martedì 27 novembre 2018

Ristrutturare, nutrire, condizionare e idratare, capiamo le differenze - Cura dei Capelli

Scrivo questo articolo perché mi sono resa conto da tempo che esiste ancora moltissima confusione sui principali trattamenti necessari al mantenimento di una chioma sana.
Anche se alcuni di questi termini (in particolar modo idratare e condizionare) vengono spesso utilizzati in modo intercambiabile, la verità è che ciascun trattamento ha effetti differenti sul capello. Purtroppo né le aziende cosmetiche, e tantomeno le agenzie di comunicazione pubblicitaria, aiutano a comprendere il reale significato di questi termini, utilizzandoli indiscriminatamente, anche in riferimento a prodotti che non hanno affatto determinate proprietà.
Oggi quindi impariamo la differenza tra i processi di idratazione, condizionamento, nutrizione e ristrutturazione del capello, così da fugare finalmente ogni dubbio e confusione a riguardo.


Ristrutturare i capelli


La prima cosa da dire riguardo questo processo è che, di fatto, non esiste. Si tratta di un mito, una leggenda cosmetica, una pietra filosofale della tricologia.
Come dico spessissimo, al punto da averne fatto un mantra, un capello destrutturato non può essere riparato.
La destrutturazione consiste in un graudale deterioramento della struttura portante del capello, ossia la cheratina. Danni da calore, traumi da trazione e torsione e deterioramento naturale causano la denaturazione di questa proteina (calore), fratture a livello molecolare (traumi), e la vera e propria perdita di molecole proteiche nella struttura del fusto (deterioramento).
In sostanza, un capello che presenta danni di struttura è come un osso fratturato. La differenza tra il capello e l'osso è che il primo è composto da materia inerte, sostanzialmente morta, e incapace di rigenerarsi.
Quelli che vengono comunemente definiti "prodotti ristrutturanti" in realtà non fanno altro che andare a costituire una sorta di esoscheletro intorno al capello che vada ad ammortizzare gli stress meccanici (non chimici) così da ridurre sensibilmente il progredire dei danni.
Il problema sostanziale è che il consumatore medio, non avendo approfondite competenze cosmetiche, si affida a quanto comunicato da aziende e spot pubblicitari per la scelta dei propri prodotti cosmetici, e come ho già detto né le prime né i secondi creano cultura a riguardo, andando anzi a fare uso indiscriminato di terminologie inadeguate che creano ulteriore confusione.
Spesso, infatti, si etichetta come ristrutturante un prodotto che in realtà è fortemente nutriente, imputando alla massiccia presenza di oli e sostanze grasse (nutrienti e talvolta condizionanti) proprietà riparative che di fatto non hanno. Chi di noi non ha mai sentito decantare la miracolosa capacità del prodotto tal dei tali di "riparare le doppie punte"?
Personalmente, ritengo queste reclame delle vere e proprie truffe ai danni del consumatore, in quanto non esiste nulla al mondo che vada a riparare le doppie punte (come altri danni strutturali), non è stata ancora scoperta una sostanza in grado di andare a "tappare i buchi" della destrutturazione. Un prodotto può chiudere le doppie punte, che è una cosa diversa dal ripararle, nel senso che andrà ad incollare temporaneamente le due metà della punta fratturata, rendendo di fatto la doppia punta invisibile a occhio nudo, ma la frattura ci sarà comunque.
Questo significa che, guardando ai fatti e non alle parole, le sostanze che vengono comunemente dette ristrutturanti sono in effetti relativamente poche e non attuano una vera e propria ristrutturazione del capello, ma si limitano a fare da scudo per ridurre e rallentare il progredire del danno, il quale però non potrà retrocedere, e la parte di capello ormai danneggiata prima o poi dovrà comunque essere rimossa con un taglio.
L'unica soluzione alla destrutturazione sono le forbici.
Anche i processi di proteinizzazione mediante azione topica, per quanto naturali possano essere, sono esclusivamente palliativi su capelli già danneggiati e hanno un'efficacia decisamente più incidente se vengono attuati come gesto preventivo, per andare a prevenire la destrutturazione insieme a tutta una serie di abitudini corrette riguardo il trattamento dei capelli.

Come asciugare correttamente i capelli (link di prossima attivazione)

Nutrire i capelli



Il processo di nutrizione consiste nel fornire nutrimento ai capelli mediante applicazione topica. 
Comunemente si tende a dire che una determinata sostanza o prodotto è nutirente per i capelli, ma la verità è che dovremmo dire che si tratta di qualcosa di nutriente per la cute. Il capello, infatti, è materia morta, quindi non potrà "nutrirsi" delle sostanze che applichiamo sul fusto, se non in una piccolissima parte, veicolando la sostanza nutriente con qualcosa di idratante (un gel, un'acqua vegetale, una mucillagine, un latte vegetale), mentre la cute, costituita di cellule vive, è in grado di assorbire le sostanze nutritive che andiamo ad applicare e immetterle nel microcircolo sanguigno, dove verranno condotte ai follicoli capillari in modo più diretto e immediato rispetto a quanto avviene attraverso il processo digestivo degli alimenti.
Le sostanze nutrienti generalmente sono quelle grasse (oli, burri), giacché si tratta di sostanze che tendono ad ungere, spesso con proprietà comedogene, è bene nutrire la cute prima di fare lo shampoo, così da poter lavare i capelli dopo il corretto tempo di posa (che può andare dai 40 minuti alle 12 ore a seconda della sostanza scelta e dalla necessità nutritiva della cute), ripristinandone la naturale traspirazione.
Vorrei comunque fare un appunto riguardo l'applicazione di oli sui fusti: per quanto abbiano un potere nutritivo pressoché prossimo allo zero, oliare i capelli in un impacco pre-shampoo è utile per due motivi fondamentali: 
  • le sostanze oleose migliorano l'elasticità del capello, e conseguentemente la sua resistenza agli stress meccanici (il lavaggio causa grandi stress meccanici)
  • i residui oleosi sui fusti vanno a legarsi con la componente lipofila dello shampoo, che risulterà meno aggressivo sui capelli, e non intaccherà il film idrolipidico della cuticola

Nutrizione: routine trifase (link di prossima attivazione)


Condizionare i capelli



Questo processo viene spesso confuso e annesso al concetto di idratazione, e questo perché i balsamo commerciali sono sempre prodotti condizionanti e idratanti.
Condizionare il capello significa renderlo più disciplinato e "pesante" (non nel senso di peso vero e proprio, ma di privarlo di quell'aspetto volatile e impalpabile che hanno solitamente i capelli che non hanno una salute ottimale). Una sostanza condizionante rende il capello più lucido e corposo, previene il crespo e favorisce il mantenimento dell'idratazione dei capelli. In pratica una sostanza condizionante è a metà strada tra un grasso nutriente e una mucillagine idratante e svolge entrambe le cose, infatti l'elemento condizionante viene spesso utilizzato sia in associazione a un trattamento nutriente, sia in associazione a un trattamento idratante.
Le sostanze condizionanti migliorano la resa della sostanza idratante con cui vengono miscelate e nel contempo disciplinano la chioma grazie alle microparticelle oleose che contengono.
Zucchero, sciroppi naturali, miele e yogurt sono sostanze condizionanti. Anche molti tipi di latte vegetale, avendo piccole percentuali grasse, svolgono una leggerissima funzione condizionante.
Quando addizioniamo un preparato idratante con una materia condizionante è importantissimo utilizzarne piccole quantità per evitare che la componente oleosa diventi eccessiva e unga i capelli.
Il condizionante non viene mai applicato da solo sulla chioma, perché l'effetto risulterebbe troppo pesante e pastoso e i capelli ne uscirebbero opachi, appesantiti e affastellati.

