollevamento delle cuticole, rendendo i capelli più difficili da gestire, facili ai nodi e causando un'ulteriore perdita di idratazione in quanto la parte interna dei capelli non è protetta correttamente dalle cuticole.
Per proteggere i capelli da questi agenti aggressivi occorre schermarli con gli oli. Applicare anche poche gocce di olio dalle radici alle punte prima di fare un bagno ci permette di goderci una bella nuotata senza subire danni ai capelli.
Inoltre, dopo il bagno, è bene risciacquare il prima possibile i capelli per eliminare i residui di salsedine e cloro così da evitare che questi danneggino i capelli quando l'olio che abbiamo applicato sarà stato assorbito.

Focus:

La crescita dei capelli in Estate



La bella stagione porta anche dei vantaggi ai capelli. Le giornate si sono allungate, c'è spesso bel tempo e quindi c'è molta luce. La grande quantità di luce di questo periodo dell'anno è una perfetta alleata dei nostri capelli, in quanto aiuta il nostro organismo a produrre vitamina D, la quale ha lo scopo di stimolare la fase anagen dei follicoli, ossia la fase di crescita. Più vitamina D, dunque, più crescita dei capelli.
Questo  si rivela il periodo ideale per ricorrere a trattamenti di massimizzazione della crescita come ad esempio i massaggi allo scalpo, in quanto il connubio tra maggiore produzione di vitamina D e miglioramento dell'afflusso sanguigno alla cute attraverso i massaggi garantiscono un'attività follicolare ad alto regime, che ci permetterà di conquistare molti più centimetri di lunghezza rispetto a tutto il resto dell'anno.
Se soffriamo di carenze alimentari che inficiano la crescita dei capelli e necessitiamo di ricorrere a degli integratori, questo è il periodo ideale per assumerli.

Focus:

Le buone abitudini estive

In questa stagione è bene apportare delle correzioni alla nostra routine così da rispondere correttamente alle esigenze della chioma durante questo periodo. Vediamole insieme.

Raccogliere i capelli

 


Portare i capelli raccolti è un'ottima abitudine durante tutto l'anno (ricordiamo i risultati che dava questo sistema alle chiome delle donne vittoriane?), ma in Estate diventa particolarmente utile, non solo perché la compattezza della chioma raccolta va a ridurre la dispersione di liquidi, e quindi favorisce un migliore mantenimento della quota aquosa dei fusti, ma anche perché in questo modo i capelli entrano poco in contatto con la pelle sudata.
Portare i capelli sciolti in questo periodo diventa molto fastidioso, ci fa sudare di più e quindi soffrire di più il caldo, ma il sudore va a sporcare i capelli, costringendoci magari a lavarli quotidianamente, e causando un forte stress meccanico con tutta una serie di conseguenze negative.

Gli impacchi idratanti



Questo è un periodo dell'anno in cui i trattamenti idratanti possono essere fatti anche quotidianamente. Applicare una generosa quantità di gel naturale dalle radici alle punte garantisce una massimizzazione dell'idratazione che va a compensare le maggiori perdite dovute a calore/sole/mare/piscina. Inoltre, mantiene i capelli freschi evitandoci di sentire la cute che va a fuoco se camminiamo cinque minuti sotto il sole cocente.
L'impacco idratante estivo può tranquillamente essere senza risciacquo, per questo motivo vi suggerisco di usare solo sostanze non oleose (quindi gel, mucillagini, idrolati) che una volta assorbiti non vi lascino i capelli affastellati e unti.
Il trattamento può essere fatto al mattino, appena svegli. Si applica la sostanza idratante in abbondanza, la si lascia asciugare appena un poco, poi si procede con il leave-in e quindi si acconciano i capelli.
Se poi vogliamo ricorrere a un impacco vero e proprio, quindi che contenga anche sostanze condizionanti, possiamo farli a giorni alterni o due volte a settimana se trascorriamo l'estate in città, oppure tutti i giorni di ritorno dal bagno a mare o dalla piscina se abbiamo delle vacanze a disposizione.

Asciugare i capelli all'aria



Chi di noi non soffre di cervicale, può approfittarne in questa stagione per riporre il phon in un cassetto e lasciare che i capelli asciughino naturalmente all'aria. Chi invece soffre di cervicale e non può rinunciare al phon, potrà comunque utilizzarlo esclusivamente sui primi 10 cm di capelli per 5-10 minuti, riducendo comunque i danni da calore che inevitabilmente crea questo strumento di styling, anche quando viene usato nel modo corretto.
I capelli ne risentiranno positivamente.

Leave-in estivo


Il leave-in in questa stagione richiede una frequenza maggiore, perché è necessario ridurre l'evaporazione causata dal calore. Se abbiamo capelli sottili che mal tollerano leave-in troppo serrati, allora pratichiamo questo trattamento al mattino, così da mantenere la chioma protetta durante le ore più assolate del giorno.
Giacché i capelli devono poter assorbire i frequenti trattamenti idratanti di cui hanno bisogno, il leave-in deve essere estremamanente leggero nella sua fase oleosa, mentre va abbondato nella fase acquosa.
Raddoppiamo dunque la quantità di gel o idrolato che utilizziamo normalmente, mentre prediligiamo un olio leggero (jojoba, cocco, albicocco, melograno, argania, nocciola, pesca, palma) e abbiamo cura di evitare gli oli termolabili (mandorle, anguria, camelia, borraggine) che rischiano di alterarsi più facilmente quando ci esponiamo al sole.