Idratare i capelli


L'idratazione è l'unico vero trattamento che influenza la salute dei capelli e può originare un recupero anche post-danno. Anche la materia morta, infatti, può assorbire acqua in forma passiva, reidratandosi.
Il processo di idratazione consiste nel ripristinare il giusto quantitativo di liquidi affinché il capello sia morbido, corposo e lucente. Un capello può disidratarsi a causa del calore, degli stress termici, dell'umidità presente nell'aria, dell'elevata porosità della cuticola, a seguito di trattamenti aggressivi o a causa di una routine scorretta.
L'idratazione si effettua utilizzando sostanze acquose di origine vegetale (acqua, gel/mucillagine, latte) applicate dalle radici alle punte sui capelli puliti in impacchi post-shampoo. La durata di un impacco idratante è variabile a seconda del tipo di sostanza idratante scelta, della tipologia di capello (più è sottile, minore sarà il tempo di posa) e varia dai 30 minuti alle 4-5 ore. In caso di chioma estremamente disidratata, un impacco idratante può essere tenuto anche fino a 8 ore, ma una posa così lunga va fatta di rado e con cautela per evitare l'effetto rebound.
Il trattamento idratante è quello che può essere ripetuto con più frequenza, ma occorre ricordare anche che l'eccessiva idratazione può rendere i capelli molli e soggetti a slabbrarsi.

martedì 20 novembre 2018

Impacco super-idratante e condizionante - Le Ricette


Quando i capelli sono molto secchi o hanno subito maltrattamenti importanti, gli impacchi idratanti, per quanto restituiscano acqua al capello, non riescono ad ammorbidirlo e disciplinarlo, per cui la chioma continua a mantenere un aspetto crespo, ingestibile ed essere soggetta a capelli che si spezzano e fanno doppie punte. 
Idratare i capelli è un passaggio fondamentale per una chioma sana, ormai lo sappiamo, ma quando idratare sembra non bastare, occorre condizionare.
Una sostanza condizionante aiuta i capelli a trattenere l'idratazione, a restare morbidi, disciplinati e ordinati.
Oggi vediamo insieme come preparare questa semplicissima e rapida ricetta per una maschera condizionante totalmente naturale.


Ingredienti


  • 1 cucchiaio di amido di mais o di riso
  • 150 ml di acqua (un bicchiere pieno)
  • 1 cucchiaino di sciroppo d'acero o miele (capelli lisci)
  • 2 cucchiaini di sciroppo d'acero o miele (capelli ricci)

Procedimento


  • Mettere in un pentolino il cucchiaio di amido e aggiungere pochissima acqua per amalgamare senza grumi
  • Aggiungere la restante acqua e far cuocere a fuoco dolce girando costantemente per evitare la formazione di grumi e addensamenti
  • Quando liquido inizia a gelificare e prendere una consistenza meno acquosa, spegnere il fuoco e lasciar raffreddare
  • Quando il gel avrà raggiunto la temperatura ambiente, aggiungere lo sciroppo o il miele e mescolare bene
Come applicare il composto: dalle radici alle punte sui capelli asciutti o appena umidi (per le ricce si consiglia a capelli umidi) e coprire con una pellicola o una busta di plastica
Quando applicarlo: subito dopo aver lavato i capelli, prima di effettuare il risciacquo acido
Tempo di posa: 1-3 ore
Lavaggio: basta risciacquare


Consigli supplementari


  • La normale acqua per preparare il gel può essere sostituita con un infuso o un decotto di rosmarino (per capelli scuri) o camomilla (per capelli chiari) così da potenziare ulteriormente le capacità idratanti
  • Se i capelli sono particolarmente disidratati, può essere utile ripetere questa maschera a giorni alterni per un paio di settimane, risciacquandola via e basta senza fare shampoo in più







domenica 21 ottobre 2018

Preparare i capelli alla notte - Capellomanie per Principianti

Studi scientifici hanno dimostrato che, durante il sonno, l'attività dei follicoli viene potenziata. 
Partendo da questo presupposto, è ben comprensibile come preparare i capelli alla notte sia un passo fondamentale per favorire una crescita maggiorata di capelli sani.
Ecco di seguito una serie di consigli utili:

Pettinare e spazzolare


Pettinare è importantissimo per sciogliere i nodi che si formano durante il giorno, soprattutto se abbiamo l'abitudine di portare i capelli sciolti. In questo modo al mattino dopo non avremo il doppio dei nodi da dover districare.
Anche se portiamo i capelli raccolti o intrecciati, pettinare è un'operazione salutare per i fusti perché li aiuta a "respirare" e ritrovare la loro forma naturale dopo essere stati tutto il giorno bloccati in una stessa posizione per loro innaturale.
Oltretutto, l'atto di pettinare i capelli stimola il microcircolo sanguigno a livello cutaneo, favorendo l'afflusso di nutrienti ai follicoli e una migliore ossigenazione dei tessuti.

Spazzolare ha invece una funzione diversa. Oltre a distribuire verso le lunghezze il sebo che si è prodotto durante la giornata, migliorando quindi l'ossigenazione superficiale dei tessuti cutanei, infatti, rimuove dalle cuticole lo strato di polvere, smog ed elementi occlusivi che si attaccano ai capelli durante il giorno, soprattutto se viviamo in una grande metropoli.
La spazzolata serale ripulisce i capelli, li lucida e li mantiene morbidi e disciplinati.

Focus: Come pettinare e spazzolare correttamente i capelli
Focus: La spazzola di setole

Renoir - Ragazza che si pettina i capelli

Fare il leave-in


La sera è il momento ideale per praticare il leave-in, soprattutto chi è alle prime armi. Questo perché, soprattutto all'inizio, occorre capire quale sia l'olio più adatto ai propri capelli e la quantità giusta per proteggere i fusti senza ungerli.
Applicare il leave-in di sera garantisce che si abbia tutta la notte perché i capelli assorbano l'olio e non restino unti, e non si corre così il rischio di uscire di casa con un disastro in testa.
Inoltre, essendosi comunque assorbito quasi del tutto e "asciugato" durante la notta, l'olio proteggerà i capelli senza diventare ricettacolo di particelle di sporco sospese nell'aria, che potrebbero rendere i nostri capelli sporchi prima del tempo.

Chi ha capelli particolarmente difficili o soggetti ai nodi, può applicare il leave-in prima di pettinare i capelli, così da favorire il districaggio dei nodi senza andare a spezzare o strappare i capelli più deboli.

Focus: Leave-in: cos'è e come si fa


Acconciare i capelli


Molte persone, anche capellone esperte, pur curando scrupolosamente i capelli durante il giorno, commettono l'errore di dormire sempre con i capelli sciolti.
Di tanto in tanto lasciare i capelli sciolti di notte non fa male, ma d'abitudine è sempre meglio trovare qualche minuto per andare a raccoglierli in una treccia morbida o in un'altra acconciatura protettiva.
Acconciare i capelli prima di andare a dormire significa mantenerli protetti durante il sonno, prevenendo la formazione di nodi e soprattutto riducendo notevolmente gli stress meccanici cui i capelli sciolti possono essere sottoposti quando ci muoviamo nel sonno e rischiamo di restarci aggrovigliati dentro.
Quando scegliamo di dormire con i capelli sciolti, per ridurre al massimo i danni, è fondamentale stendere i capelli oltre il cuscino, così da evitare di schiacciarli col nostro corpo quando ci giriamo nel letto.

L'acconciatura notturna deve essere morbida e semplice da realizzare, non occorre un raccolto serratissimo che andrebbe a stressare la cute, né qualcosa di elaborato che poi richiede troppo tempo per essere realizzato, col rischio di impigrirci e non farlo più.
Una semplice treccia o una coda con più elastici, o ancora un raccolto sulla cima del capo saranno sufficienti.
Un'acconciatura interessante, che protegge anche i capelli in radice, consiste nel raccogliere i capelli in una pashmina arrotolandola intorno ai capelli e avvolgendo il tutto sul capo, come fosse un turbante. Questa acconciatura protegge i capelli senza lasciare le onde della treccia o i segni degli elastici della coda, per cui è utilissima a chi ha capelli che subito prendono forme strane.


Prenderci l'abitudine


Spesso arriviamo a fine serata distrutti, stanchi da ore di studio, di lavoro, di famiglia e dai mille impegni quotidiani, per cui possiamo essere tentati di saltare la cura serale dei capelli, per riscoprire dopo settimane che non ce ne stiamo proprio più occupando e che nel frattempo questa incuria ha causato danni ormai irrimediabili.
Per evitare che la pigrizia abbia la meglio, innanzitutto stabiliamo un orario preciso in cui dedicarci alla preparazione dei capelli (subito dopo cena, se non dobbiamo uscire, oppure mezz'ora prima di andare a dormire, così da non essere proprio distrutti dalla stanchezza) e impostiamo una sveglia.
Cerchiamo di ripetere con assiduità la nostra routine serale per almeno 21 giorni, il tempo minimo affinché una serie di gesti diventino abitudine per il cervello.

Consigli per le chiome ricce


Ovviamente chi ha i riccioli non può pettinare i capelli da asciutti, ma può comunque praticare il leave-in, distribuendo i prodotti con le mani e districando leggermente i nodi con le dita così da ridefinire i riccioli.

Giacché molte chiome ricce, quando intrecciate, prendono forme strane e l'elica del ricciolo si smolla, chi ha i ricci può proteggerli raccogliendoli in un foulard da annodare sulla fronte.




VIDEO CORRELATI:
Pettinare correttamente i capelli
Leave-in

mercoledì 10 ottobre 2018

Come avere capelli lunghissimi - Capellomanie per Principianti


Molte persone si avvicinano alla cura dei capelli e alla cosmesi consapevole partendo da un'origine molto semplice: avere capelli lunghissimi.
E la prima domanda che tutti ci siamo fatti quando abbiamo iniziato questo percorso è: come faccio ad avere capelli lunghissimi?
Innanzitutto c'è da dire che un capello cresce in un mese da 1 a 2,5 cm al massimo. Molto difficilmente si può superare la soglia dei 2,5 cm mensili, e comunque lo si può fare per periodi brevi, perché il follicolo iperattivo si stressa e col tempo rischia di inebolirsi e "spegnersi".
Se la nostra crescita è compresa o addirittura inferiore al range considerato naturale, però, esistono moltissimi sistemi per migliorarla.

Quando decidiamo di far crescere i capelli dobbiamo tenere conto che occorre lavorare contemporaneamente su due fronti: la stimolazione dell'attività follicolare, e il mantenimento della salute di lunghezze e punte.

Stimolare l'attività dei follicoli


I follicoli sono i laboratori sottocutanei in cui viene costruito il fusto capillifero. Sono sempre in attività e trasformano in capello i nutrienti apportati dal sangue attraverso il circolo sanguigno.
Un follicolo può ridurre o cessare la propria attività per tutta una serie di concause che vanno dallo stress agli scompensi alimentari ai problemi ormonali. Questo spegnimento, però, non è definitivo, e l'attività di questo piccolo laboratorio può essere ripristinata.

Bere e idratare il corpo


Bere regolarmente la giusta quantità di acqua per mantenere l'intero organismo idratato è essenziale perché l'attività dei follicoli sia costante e potenziata al massimo, perché un corpo non idratato a sufficienza andrà a preservare le riserve d'acqua per gli organi vitali, "tagliando i viveri" alle zone periferiche (in primis i capelli, successivamente anche la pelle).
Se il nostro problema è che dimentichiamo di bere, ho scritto un articolo dedicato proprio a come migliorare l'apporto di acqua nella propria alimentazione che è visionabile QUI.

Seguire un regime alimentare sano


Nutrirsi in modo sano e bilanciato è essenziale per il benessere di tutto l'organismo, inclusa la salute dei capelli e l'attività dei follicoli.
Evitiamo di mangiare cibo spazzatura (una o due volte al mese ci sta pure, ma farlo tutti i giorni è dannosissimo); evitiamo di consumare cibi precotti o preconfezionati pieni di conservanti, coloranti, additivi chimici; evitiamo dolci industriali, alcolici, bevande gassate, e limitiamo il consumo di caffé.
Prediligiamo il consumo di cibi freschi e cucinati in casa, molta frutta (soprattutto quella ricca di vitamina C) e verdura.
Soprattutto, se soffriamo di intolleranze alimentari o seguiamo un regime alimentare particolare (vegetariano, vegano, pescetariano, fruttariano, crudista, etc), è bene richiedere il supporto di un nutrizionista per capire come compensare eventuali carenze con alimenti alternativi.
Oltre a una corretta nutrizione, possiamo integrare o maggiorare il consumo di cibi che hanno proprietà follicolostimolanti:

  • Peperoncino: contiene capsicina, un vasodilatatore che migliora il circolo sanguigno, favorendo così il nutrimento dei bulbi.
  • Frutta secca (noci, nocciole, pistacchi, semi di girasole, semi di zucca, arachidi): contiene arginina, un amminoacido che ha proprietà vasodilatatrici e migliora la circolazione sanguigna favorendo la nutrizione dei follicoli. Inoltre è ricca di selenio, zinco e magnesio.
  • Lievito di birra: è ricco di vitamine del gruppo B, tra cui la B8 (biotina), contiene selenio, rame, zinco che sono elementi importanti nella produzione del capello. In particolare l'integrazione di biotina si è rivelata efficace per contrastare gli effetti dell'alopecia grazie al ruolo di questa sostanza nel processo di sintesi della cheratina.
  • Cipolla e aglio: sono ricchi di zolfo e, oltre a nutrire i follicoli, riducono sensibilmente la caduta.
  • Verdure verde scuro: sono ricche di ferro e aiutano il processo di regolarizzazione della produzione di sebo e di ossigenazione dei tessuti cutanei.
  • Ortica: contiene molto acido folico (questo la rende utile anche per le donne in gravidanza) e ferro. Può essere consumata nei primi piatti oppure come tisana.
Biotina per migliorare la crescita dei capelli (link di prossima attivazione)
Le proprietà dell'Ortica (Urtica Dioica) (link di prossima attivazione)