Eliminare al più presto salsedine e cloro dopo i bagni



Salsedine e cloro devono sostare il meno possibile sui capelli, quindi rimuoviamoli appena terminato il bagno (anche se dopo abbiamo intenzione di fare un altro bagno). Mezzo litro di acqua naturale o infuso (di menta, di camomilla, di rosmarino) fungono perfettamente allo scopo.
Se poi non ci piace bagnarci i capelli quando facciamo un bagno, allora questo problema ci tocca relativamente (sarà comunque importante risciacquare i capelli dopo il mare una volta rientrati a casa, così da eliminare eventuali particelle di sabbia e sale che il vento hanno potuto portare a impigliarsi nella nostra chioma).

Oliare i capelli




Un'abitudine fondamentale quando siamo in vacanza al mare, sia se ci piace bagnare i capelli, sia se non lo facciamo, è quella di oliare i capelli con un po' di olio di cocco. L'olio di cocco ha un leggero filtro solare che riduce l'impatto dei raggi solari sui capelli e funge da barriera fisica contro le aggressioni della salsedine quando facciamo il bagno.

Indossare sempre il cappello



Fuori casa è imprescindibile, sia al mare, sia in montagna, sia in città, indossare il cappello nelle ore più calde. In questo modo proteggiamo i capelli ed evitiamo anche scoccianti insolazioni e scottature.

Focus:

Curare i capelli dall'interno


Le cure tricologiche per una chioma sana non sono soltanto quelle topiche, ma la chioma va curata anche dall'interno.
E' inutile, infatti, fare tutti i trattamenti del mondo, se poi mangiamo male e il nostro organismo presenta scompensi alimentari.

Bere la giusta quantità d'acqua



In questa stagione, più di tutto il resto dell'anno, è necessario bere a sufficienza, e questo non solo per il benessere della chioma e della pelle, ma proprio per la nostra salute. Bere poco può renderci soggetti a colpi di calore e danni agli organi interni che non vanno assolutamente sottovalutati.
I liquidi possono essere integrati non solo con l'acqua, ma anche con tisane (che potete preparare il giorno prima e conservare in frigo così da averle fresche per il giorno successivo), succhi di frutta (fatti in casa, magari con l'ausilio di un estrattore o una centrifuga), premute d'arancia o limone.

Mangiare molta frutta e verdura cruda



L'Estate è una stagione ricca di alimenti freschi, che apportano vitamine, zuccheri, sali minerali e acqua al nostro organismo. Se durante tutto l'anno ci arrangiamo con panini, pizzette e altri alimenti pesanti, in estate cerchiamo di alimentarci dei doni freschi della terra. Insalate (miste, di pasta, di riso) e macedonie possono essere ottimi pasti oppure merende sostanziose per affrontare le giornate calde con energia.
Evitiamo conseguentemente pasti troppo pesanti (le alte temperature rendono difficoltosa la digestione) riduciamo il consumo di carne e derivati animali che appesantiscono. Meglio mangiare poco e spesso, con tanti spuntini leggeri, piuttosto che inchiodare lo stomaco a terra con un pranzo di Natale fuori stagione.

Focus:

mercoledì 5 giugno 2019

Total Natural, i primi passi - Capellomanie per Principianti



Il passaggio da una routine di tipo commerciale a una routine total natural può sembrare difficile e complesso come provare a scalare l'Everest. In realtà è molto più facile (e divertente) di quanto sembri.
Nell'articolo delle FAQ relative al total natural ho già risposto a una serie di domande che mi vengono frequentemente rivolte da chi vuole provare ad approcciarsi al total natural per la prima volta. In questo articolo, invece, voglio proporre una serie di sistemi e strategie per intraprendere un vero e proprio percorso di "depurazione" della propria cosmesi dai prodotti di tipo industriale, così da andarli a sostituire gradualmente con sostanze totalmente naturali e a basso impatto ambientale.

1: osservare e dedurre


Lo so che, quando si scopre questo mondo e si vedono su altre persone gli straordinari risultati che porta siamo presi dalla frenesia di acquistare tutto, provare tutto, rivoluzionare tutte le proprie abitudini, ma questo è l'approccio peggiore.
Respiriamo e diamoci tempo. Innanzitutto dobbiamo imparare a "sentire il nostro corpo" e lo so che detta così può sembrare qualcosa di poco scientifico, ma una delle basi della scienza è l'osservazione. Ippocrate, il grande medico greco cui ancora oggi i medici prestano giuramento quando intraprendono la loro carriera, era uno scienziato geniale per l'epoca e ha compreso moltissimi processi del corpo umano partendo da due assunti fondamentali: osservare e dedurre.
Osserviamo il nostro corpo, la nostra pelle, i nostri capelli, le nostre abitudini, e traiamo mediante l'osservazione della sintomatologia tutte le deduzioni che ci occorrono per migliorare la nostra routine al fine di rispondere correttamente alle esigenze e ai bisogni dei capelli, perché non ha alcun senso inserire nella nostra routine trattamenti che ai capelli non servono, rischiamo di perdere tempo, sprecare soldi e materie prime, e oltretutto corriamo il rischio di peggiorare la condizione dei capelli invece migliorarla.