Fare impacchi nutrienti in cute


L'impacco nutriente garantisce un apporto di sostanze nutritive direttamente in loco, che vengono assorbite attraverso la pelle e raggiungono i follicoli con estrema rapidità (ovviamente, rapido nel senso naturale del termine, quindi non aspettiamoci di svegliarci il giorno dopo con una chioma da Rapunzel).
L'impacco nutriente si effettua pre-shampoo perché generalmente contiene sostanze grasse che necessitano di essere lavate via con uno shampoo. Se soffriamo di cute particolarmente grassa, potrebbe essere necessario lavare prima di applicare l'impacco nutriente, e poi rilavare di nuovo per rimuovere l'impacco.
L'impacco va preparato sul momento (salvo altra indicazione), applicato uniformemente su tutto lo scalpo e massaggiato per qualche minuto, dopodiché va lasciato in posa per almeno 30 minuti.

Le sostanze follicolostimolanti sono:
  • Olio di cocco
  • Olio di ricino
  • Olio d'oliva
  • Succo di zenzero
  • Succo di cipolla
  • Succo d'aglio
  • Peperoncino (in olio o in alcol)
  • Fieno Greco
  • Oleoliti
  • Infuso di rosmarino
  • Avocado
  • Miele
  • Uova

Stimolare il microcircolo sottocutaneo


Una ragione piuttosto frequente per cui i follicoli spesso lavorano a basso regime è una cattiva circolazione sanguigna a livello della cute. Per migliorare l'afflusso di sangue è utile massaggiare per qualche minuto lo scalpo due tre volte alla settimana.
Praticare il massaggio la sera prima di andare a dormire favorisce l'attività notturna dei follicoli che, come appurano gli studi scientifici, lavorano di più durante le ore di sonno.

Inversion Method


Un sistema di massaggio atto a potenziare per periodi brevi e calendarizzati l'attività dei follicoli.
QUI è possibile leggere l'articolo dedicato a questo metodo.

Proteggere la salute delle lunghezze


Anche se a primo impatto l'idea di proteggere lunghezze e punte può sembrare un argomento che poco ha a che fare con la crescita dei capelli, in realtà si tratta di due realtà strettamente correlate.
Quando i capelli si rovinano, perdono struttura, si disidratano e si ritrovano privi della naturale protezione lipidica dagli agenti atmosferici, diventano fragili e poco resistenti agli stress ambientali e meccanici.
Questo significa che un capello rovinato a un certo punto finirà con lo spezzarsi, riducendo la lunghezza complessiva, oppure, se resiste alla frattura, terminerà in una punta incapace di resistere agli stress, per cui formerà doppie punte, si spezzerà o si sbriciolerà, facendo perdere centimetri alla chioma.
Molte persone lamentano una crescita lenta o assente della chioma, quando in realtà i capelli crescono, ma subiscono tanti di quei danni strada facendo, che a una certa lunghezza finiscono con lo spezzarsi o cadere, per cui abbiamo l'impressione che non crescano mai.

Evitare trattamenti invasivi


Il primo passo per avere capelli sani è dire no a tutti i trattamenti che vanno a rovinarli:

  • Tinture sintetiche: che contengano o meno ammoniaca, i coloranti sintetici sono irritanti e allergizzanti, penetrano nel capello sollevando la cuticola e quindi riducendone il naturale potere protettivo, oltre ad aggredire la cute e i follicoli, che lavoreranno male
  • Decolorazioni: schiarire il capello significa privarlo di cheratina, ossia della molecola che compone la struttura stessa dei fusti
  • Decapaggio: è un trattamento che danneggia fortemente i capelli in quanto li riduce praticamente "all'osso" lasciando pochissima materia, impossibile avere una chioma lunga sottoponendola a questo trattamento
  • Sostegno permanente e stiratura chimica: sono trattamenti a base di acidi che vanno a spezzare i ponti disolfuro (i legami che costituiscono la struttura del capello e tengono insieme le catene proteiche di cheratina) e li obbligano a ricomporsi in modo da dare al capello la forma desiderata. Per quanto venga ricomposto, comunque, il legame risulterà più debole di quello naturale, e col tempo gli effetti saranno perdita di struttura e di idratazione dei capelli.
  • Brushing: è un trattamento che mette in piega i capelli mentre li asciuga e consiste nel far passare la chioma ciocca per ciocca tra phon e spazzola cilindrica, tenendo il bocchettone del phon a diretto contatto con i capelli. Le temperature elevate del phon e la tensione meccanica della spazzola stressano la struttura dei fusti. Il calore disidrata i capelli e denatura le proteine, danneggiando la struttura, mentre la tensione meccanica della rotazione della spazzola crea microlesioni che favoriscono la formazione di doppie punte.

Le tinture possono essere sostituite con tinte alle erbe, che al contrario di quelle sintetiche vanno a favorire la protezione delle lunghezze e migliorano la condizione generale della chioma apportando tutta una serie di benefici.
I tanto agognati riccioli per le lisce, o gli spaghetti per le ricce, possono essere ottenuti con metodi quotidiani senza l'uso di calore o acidi.
Il consiglio più caloroso che posso darvi è: impariamo ad amare i nostri capelli per quello che sono, perché quella forma e quel colore sono i più adatti alla morfologia del nostro viso.

Usare correttamente gli strumenti di styling


I danni maggiori per una chioma avvengono durante lo styling, a causa di strumenti che lavorano i capelli sfruttando il calore.
Il calore denatura le proteine del capello, cuoce la cheratina e causa l'evaporazione massiva dell'acqua contenuta nei fusti. Questo nel contempo determina un danno a livello strutturale e una forte disidratazione.

  • Phon: usarlo il minimo indispensabile per asciugare i capelli, a temperatura appena tiepida e a una distanza di almeno 30-40 cm dalla chioma. Utilizzarlo solo nei mesi freddi, lasciando che i capelli asciughino naturalmente all'aria nei mesi più caldi (ovviamente chi soffre di cervicale userà il phon anche nei mesi caldi). Evitiamo di sostare col phon su lunghezze e punte, che dovrebbero asciugarsi già abbastanza nel tempo in cui teniamo la chioma avvolta nell'asciugamani.
  • Piastra e ferro arricciacapelli: chi di noi ha strumenti del genere a casa, li chiuda pure in un cassetto e getti via la chiave. Entrambi sono i peggiori nemici di una chioma sana e il loro uso va assolutamente evitato il più possibile. Utilizzarli una o due volte l'anno, quando proprio siamo obbligati, non causa troppi danni, ma un uso regolare di questi strumenti a lungo termine causa danni strutturali che andranno a inficiare il nostro progetto di crescita.

Sviluppare una routine adatta


Le chiome hanno esigenze diverse, per cui è importante capire di cosa abbia effettivamente bisogno il nostro capello, così da fornirgli un supporto maggiorato dall'esterno laddove notiamo una sua carenza.
Se siamo alle prime armi, l'ideale è ricorrere alla routine trifase, che ci aiuta a calendarizzare diversi tipi di trattamento, così da comprendere a quali di essi i capelli rispondono positivamente e andare a potenziarli.
Un altro fattore importante è la scelta dei prodotti. Prediligiamo prodotti con un buon INCI, o ricorriamo ai doni di madre natura.

Una seconda cosa a cui non si fa caso, ma che influisce moltissimo sulla salute della chioma, è il modo in cui li trattiamo quotidianamente:

  • Pettinare i capelli: è necessario farlo con delicatezza e nel rispetto della struttura dei fusti. QUI è possibile leggere l'articolo dedicato all'argomento.
  • Preparare i capelli alla notte: prima di andare a dormire è bene assumere delle buone abitudini per preparare la chioma al lavoro di crescita notturno. QUI è possibile leggere l'articolo dedicato all'argomento (link di prossima attivazione)
  • Fare lo shampoo: sembra facile, ma molte persone commettono errori che poi vanno a inficiare la crescita. QUI è possibile leggere l'articolo dedicato all'argomento.
  • Leave-in: è un trattamento protettivo che favorisce il mantenimento della naturale idratazione dei capelli. QUI è possibile leggere l'articolo dedicato all'argomento.
Siliconi, sì o no? (link di prossima attivazione)

Prendersi cura delle punte


Le punte sono la parte più vecchia della chioma, e quindi quella che più risente del tempo, degli agenti atmosferici e degli stress meccanici.
Per garantirne la salute è quindi innanzitutto importantissimo curare le lunghezze e mantenerle sane. Fatto questo, adoperiamoci affinché le punte, seppur un po' vuote, non presentino danni.

Doppie punte


La frattura verticale della punta, che causa appunto le doppie punte, è un danno strutturale del capello, quindi non riparabile. Per evitare il danno si possono fare soltanto due cose:

  • Prevenire: mentrenere gli ultimi 15 cm di capelli idratati e nutriti applicando regolarmente sostanze che reidratino e nutrano il capello, e soprattutto garantire una protezione costante mediante il leave-in, impedirà che le punte si fratturino.
  • Eliminare: una volta formatesi, le doppie punte possono essere eliminate soltanto tagliandole via. Se si trovano sparse per le lunghezze e quindi non riusciamo ad eliminarle con una spuntatina, ricorriamo al Search&Destroy (link di prossima attivazione)

Spuntare regolarmente


Un altro modo per mantenere le punte sane consiste nel praticare piccoli tagli a intervalli regolari, così da eliminare la parte che ha subito microdanni non ancora visibili ad occhio nudo, ma che col tempo si trasformeranno in danni veri e propri e porteranno alla formazione di doppie punte, a capelli spezzati o punte sfibrate.
  • Taglio drastico: è consigliabile a chi ha sottoposto la chioma a trattamenti molto invasivi, per cui i fusti si presentano gravemente destrutturati. Il taglio drastico mira a rimuovere tutta la parte danneggiata, permettendo di ripartire con una chioma sì più corta, ma sana.
  • Spuntare: col termine spuntare si intende un taglio inferiore ai 3 cm, che va quindi a rimuovere solo la parte più vecchia e svuotata della chioma, ma di fatto non modifica eccessivamente la lunghezza. Una chioma sana può essere spuntata 2-4 volte l'anno, a seconda delle necessità, andando ad eliminare 1 o 2 cm alla volta. In questo modo le punte si mantengono sane, e riusciamo a mantenere più della metà in cm della lunghezza complessiva che andiamo a mettere in un anno.

Attenzione agli elastici


Moltissimi danni alle punte sono originati dall'uso di elastici inadeguati o troppo stretti, che provocano microlesioni ai fusti.
Scegliamo elastici morbidi, senza tassello in metallo. Evitiamo di usare quotidianamente gli elastici in silicone, e soprattutto di legare l'elastico sempre alla stessa altezza, perché in quel punto giorno dopo giorno i capelli finiranno con lo spezzarsi.

VIDEO CORRELATI:

Preparare i capelli alla notte
Miniguida agli elastici



PRODOTTI SUGGERITI


lunedì 8 ottobre 2018

Inversion Method, potenziare la crescita naturalmente - Capellomanie per Principianti


L'inversion method è una tecnica di potenziamento della crescita dei capelli sviluppata dalle donne afro-americane.

I capelli riccissimi delle donne africane, essendo appunto riccissimi, sembrano non crescere mai in quanto i centimetri che naturalmente un capello mette in un mese sono distribuiti su fusti fortemente ritorti su loro stessi.
Per migliorare la crescita dei loro capelli, le donne africane hanno ideato una tecnica tanto semplice quanto efficace: massaggiare la cute a testa in giù, magari utilizzando anche una sostanza follicolostimolante.
Questo perché il massaggio favorisce il circolo sanguigno sottocutaneo e migliora l'apporto di nutrienti ai follicoli, inoltre il leggero riscaldamento originato dal massaggio favorisce il lavoro follicolare, migliorando conseguentemente la resa in termini di crescita.


Come si fa l'inversion method


Ci mettiamo seduti su una sedia o in poltrona, impostiamo il timer del nostro cellulare su 4 minuti, ci abbassiamo in avanti fino a porre la testa tra le ginocchia e massaggiamo con i polpastrelli tracciando dei circoletti su tutta la cute. I movimenti devono essere lenti e regolari e la pressione costante ma non eccessiva, e massaggiamo finché sono trascorsi i quattro minuti.
Un altro sistema è quello di sdraiarsi a letto tenendo il capo pendente oltre il bordo e massaggiare per il tempo necessario.
Alla fine del massaggio è importantissimo rialzarsi molto lentamente per evitare capogiri o sbalzi di pressione.

Cosa aggiungere per stimolare la crescita


Di norma si consiglia di aggiungere un cucchiaio di olio di cocco intiepidito. Se questa aggiunta, però, aiuta i capelli afro a migliorare anche il loro aspetto, vista la secchezza congenita e la scarsa produzione sebacea di questo tipo di capelli, per le chiome caucasiche un cucchiaio di olio di cocco non è proprio il massimo per mantenere l'aspetto di una chioma pulita e ordinata, per cui si può sostituire l'olio con il gel di fieno greco, che ha proprietà follicolostimolanti e idratanti, ma non unge.
L'importante è che il gel sia tiepido, per favorire la dilatazione dei vasi sanguigni e l'assorbimento dello stesso da parte della cute.
L'inversion method può essere praticato anche a secco, ossia senza aggiungere alcuna sostanza follicolostimolante, in questo caso è consigliabile massaggiare per 5-6 minuti invece di 4.



Le tempistiche


L'inversion method è una pratica intensiva che va ripetuta per cicli a intervalli regolari. Esso prevede di massaggiare la cute per sette giorni, una volta al mese, per tre mesi.
A questo punto, ci si ferma per tre mesi, e solo trascorsi questi si può ripetere un secondo ciclo. 

Esempio: se iniziamo l'inversion method oggi, lunedì 8 Ottobre, secondo lunedì del mese, massaggeremo la cute fino al 15 ottobre, dopodiché staremo fermi fino al 5 novembre, e massaggeremo fino al 12 novembre, altra pausa fino al 3 dicembre, terminando il ciclo il 10 dicembre.
Il secondo ciclo potrà iniziare dopo il 10 di Marzo.