2: eliminare i siliconi, i solfati e altre sostanze aggressive


Il silicone è un ingrediente presente in moltissimi prodotti cosmetici, in particolar modo dedicati ai capelli. Il problema principale dei siliconi è che, avendo una proprietà fortemente filmante, sul lungo periodo con l'uso continuato vanno a favorire la disidratazione dei fusti.
Lo stesso discorso vale per gli shampoo con solfati (SLS, SLES SDS) che servono a rimuovere, da uno shampoo all'altro, il vecchio strato siliconico così da evitarne l'accumulo. I solfati intaccano la struttura capillare, favorendo un deterioramento precoce dei fusti.
Il primissimo passo, dunque, consiste nell'eliminazione dei prodotti siliconici e aggressivi dalla propria routine, sostituendoli con prodotti con buon INCI, meglio se di tipo ecobio.

Focus
I siliconi

3: Alternare i prodotti


Anche se, alla scoperta del total natural, siamo tentati di buttare tutti i prodotti usati fino ad oggi e fare incetta di erbette, farine e sostanze naturali, freniamo l'entusiasmo. Il passaggio da una routine all'altra può essere traumatico per i capelli, e soprattutto se abbiamo sempre maltrattato la chioma un cambiamento drastico e totale può costringerci ad andarcene in giro con capelli orrendi per settimane intere.
Per evitare questo contraccolpo, dobbiamo procedere per gradi, e limitarci ad alternare i prodotti industriali e le sostanze naturali.
Acquistiamo shampoo e balsamo con buon INCI e usiamoli a lavaggi alterni. Poi, dopo un mesetto o due, iniziamo a incrementare l'uso delle sostanze naturali (2 shampoo naturali e 1 industriale, poi 3 shampoo naturali e 1 industriale etc.) fino a poter sostituire definitivamente i nostri vecchi prodotti con le materie prime donateci da Madre Natura.


4: Introdurre i trattamenti gradualmente


Molte ragazze che mi scrivono sono disperate, perché se fino a ieri usavano shampoo e balsamo siliconici, spume e maschere industriali, oggi sono passate di colpo a fare impacchi pre-shampoo oleosi, lavaggi alternativi, impacchi post-shampoo idratanti e condizionanti, risciacquo acido, leave-in, henné... e si ritrovano capelli di stoppa.
Questa conseguenza è normale, perché se non abbiamo mai curato correttamente i capelli, limitandoci a usare il primo prodotto in offerta, con questo cambio drastico di routine i capelli sono impreparati a tutti i trattamenti e di quello che andiamo a schiaffarci sopra non sanno che farsene, diciamo che "reagiscono male" e peggiorano.
Innanzitutto c'è da dire che il peggioramento è solo visivo, perché di fatto sotto i siliconi i capelli erano già nello stato in cui li vediamo adesso, solo che i siliconi mascheravano i danni, in secondo luogo bisogna ricordare che i fusti vanno "addestrati" ai trattamenti, e mano a mano reagiranno meglio.
Per questo motivo suggerisco sempre di introdurre un solo trattamento alla volta. Il trattamento da cui partire che suggerisco sempre è il risciacquo acido.
Si tratta dell'operazione più semplice di una routine total natural, e nel contempo una delle migliori per garantire compattezza e lucentezza ai capelli.
Quasi contemporaneamente possiamo introdurre lo shampoo. Utilizzare erbe e farine per lavare i capelli favorisce la depurazione dalle sostanze che i vecchi shampoo hanno lasciato sui fusti. Questa fase di depurazione richiede un tempo di assestamento che in genere dura dai 6 agli 8 shampoo (ma può durare di più se i nostri capelli sono particolarmente danneggiati).
Come già detto nel paragrafo sopra, la depurazione è meno traumatica se la pratichiamo alternandola a prodotti industriali. E solo dopo la fase di assestamento iniziamo ad inserire altri tipi di trattamento.
A questo punto io suggerisco gli impacchi idratanti post-shampoo. In questo modo andiamo a ripristinare la giusta idratazione dei nostri capelli, ne favoriamo la morbidezza e un aspetto gradevole, riducendo anche il rischio di rottura a causa degli stress meccanici.
In questa fase possiamo anche iniziare a praticare il leave-in, così da iniziare a prendere qualche dimestichezza con gli oli, mentre forniamo ulteriore idratazione e protezione ai capelli.
Dopo due-tre mesi, possiamo accedere all'ultimo passaggio, che consiste nell'inserimento dell'impacco oleoso pre-shampoo. Perché farlo per ultimo? Perché comprendere di quali dosi abbia bisogno il nostro capello per essere nutrito richiede tempo e sperimentazioni, e i risultati potrebbero risultare falsati qualora praticassimo questo impacco mentre siamo ancora in transizione o in assestamento potrebbe falsare il risultato. Inoltre, durante i mesi precedenti, le sostanze naturali avranno ridotto problemi quali sebo in eccesso o secchezza cronica, facilitando conseguentemente l'uso delle sostanze oleose e riducendo il rischio di non riuscire a lavarle correttamente via.
Soltanto quando avremo per bene preso dimestichezza con i trattamenti base, potremo introdurre variazioni o calendarizzazioni come ad esempio il cronogramma capillare.

Focus:
Risciacquo acido
Leave-in
Routine Trifase


5: Imparare a fare lo shampoo


Lo shampoo alternativo è diverso dallo shampoo industriale, se applichiamo una materia naturale e la lavoriamo come lavoreremmo uno shampoo industriale, avremo risultati disastrosi. In realtà, spesso utilizziamo in modo scorretto anche lo shampoo industriale, causando tutta una serie di microdanni che rovinano i nostri capelli.
E' necessario, dunque, imparare a fare correttamente lo shampoo, interfacciarsi alla materia detergente in modo appropriato così da garantire un buon lavaggio che pulisca a dovere senza rovinare i capelli.

Focus:
Lavare correttamente i capelli


6: Usare correttamente gli strumenti di styling


Una delle cose che può peggiorare lo stato dei nostri capelli, soprattutto in fase di transizione dall'industriale al total natural, è l'uso scorretto o eccessivo degli strumenti per mettere in piega i capelli.
Phon, piastra e ferro arricciacapelli usano il calore per mettere in piega i capelli. Chimicamente, il calore rompe i legami deboli (disolfuro e salini) dei capelli, e li cementa nella posizione che abbiamo stabilito mediante il movimento che facciamo (perpendicolari con l'uso della piastra, ricci/mossi con l'uso del ferro). L'uso quotidiano di questi strumenti causa una progressiva e irrecuperabile denaturazione delle proteine dei capelli, causando danni strutturali che poi originano doppie punte, capelli spezzati e fratture ai fusti.
Per questo motivo suggerisco una riduzione sensibile dell'uso di questi strumenti, possibilmente di evitarli del tutto, imparando ad amare la forma naturale dei nostri capelli, che è la forma che meglio si adatta ai lineamenti del nostro volto, dandoci un aspetto armonico e piacevole.
Anche il phon va utilizzato correttamente: a basse temperature, distanziato dai capelli di almeno 30-40 cm, focalizzando il getto in radice ed evitando il più possibile le lunghezze e le punte. Il phon va usato per 10-15 minuti al massimo, per eliminare l'acqua in eccesso e va spento appena i capelli mostrano di essere sufficientemente asciutti (no, quindi a capelli arroventati o sessioni di phon che durano ore e ore). Chi soffre di cervicale è bene che lo usi tutto l'anno, ma chi non ha questo problema può tranquillamente riporlo in un cassetto per i mesi caldi, recuperandolo solo ad Autunno inoltrato. I più fortunati possono anche ricorrere esclusivamente all'asciugatura con l'asciugamani, abbandonando del tutto l'uso del phon. I capelli ringrazieranno.


7: Sperimentare, sperimentare, sperimentare, ma nel modo giusto


L'invito alla sperimentazione è qualcosa che ripeto spessissimo, ma in questo articolo voglio fare un appunto specifico.
Giacché ogni chioma è diversa e unica, ciascuno di noi deve trovare da sé gli ingredienti e le materie prime migliori per le esigenze dei propri capelli. Questo richiede appunto di sperimentare. Molto spesso, però, per tutta una serie di ragioni, sperimentiamo male.
La Natura, vi ricordo, ha tempi lenti, questo significa che per vedere dei risultati effettivi e verificabili, uno o due trattamenti non sono sufficienti. Scegliamo un ingrediente e utilizziamolo in modo continuativo per almeno due o tre mesi. Cerchiamo diversi modi per utilizzarlo e sperimentiamolo nei diversi contesti.
Ad esempio, come sperimentare un olio? Come impacco pre-shampoo, come ingrediente aggiuntivo negli spignatti nutrienti, come fase grassa del leave-in, come finish sulla pelle etc.
Soltanto passato questo periodo potremo effettivamente valutare l'ingrediente, e capire se fa per noi o no.
Anche se troviamo l'ingrediente dei sogni, non fermiamoci, continuiamo a sperimentare, potremmo accorgerci che c'è una materia naturale che ai nostri capelli piace ancora di più.



Consiglio finale: pazienza, tanta, tanta pazienza


La Natura ha tempi lenti, e alcuni danni dei nostri capelli non saranno recuperabili, per cui prepariamoci ad essere pazienti, ad attendere i risultati senza fretta, senza ansia, senza andare in panico se sbagliamo qualcosa, ma facendone tesoro per evitare di ripetere l'errore. E ricordiamoci che il vero potenziale dei nostri capelli verrà fuori tra due anni almeno, ossia quando i capelli nuovi, correttamente curati, saranno cresciuti abbastanza da mostrarci tutta la loro salute e bellezza.