I risultati


Questo metodo è molto dibattuto in rete, c'è chi lo osanna e chi sostiene sia una cialtroneria.
Molte beauty guru che l'hanno provato, hanno notato una crescita di anche 10-12 cm in tre mesi, altre non hanno riscontrato cambiamenti.
Vista l'ampia discordanza di pareri, ho deciso di provarlo personalmente e ho coinvolto i miei iscritti a partecipare a un esperimento collettivo (il video con i risultati uscirà sul canale nelle prossime settimane).
Potete trovare il percorso dell'esperimento collettivo cercando su instagram #inversionmethodtreccefatate

Chi non può praticare l'inversion method


Questo sistema, pur essendo totalmente naturale, è sconsigliato alle donne in dolce attesa e chi soffre delle seguenti patologie:
  • pressione alta
  • pressione bassa
  • distacco della retina
  • glaucoma oculare
  • infezioni all'orecchio
  • cardiopatie
  • ernia
  • fratture vertebrali
  • problemi di peso (sia sovrappeso che sottopeso)


mercoledì 26 settembre 2018

Ottimizzare i tempi - Cura dei Capelli

Il più grande problema di chi sceglie di prendersi seriamente cura dei capelli, e in particolar modo di chi sceglie di seguire un percorso di cosmesi total natural, è la carenza di tempo.
Lo stile di vita occidentale è frenetico, richiede una velocità sempre più elevata e un'efficienza produttiva costante, talvolta ai limiti dell'umana possibilità. Come conciliare tutti i propri impegni con la cura dei capelli, soprattutto utilizzando materie prime e composti preparati al momento?


I capelli non hanno bisogno di tutto


Per prima cosa, è importante sapere che i capelli non hanno bisogno di tutte le ricette e tutti gli impacchi che sono reperibili in rete o nei manuali. Occorre capire quali siano le necessità dei nostri capelli, quali impacchi e trattamenti facciano loro più bene e ogni quanto tempo sia necessario operare per mantenere al meglio la loro salute.
Per capire di cosa hanno bisogno i nostri capelli dobbiamo prima di tutto conoscerne le problematiche. Sapere qual è la debolezza principale dei nostri capelli ci darà un punto di partenza su cui focalizzarci. Questo ci permette di distinguere i trattamenti per priorità.
I trattamenti ad alta priorità andranno ad includere tutti quegli impacchi che mirano a risolvere la debolezza primaria dei nostri capelli e sono quelli che è bene trovare il tempo di realizzare con regolarità.
I trattamenti a bassa priorità andranno ad includere tutti quegli interventi secondari, che contribuiscono a migliorare la salute del capello, ma che possono essere effettuati anche saltuariamente.
Esempio: io ho capelli ipercheratinici tendenti al secco, questo significa che la mia debolezza tricologica è la disidratazione.
Il mio trattamento ad alta priorità è dunque l'impacco idratante, che ripeto a ogni shampoo, per mantenimento pratico il leave-in tutti i giorni.
Il mio trattamento a bassa priorità è l'impacco nutriente che ripeto quando ho tempo, cercando di farne almeno due o tre al mese. Una volta al mese realizzo anche l'hennè.

Calendarizzare


Il passo più importante è calendarizzare la routine, ripetendo settimanalmente i trattamenti ad alta priorità e mensilmente quelli a bassa priorità.
In base al nostro lavoro/studio stile di vita scegliamo un giorno a settimana in cui sappiamo di poter dedicare più tempo ai capelli.
Esempio: io studio, quindi sono impegnata dal lunedì al venerdì, per cui dedico il sabato o la domenica alla cura dei capelli. Oppure suddivido le cure nei due giorni così da non passare tutta la giornata a fare la capellomane.

Frammentazione dei trattamenti


Se sappiamo già di non avere un giorno "speciale" per i capelli, l'ideale è frammentare i trattamenti in modo da poter "spalmare" il tempo totale in più giorni.
Esempio: quando sono molto impegnata con lo studio in genere faccio lo shampoo di sabato e l'impacco idratante il giorno dopo. Oppure, quando devo fare l'hennè, non lo faccio mai lo stesso giorno in cui ho fatto lo shampoo.


Mentre curiamo i capelli possiamo fare altro


Fare un impacco non significa doversene restare immobili come mummie per ore, ma possiamo ottimizzare i tempi tenendo su gli impacchi mentre facciamo altro, sia per quanto riguarda la cura del corpo, sia per quanto riguarda le più disparate attività.

Ottimizzare l'hennata

L'impacco di hennè va tenuto su parecchio tempo (almeno 2-3 ore), per cui durante la posa possiamo dedicarci ad attività lunghe come lo studio, la lettura di un libro, la visione di un film, le pulizie della casa, stirare o fare il bucato. Se la posa è davvero molto lunga, l'hennata può essere applicata la sera prima di andare a dormire e rimossa il mattino dopo (questo metodo è sconsigliato a chi soffre di cervicale e torcicollo frequenti).

Ottimizzare l'impacco oleoso pre-shampoo

Generalmente, io faccio l'impacco d'olio prima di scendere a fare la spesa in quanto l'olio aiuta a mantenere i capelli ben fermi nel raccolto, e quando torno dopo un'oretta o due posso tranquillamente fare lo shampoo. Oppure si può applicare l'olio ai capelli e raccoglierli prima di fare la doccia, così mentre ci laviamo, depiliamo, applichiamo la crema, e dopo la doccia ripuliamo i sanitari, sarà passato il tempo necessario.
Se abbiamo una routine total natural, il tempo dell'impacco può essere dedicato alla preparazione di decotti e infusi per il risciacquo acido a chiusura dello shampoo, alla preparazione dei gel o di maschere per il corpo e il viso.

Ottimizzare l'impacco idratante post-shampoo


Come per l'impacco pre-shampoo, l'ìmpacco post shampoo può essere dedicato alla preparazione di maschere per il corpo o il viso, oppure per studiare, occuparci dei bambini o pulire casa.

Ottimizzare le preparazioni


Una delle cose che scoraggia di più, soprattutto chi è all'inizio di un percorso total natural, è la necessità di preparare gli impasti al momento.
Premettiamo innanzitutto che buona parte degli impasti sono composti di due o tre ingredienti e si realizzano in meno di due minuti, per quei preparati che richiedono più tempo si può ottimizzare piuttosto facilmente.
Un gel può essere estratto in grandi quantità quando si ha tempo e congelato in monoporzioni da scongelare al momento della necessità.



Come ottimizzo i tempi


Dopo quattro anni di routine total natural, per me è diventato naturale seguire una calendarizzazione che mi garantisce di sfruttare tutti i tempi morti.

  1. - Preparo il gel di fieno greco una volta al mese (in genere di sabato, dopo aver lavato i capelli), ne estraggo un litro circa che congelo in monoporzioni utilizzando le forme per fare i cubetti di ghiaccio. Durante la preparazione del gel, che mi richiede ben 4 ore tra bollitura e filtratura, ascolto le registrazioni delle lezioni che ho seguito in aula, oppure quelle che ho fatto di me stessa mentre ripeto gli argomenti di studio, in questo modo mi garantisco 4 ore di studio non-stop mentre mi prendo cura dei miei capelli.
    Oltre a studiare, trovandomi in cucina, generalmente ne approfitto anche per cucinare il pranzo o la cena, oppure per fare una torta.
  2. - Il gel di amido di mais va preparato al momento, per cui lo preparo durante l'impacco pre-shampoo, prima di andare a fare la spesa. La sua preparazione richiede poco tempo, per cui in genere lo faccio cuocere mentre faccio colazione, girando ogni tanto per impedire la formazione di grumi.
  3. - Quando voglio hennarmi, lo faccio la domenica entro mezzogiorno, così tengo l'hennè in posa (la mia posa dura al massimo 3 ore) mentre cucino, pranzo e lavo i piatti. Molto spesso, visto che mi avanza altro tempo prima di rimuovere l'impacco, ne approfitto per fare maschere al viso e alle mani, poi intorno alle tre del pomeriggio posso lavarla via senza che mi abbia creato particolari impedimenti.
  4. - I decotti e gli infusi per il risciacquo acido richiedono tempo per raffreddarsi prima dell'uso, quindi li preparo al mattino prima di mettermi a pulire casa, mentre preparo e consumo la colazione.
  5. - Search and destroy lo faccio in genere ogni 7-10 giorni mentre guardo i video dei canali youtube a cui sono iscritta (ovviamente quelli in cui non occorre necessariamente vedere il video, come ad esempio Breaking Italy) o studio utilizzando contenuti multimediali.

La mia scaletta shampoo ottimizzata



  1.  Ore 9.00 Preparazione del decotto alla buccia di cipolla e del gel all'amido di mais mentre faccio colazione. Nel frattempo metto a scongelare anche una o due cialde di gel di fieno greco in una ciotolina.
  2. Ore 9.30 Applicazione dell'impacco oleoso sui capelli perfettamente districati, posa 2 ore circa con i capelli raccolti in japanese o spock bun, e sono pronta per andare a fare la spesa, per andare a correre o fare un circuito di aerobica. Di ritorno, preparo l'impasto di farina di ceci e gel di fieno greco e metto le spazzole a bagno nell'acqua e detergente per far ammorbidire lo sporco prima di lavarle.
  3. Ore 11.30 lavo i capelli, operazione che mi richiede circa 10-15 minuti tra applicazione, massaggio e risciacquo.
  4. Ore 11.40-45 Avvolgo i capelli nell'asciugamani e lavo le spazzole, mettendole ad asciugare in un luogo ventilato ma asciutto.
  5. Ore 12.00 Svolgo l'asciugamani e applico il gel di amido di mais dalle radici alle punte, quindi raccolgo i capelli e lascio in posa almeno 1 ora. Se cucina mio padre, occupo l'ora studiando, scrivendo, preparando i contenuti per il canale. Se invece mio padre è impegnato allora preparo io il pranzo.
  6. Ore 13.00 Preparo la bottiglia per il risciacquo acido aggiungendo infusi, acqua e aceto e vado a risciacquare i capelli (prima risciacqui normali, infine risciacquo acido)
  7. Ore 13.05 Avvolgo i capelli in un secondo asciugamani e apparecchio la tavola per il pranzo.
  8. Ore 13.30 ho terminato di pranzare e posso rimuovere l'asciugamani, i capelli sono praticamente quasi asciutti, quindi lascio che si asciughino completamente all'aria mentre lavo i piatti.
  9. Ore 13.45 i capelli sono perfettamente asciugati e posso nebulizzarli con l'acqua di rose e passare l'olio per il leave-in.
Se il giorno dopo devo hennare, salto l'impacco idratante (che in genere pratico dopo l'hennata e concludo lo shampoo col risciacquo acido senza leave-in).

So che qualcuno di voi si starà domandando quando mi occupo della casa e dei miei nove gatti. Semplice, la mia sveglia è sempre alle sei e mezza del mattino, per cui dalle sei e mezza alle nove pulisco casa e le lettiere. Ovviamente se avete tempi diversi e volete dormire un po' di più senza svegliarvi col gallo, invece di andare a correre o fare sport durante l'impacco oleoso, potete tranquillamente impiegare quel tempo per pulire casa.


Consigli supplementari

  • Se avete dei bambini piccoli, provate a coccolarvi quando loro dormono o sono all'asilo, quindi al mattino presto appena sveglie, nel pomeriggio quando fanno il sonnellino oppure la sera dopo la pappa.
  • Se avete un lavoro a turnazioni che vi impedisce di avere un giorno fisso alla settimana da dedicare ai capelli, ricordate che per fortuna i capelli sono flessibili e non si offendono se spostate il giorno di cura a un giorno prima o dopo quello stabilito.
  • Alcuni preparati possono essere realizzati il giorno prima e conservati in frigo (un esempio è la farina di ceci o i gel), per cui potete prepararli la sera prima di andare a dormire, così da averli pronti all'uso al mattino dopo appena svegli.


lunedì 17 settembre 2018

Routine Trifase (proteinizzazione, idratazione, nutrizione) - Cura dei Capelli


Il capello ha una struttura composta da quattro sostanze principali: proteine, liquidi, lipidi ed elementi minerali. Principalmente, il corpo ottiene questi elementi attraverso l'alimentazione, e grazie ad essi, nel follicolo cutaneo si forma il capello. Un'alimentazione sana ed equilibrata, quindi, garantisce che il follicolo abbia tutti i nutrienti necessari alla formazione di un capello sano.
Un mezzo fondamentale per mantenere la salute della chioma è l'applicazione topica di sostanze che vadano a reintegrare gli elementi di cui è costituito il capello in quanto agenti atmosferici, inquinamento, stress meccanici e chimici vanno a deteriorare la fibra capillare.
Esistono diverse tecniche per calendarizzare l'applicazione topica, una di queste è la routine trifase.
Questo particolare tipo di routine si fonda su tre tipi di trattamenti da attuare alternatamente ad ogni shampoo.


Le tre fasi


Come capiamo già dal nome, la routine trifase si costituisce di tre fasi, tre tipi di trattamenti da attuare in alternanza ad ogni shampoo.