sabato 1 giugno 2019

Che tipo di capelli hai? - Teoria del Capello




Ogni persona è unica e irripetibile. Non si tratta di una frase poetica, ma di un riscontro della scienza. Il patrimonio genetico, le abitudini e l'ambiente in cui si vive rendono ciascuno di noi qualcosa di straordinario nella sua unicità, pregi e difetti inclusi.
Allo stesso modo, non esiste una chioma che sia perfettamente identica ad un'altra, ciascun capello ha le proprie peculiarità, punti di forza e debolezze sulle quali lavorare per garantirsi una chioma sana. Per questo motivo non esiste una formula universale per prendersi cura dei capelli.
Esistono però dei parametri generali che ci aiutano a classificare i capelli, non solo dal punto di vista della forma e dello spessore, ma anche per tipologia.
Conoscere la propria tipologia di capelli ci aiuta a individuarne la debolezza principale, quella sulla quale bisogna agire con più frequenza così da mantenere i fusti sani, e ad effettuare tutta una serie di scelte mirate al loro benessere (scelta dei prodotti, tipologia e calendarizzazione dei trattamenti).
A grandi linee, possiamo dire che esistono tre tipologie di capelli fondamentali: normali, secchi e grassi. In questo articolo, però, ho suddiviso le chiome in cinque categorie, perché alcuni capelli presentano delle caratteristiche "miste" per cui farli rientrare esclusivamente nell'una o nell'altra categoria può essere limitante e portarci a costruire una routine che non va a rispondere perfettamente alle loro esigenze.

Capelli Normali


Sono il sogno di tutti, non hanno particolari problematiche e non richiedono particolari cure, se non un mantenimento regolare. Resistono senza risentirne troppo agli stress meccanici e termici e crescono con una certa regolarità.
Proprio perché così ricchi di connotazioni positive, i capelli normali sono una rarità, per cui se siete in questa ristretta categoria, riconoscete di essere persone fortunate.
Talvolta una persona può avere una tipologia di capelli normale ma le cure scorrette, i trattamenti invasivi e i maltrattamenti quotidiani possono aver danneggiato i capelli al punto da farla finire apparentemente in un'altra tipologia. Le giuste cure e i rimedi di Madre Natura, effettuati con regolarità come fossero una vera e propria cura, elimineranno il problema riportando la chioma ai suoi fasti potenziali.


Capelli Secchi


I capelli secchi sono caratterizzati da una debolezza dei fusti a trattenere l'idratazione, per cui la chioma tende a disidratarsi molto facilmente, anche se non la si sottopone a trattamenti disidratanti come l'uso di shampoo aggressivi, lacca, gel,  phon bollente o piastra quotidiana, ancor peggio se se ne fa uso.
Il capello secco si presenta duro al tatto, opaco e dal colore spento, i fusti sono appiattiti, privi di volume, tendono a formare doppie punte e nodi, e nei casi più gravi assumono un aspetto paglioso.
Questa tipologia di capello necessita di idratazione abbondante e costante nel tempo, la routine non deve assolutamente prevedere l'uso di calore, né di sostanze che vadano a disseccare ulteriormente i fusti. Un ulteriore aiuto è l'utilizzo di sostanze condizionanti, che aiutano i fusti a restare disciplinati e limitare la formazione dei nodi.

Focus
Disidratazione (link di prossima attivazione)
Cowash
Routine Trifase: Idratazione (link di prossima attivazione)
Condizionare i capelli



Capelli Grassi


All'opposto dei capelli secchi, ci sono i capelli grassi. Unti, pesanti, che tendono ad affastellarsi e assumere un aspetto trascurato e sporco a poche ore dallo shampoo. I capelli grassi sono caratterizzati da una produzione eccessiva di sebo da parte della cute, per cui tendono ad essere asfittici e presentarsi quindi estremamente disidratati sulle lunghezze.
Nonostante il problema della seborrea sia molto diffuso, le persone con una tipologia di capello grassa per questione genetica sono in realtà poche. La maggior parte delle persone che soffrono di questo inestetismo non sanno di averlo causato loro stesse con l'utilizzo di prodotti troppo aggressivi e di styling eccessivo, azioni che sono andate ad irritare la cute, la quale ha reagito con un'iperproduzione di sebo.
Questa tipologia di capello necessita di essere trattata con sostanze seboregolatrici, prodotti delicati e lenitivi, e di essere stressata il meno possibile con mezzi di styling che fanno uso del calore. Inoltre, è bene maneggiarla il meno possibile per evitare di ungerla ulteriormente con le mani.

Focus
Seborrea (cute grassa) come risolvere il problema
Impacchi per combattere la seborrea

Capelli Fragili e destrutturati


Questa tipologia di capelli, in realtà, non esiste in Natura. Salvo gravi alterazioni genetiche, infatti, non esiste una predisposizione genetica alla fragilità dei capelli.
Ho voluto comunque parlarne come una categoria a parte perché molte persone a causa di trattamenti invasivi o scorretti si ritrovano ad avere capelli delicati e privi di una struttura sana.
Il capello fragile presenta gravi danni strutturali, notevole perdita di cheratina e microlesioni o microfratture sparse per il fusto. A tutto questo, generalmente si aggiunge una forte disidratazione, che può essere anche associata a processi irritativi ai danni della cute con conseguente seborrea.
Risolvere la fragilità dei capelli richiede un cambio di routine, eliminando del tutto l'uso di strumenti di styling che fanno uso di calore e riducendo gli stress meccanici (trazione, torsione e tensione) quindi sono tassativamente proibite acconciature troppo serrate che tirino i capelli, meglio evitare anche le trecce, prediligendo invece raccolti morbidi.
Un capello fragile è, di fatto, gravemente destrutturato, e come ben sappiamo i danni strutturali non possono essere riparati, ma solo tamponati, per cui, oltre a impacchi cheratinizzanti e fortificanti (come ad esempio l'henné) praticati mensilmente, sarà necessario spuntare i capelli con regolarità, fino a eliminare del tutto la parte danneggiata. Si può operare anche un taglio drastico, ma non tutti sono disposti a rinunciare alla lunghezza, per cui l'opzione taglio drastico o spuntate regolari e frequenti sono una scelta meramente personale.
Il capello non sarà più fragile, di fatto quando con le giuste correzioni crescerà il capello nuovo che, correttamente curato e alimentato, si presenterà forte e sano.

Focus
Routine Trifase
Proteinizzazione (link di prossima attivazione)


Capelli Crespi


Esattamente come nel caso dei capelli fragili, non esiste una predisposizione genetica al crespo. Nessun bambino, infatti, presenta capelli crespi. Il crespo è un problema che può essere originato da un deterioramento della cuticola (lo scudo naturale del capello) che può essere o meno associato alla disidratazione.
Il capello crespo dà alla chioma un aspetto informe e disordinato, ed è una caratteristica più frequente nei ricci, non perché il riccio sia più predisposto, ma perché la sua forma evidenzia di più questo inestetismo, e perché la composizione chimica dei riccioli li rende più facilmente soggetti alla disidratazione.
Il crespo può presentarsi in due modi:

  • crespo duro: oltre a un aspetto crespo, i capelli si presentano duri e ruvidi al tatto. Questo tipo di crespo indica che, oltre al danno cuticolare, i fusti sono disidratati
  • crespo morbido: i capelli appaiono crespi, ma sono comunque lucenti e morbidi al tatto, quindi il danno riguarda solo la cuticola.
Interessando lo strato della cuticola, il crespo è sintomo di un danno strutturale, per cui finché non cresceranno capelli nuovi e sani la nostra azione potrà essere solo palliativa.
Il trattamento per i capelli crespi è il leave-in quotidiano, la sua protezione, infatti, va a supplire alla carenza di protezione dagli agenti esterni dovuta al deterioramento della cuticola. Inoltre, se si soffre di crespo duro, è utile effettuare trattamenti idratanti regolari per ripristinare l'idratazione venuta meno.
Un ultimo accorgimento per chi soffre di capelli crespi è utilizzare la cinghialina solo dopo aver applicato il leave-in, in questo modo l'olio impedirà alle setole di accentuare l'increspatura dei capelli.

Focus
Leave-in


domenica 19 maggio 2019

Preparare il GAM, gel di amido di mais - Le Ricette




Il GAM è il gel naturale più facile e veloce da preparare, è ideale per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare alle cure naturali.
A differenza dei gel ottenuti dai semi, il GAM non può essere conservato ed è sconsigliabile utilizzarlo puro per lo styling in quanto tende a "ingessare" un po' i capelli. Si tratta dunque di un gel perfetto come base idratante per impacchi che dopo la posa vanno risciacquati.



Ingredienti


  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • 150 ml di acqua (un bicchiere)

Procedimento

  • Poniamo l'amido di mais in un pentolino e aggiungiamo l'acqua a filo mescolando
  • Rendiamo l'impasto omogeneo e senza grumi
  • Cuociamo a fuoco dolce fino alla gelificazione dell'amido
L'amido di mais gelifica molto in fretta e continua a condensarsi durante il raffreddamento, arrivando a diventare praticamente solido, per questo motivo è importante spegnere il fuoco ai primi sintomi di gelificazione così da ottenere, alla fine del raffreddamento, un gel abbastanza fluido da essere utilizzato comodamente per i nostri impasti.


Utilizzare il GAM puro


L'uso del GAM da solo è una scelta sconsigliabile, soprattutto per chi è alle prime armi, perché può facilmente lasciare i capelli con una traccia "polverosa". Per questo motivo, soprattutto a chi è all'inizio, suggerisco di utilizzare il GAM come ingrediente idratante in impacchi che contengono anche altre sostanze.
Esso è ideale negli impacchi di erbe, perché fornisce la giusta consistenza e spalmabilità conferendo un grado di idratazione in più.

GAM per lo styling


Questo gel non è adatto a tutti i tipi di capelli per un uso di styling. Si rivela molto utile per chi ha capelli ricci o chi vuole provare l'ebrezza dei riccioli realizzati coi diavolini, perché definisce il ricciolo e fa effetto lacca, con una netta somiglianza ai gel commerciali "effetto bagnato", riducendo quindi la possibilità che il riccio si smolli col passare delle ore. Allo stesso modo è utile da applicare durante acconciature complesse o molto intrecciate, così da garantire una maggiore durata dell'acconciatura stessa.
Di contro, va utilizzato in quantità infinitesimali perché basta poco perché l'effetto lacca diventi un effetto cemento e renda i capelli duri e incollati, in pratica inamidati come i colletti delle camicie.


domenica 5 maggio 2019

Gli accessori della capellona vittoriana (epoca vittoriana 3) - Capellomanie Storiche




Nello scorso articolo di questa rubrica abbiamo conosciuto gli strumenti che le donne vittoriane utilizzavano durante la toeletta per prendersi cura dei loro capelli. In questo terzo incontro con la capellitudine vittoriana scopriamo insieme gli accessori che le donne vittoriane usavano per acconciare e valorizzare le loro favolose capigliature, passando alla storia non solo per le loro lunghezze stratosferiche, ma anche per le acconciature straordinariamente elaborate pur senza risultare mai eccessive e grotteche.


Accessori per acconciature


In epoca vittoriana non erano ancora stati inventati gli elastici, i fermagli a clip, né le bobby pins (che saranno inventate solo dopo la Prima Guerra Mondiale a San Francisco), per cui le capellone vittoriane dovevano ricorrere ad altri strumenti per fissare le loro acconciature. Inoltre, l'acconciatura dei capelli della dama vittoriana non terminava raccogliendo le trecce e i boccoli, ma necessitava di ornamenti adatti a ogni occasione. Ecco dunque che, nel necessaire della capellona vittoriana, rientrava tutta una rosa di forcine, spilloni, pettinesse, fermagli, nastri, foulard, merletti, che avevano la doppia funzione di frenare e sostenere utleriormente l'acconciatura, e di arricchirla e impreziosirla dal punto di vista ornamentale.
Questi ornamenti erano generalmente in metallo prezioso finemente lavorato o cesellato, con aggiunte di pietre preziose o perle, ma potevano anche essere in guscio di tartaruga, avorio o madreperla; mentre i nastri potevano essere in velluto, seta o altre stoffe pregiate, semplici o ricamati o ancora ornati di perline.

Fermagli a forcina

Come vediamo dalle foto qui sotto, i fermagli per capelli vittoriani sono i progenitori sia delle più modeste forcine a U, sia degli stick a forcella che tutt'oggi utilizziamo noi per i raccolti. La particolarità di queste forcelle per capelli è la porzione elicoidale che presentano al centro dei rebbi, così da garantire una migliore presa sulle grandi masse di trecce e boccoli.


 

 


Pettini e pettinesse

Questi accessori sono utilizzati ancora oggi, sia per acconciature di tutti i giorni, sia per fissare e nel contempo decorare acconciature per cerimonie. In epoca vittoriana, però, essi erano utilizzati in modo leggermente diverso da come facciamo noi. Mentre, infatti, noi li applichiamo in modo che restino aderenti al capo, le donne vittoriane li applicavano in modo diverso, in modo che la parte decorata restasse sollevata, quasi come un piccolo diadema (un po' come fanno tutt'oggi le gheisha). I pettini e le pettinesse vittoriane erano generalmente in metallo, riccamente decorati con gemme e perle e fini incisioni, talvolta erano anche in guscio di tartaruga finemente lavorato.
Intorno al 1860 fu inventata la celluloide, un materiale plastico che, tra i vari usi, iniziò a venire usato anche per produrre fermagli e pettini per capelli (ed è ancora oggi il materiale più utilizzato per la realizzazione di pettinesse e pinzette), rendendo questi accessori economicamente accessibili anche a classi sociali più basse dell'alta borghesia e della nobiltà.


 

 
pettinessa in celluloide






Decorazioni floreali

L'Imperatrice Elisabetta d'Austria (la nostra amata Sissi, di cui ho già scritto QUI) lanciò la moda di ornare le acconciature con i fiori, tendenza che spopolò soprattutto tra le donne nubili, ma questo vezzo colorato e naturale non era adatto a tutte le occasioni, e quindi negli eventi più formali e importanti Sissi sfoggiava sulla sua meravigliosa Corona di Trecce i fantastici stelloni di diamanti che possiamo ammirare nella foto qui sotto.



Ornare le proprie acconciature con dei fiori era possibile sia con fiori veri appena colti, sia con fiori realizzati in cera e quindi riutilizzabili nel tempo. Si utilizzavano fiori singoli oppure venivano intrecciate vere e proprie ghirlande tra i capelli. Le più giovani adoravano però i cerchietti fermacapelli ricoperti di fiori, piume e perline.


 


Nastri 

Questo accessorio era particolarmente utilizzato per le capigliature delle bambine e delle ragazze, le donne sposate o più adulte preferivano, all'uso dei nastri, accessori più pregiati e meno frivoli.
I nastri vittoriani erano realizzati in velluto, seta, raso, ma anche in tessuti leggeri ed elaborati come pizzo, organza, merletto. Potevano essere di varie lunghezze e spessori, semplici oppure arricchiti da perline e ricami.
Come possiamo vedere dalla prima foto qui sotto, i nastri non erano semplicemente utilizzati per fissare una treccia, ma venivano anche intrecciati, attorcigliati e raccolti su loro stessi così da formare vere e proprie "acconciature" sulle acconciature.

 


La retina per capelli


Un accessorio immancabile nel corredo della capellona vittoriana era la retina per capelli, generalmente destinata a un uso domestico o quando si andava a cavallo perché in grado di trattenere i capelli anche in caso di movimenti bruschi.
Questo accessorio ha un retaggio antico, esisteva già dal medioevo ed era largamente usato nell'Italia rinascimentale come provano innumerevoli ritratti di dame del tempo, ed è rimasto più o meno presente nella storia della capigliatura femminile fino al '700 quando si fece un uso indiscriminato della parrucca. In epoca vittoriana, però, la reticella per capelli venne recuperata e nuovamente assunse un ruolo fondamentale per le capellone vittoriane.
Le retine erano realizzate in lunghezze e materiali diversi, così da garantire alle donne una scelta diversificata in base all'uso. Per l'intimità della casa si prediligevano retine di filo intrecciato piuttosto spesso, molto simili ai coprichignon delle allieve di danza classica che si vendono ancora oggi, che potevano essere scelte tono su tono o a contrasto col proprio colore dei capelli, queste potevano anche essere impreziosite da perle, nastri o altri dettagli che le rendessero più sofisticate.
Per andare a cavallo, invece, si prediligeva una rete di fili più sottili, meno compatta e quindi più "elastica" (anche se non possiamo propriamente parlare di elasticità vera e propria) e capace di ammortizzare movimenti repentini senza causare traumi alla chioma, ovviamente questo tipo di retine non presentava ornamenti di sorta.

 

Purtroppo, trattandosi di un accessorio a uso quasi esclusivamente domestico è quasi impossibile reperire foto dell'epoca delle reticelle per capelli, per cui sono dovuta ricorrere a una riproduzione moderna di reticella vittoriana.

La ferronière


La Ferronière è una catenina di metallo prezioso che cinge il capo come una fascia e presenta un piccolo gioiello pendente al centro della fronte.
Questo accessorio nacque  in Italia in epoca rinascimentale (il suo nome deriva da Madame Ferron, amante di Francesco I di Francia) e venne recuperato più volte nei secoli. Nella prima metà del 1800 divenne estremamente di moda per ornare le acconciature ricche di boccoli ai lati del capo che ancora risentivano in parte dell'influenza della moda regency.
Purtroppo fino a noi sono giunte pochissime ferronière vittoriane, in quanto la loro struttura si prestava a facili modifiche in altri tipi di gioielli quali collane e bracciali. Per cui per questo paragrafo potrete godere solo di ritratti d'epoca di questi deliziosi accessori.



 

Due ritratti della regina Vittoria con indosso una Ferronière

 


Diademi e Tiare

Le principesse, le regine e le imperatrici erano tenute, nelle occasioni di stato, a indossare i simboli della loro regalità. Se nell'abbigliamento il simbolo della regalità era la fascia che da una spalla passava sul petto per allacciarsi sul fianco opposto, il simbolo per antonomasia della regalità sulla chioma della regale vittoriana era la corona. In particolar modo diademi e tiare erano utilizzatissime, non solo nelle occasioni di stato ma anche in grandi eventi mondani, affinché le teste coronate letteralmente "brillassero".
Di tutti i gli accessori legati ai capelli, le corone, i diademi e le tiare erano quelli più sfarzosi e costosi, e inevitabilmente i più belli e particolari, riccamente decorati con talvolta decine, se non centinaia di pietre preziose incastonate nelle cesellature.


In questo confronto tra due diversi ritratti della regina Vittoria, è possibile vedere la stessa tiara utilizzata in modo diverso.

La regina Vittoria Eugenia di Spagna, che all'inizio del 1900 ereditò questa meravigliosa tiara arricchita di gemme e perle



 
 Un set di gioielli appartenente a Elisabetta d'Austria comprendente anche una splendida tiara ornata di rubini, e un ritratto dell'imperatrice in cui sfoggia proprio questo set.

 
La tiara di smeraldi della regina Vittoria e un dipinto che la ritrae mentre la indossa.

I posticci

Come abbiamo già detto, le dame vittoriane che la fortuna non aveva baciato donando loro una genetica da capellona, ricorrevano all'uso di ciocche posticce per rimpinguare la massa e poter sfoggiare comunque acconciature degne di una capellona.
Le extension del tempo erano esclusivamente di capelli umani e potevano essere acquistate presso i barbieri. Le ciocche fasulle potevano avere due provenienze:

  • Si ricavavano dalle chiome recise di donne povere o in difficoltà economiche che per racimolare qualcosa per andare avanti decideva di tagliare i capelli, confidando sul fatto che tra cuffie, foulard e cappelli difficilmente il taglio sarebbe stato notato al di fuori delle mura domestiche
  • Si commissionavano al barbiere consegnandogli matasse dei propri capelli caduti, raccolti nel tempo dalle spazzole e dai pettini dopo la toeletta quotidiana.
La seconda opzione garantiva la certezza di avere aggiunte che fossero esattamente del proprio colore naturale.
Le ciocche posticce venivano lavorate in boccoli, trecce o addirittura raccolti già pronti che andavano soltanto agganciati alla chioma mediante l'uso di apposite pettinesse, nastri e forcine, in quanto non esistevano le clip e fissare le ciocche sciolte alla nuca sarebbe stato impossibile.
Una tipologia di posticcio frequente anche tra le capellone molto folte era quello della frangetta, in quanto molte ragazze non erano disposte a rinunciare a quei due centimetri di girocoda per la frangia e preferivano ricorrere a un'aggiunta finta che le rendesse alla moda senza rinunciare al tutta la loro massa.
Tutorial illustrato per un'acconciatura con due twist braid posticce

Esempi di pettinesse per posticci
 



Questo articolo sugli accessori per acconciature vittoriane termina qui, ma il nostro viaggio attraverso la capellitudine vittoriana prosegue nel prossimo articolo.