Proteinizzazione


Questa fase ha come scopo andare a reintegrare la cheratina, base strutturale del capello, riducendo così il problema della destrutturazione.
Un capello si presenta destrutturato quando viene sottoposto a trattamenti troppo invasivi come tinture di tipo sintetico, quando si utilizzano i mezzi di calore (phon, piastra, ferro arricciacapelli) in modo indiscriminato o ci sottoponiamo a trattamenti di alterazione della forma dei capelli (sostegno permanente o stiratura in crema) che vanno a danneggiare i ponti disolfuro. In tutti questi casi la cheratina viene denaturata e si distrugge.
Anche naturalmente, per l'azione del tempo e degli agenti atmosferici (sole, acqua) il capello tende a perdere cheratina.
L'unico tipo di capello che non risente particolarmente di questo processo di deterioramento è il capello ipercheratinico.
Il capello destrutturato si presenta sfibrato, fragile, è soggetto ai nodi, alle doppie punte e alle fratture strutturali.
Il trattamento di proteinizzazione consiste nell'applicare cheratina (di origine animale o vegetale) o altre proteine in un impacco pre-shampoo da tenere in posa tra i 30 e i 60 minuti.
Le sostanze proteinizzanti sono:

  • Cheratina (animale)
  • Fitocheratina (vegetale)
  • Proteine del riso idrolizzate (hanno anche effetto volumizzante)
  • Ceramidi vegetali (contengono glicerina)
  • Farina di Ceci
  • Uova

Idratazione


Lo scopo di questa fase consiste nel reintegrare la quantità di acqua che normalmente il capello tende a perdere, seccandosi. L'acqua evapora sia per cause naturali (calore, umidità, sole) sia come conseguenza di trattamenti scorretti o eccessivi (phon troppo caldo e ravvicinato, uso sconsiderato della piastra o del ferro arricciacapelli, uso di prodotti contenenti siliconi etc.).
La disidratazione rende il capello meno elastico e quindi più fragile agli stress di tensione e torsione, il suo aspetto è opaco, simile a paglia, e i capelli non sono morbidi al tatto ma risultano duri. Nel complesso, la chioma disidratata appare priva di vigore e lucentezza, appiattita e senza forma.
Il trattamento idratante consiste in un impacco post-shampoo da tenere in posa 1 o 2 ore, a cui segue un risciacquo accurato.
Le sostanze idratanti sono:

  • gel naturali (di fieno greco, di amido di mais, di semi di lino, di aloe vera)
  • acque vegetali (di rose, di amamelide, di aloe vera, di cocco)
  • latte vegetale (di soia, di cocco, di mandorle)


Nutrizione


Un capello è denutrito quando agenti esterni (calore, umidità smog, freddo) e trattamenti distruttivi (tinture sintetiche, sostegni permanenti, stirature chimiche, decolorazioni) intaccano il film idrolipidico che rende uniforme ed "elastica" la superficie della cuticola.
Un capello denutrito si presenta cromaticamente opaco: il suo colore è spento, smorto, privo di riflessi e sfumature; tende ad annodarsi facilmente e il suo aspetto è lanoso e crespo. I sintomi dei capelli denutriti sono molto simili a quelli dei capelli disidratati, per questo motivo è molto facile fare confusione nella diagnosi.
Il trattamento nutritivo si effettua applicando una sostanza grassa e/o oleosa dalla cute alle radici, da tenere in posa 1 o 2 ore. Il trattamento nutritivo può essere realizzato sia come impacco pre-shampoo, sia come leave-in post shampoo.
Le sostanze nutrienti per i capelli sono:

  • oli vegetali
  • burri vegetali
  • uova
  • miele

Calendarizzare la routine trifase


Nonostante di base la routine trifase preveda una calendarizzazione che si ripete ogni 3 shampoo (al primo shampoo si proteinizza, al secondo si idrata e al terzo si nutre), seguire questo calendario non è propriamente l'ideale per tutti i tipi di capelli. Soltanto un capello normale, non trattato e sano, infatti, trarrà benefici da questo tipo di routine, mentre per tutti gli altri tipi di capelli è bene personalizzare il calendario in modo da potenziare, dei tre tipi di trattamento, quello in cui il capello presenta delle carenze.
Qui di seguito ecco una serie di esempi di calendarizzazione in base al proprio tipo di capelli:


Ovviamente questi esempi hanno puro scopo illustrativo e le fasi secondarie possono anche essere talvolta saltate o dilazionate ulteriormente.

Capelli particolarmente rovinati possono richiedere una calendarizzazione più serrata:


Consigli supplementari

  1. Prima di calendarizzare la routine è bene individuare perfettamente che tipo di capello abbiamo e comprenderne le problematiche.
  2. Qualora non riuscissimo a capire se i nostri capelli sono disidratati o denutriti, è meglio provare prima a potenziare la fase idratante, perché generalmente la disidratazione è la condizione più frequente e procedere col potenziamento della fase di nutrizione solo quando avremo constatato (dopo un ciclo di 8-10 settimane) che idratare i capelli non ha portato risultati sufficienti.
  3. Quando pratichiamo la fase di nutrizione, è bene evitare di eccedere con le sostanze grasse per non essere poi costretti ad effettuare più shampoo consecutivamente per andare a rimuoverle.
  4. Se scegliamo di applicare l'olio come impacco proteinizzante/nutritivo ricordiamoci di lavarlo via con acqua fresca per evitare che il calore dell'acqua lo cuocia sui capelli rendendolo impossibile da rimuovere.


mercoledì 5 settembre 2018

La Birra - Doni della Natura


 La birra è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del malto d'orzo (i semi d'orzo appena germinati ed essiccati) con l'aggiunta di altri cereali, generalmente del luppolo, oppure di frutta e altri semi atti a dare particolari aromi e retrogusti,
Si tratta di una delle bevande più antiche al mondo (si ipotizza che fosse prodotta già novemila anni fa). La sua esistenza è testimoniata da antichi documenti Egizi e persino dal codice di Hammurabi presso i Sumeri, in cui se ne regolamentavano la vendita e i criteri di produzione.
"Inventata" probabilmente per caso, in concomitanza con l'invenzione del pane (gli ingredienti sono sostanzialmente gli stessi per entrambi i prodotti, cambiano solo le proporzioni), la birra fu per moltissimo tempo una bevanda consumata in contesti religiosi: bevuta ai funerali per onorare il defunto e propiziarsi gli dei.

In tempi antichi era considerata un vero e proprio alimento, per non dire addirittura una medicina. Gli Egizi la somministravano ai neonati assieme ad acqua e miele qualora la madre avesse una scarsa montata lattea. Ancora nel medioevo, quando la birra era ormai diventata da tempo anche di produzione europea, monaci e monache producevano birra destinata agli ammalati e ai pellegrini.
Soltanto in tempi relativamente recenti la birra è divenuta semplice alimento di svago, e la società ne ha dimenticato le straordinarie proprietà.

Di cosa è fatta la birra


Gli ingredienti della birra sono, sostanzialmente, gli stessi del pane: acqua e malto d'orzo. A questi due ingredienti vengono aggiunti lieviti per avviare il processo fermentativo e il luppolo, responsabile di quell'aroma amaro tipico della birra. A seconda del tipo di birra che si vuole ottenere, si possono aggiungere altri cereali, frutta, e si eseguono variazioni di lavorazione durante il processo fermentativo.

Cosa contiene la birra

I componenti principali della birra sono:
Acqua, zuccheri, carboidrati (destrine), glicerina, acidi fenolici, albuminoidi, anidride carbonica, proteine

Vitamine: B1 B2 B3 B5 B6 B9 H C2 (flavoni)

Minerali *

Fosforo 28 mg
 Potassio 35 mg
 Magnesio 6 mg
Zolfo
Fluoro
Sodio 10 mg
Rame
Zinco
Alluminio 
Silicio 8mg
Calcio 1 mg
Ferro

* i minerali senza indicazioni sono contenuti in quantità inferiori a 1 mg

Acidi fenolici

feniletanolo, acido vanillico, acido caffeico, acido siringico, acido p-cumarico, acido ferulico, acido sinapico, acido4-idrossifenilacetico

Grazie al luppolo, la birra contiene anche un potente fitoestrogeno.


Proprietà Cosmetiche


La birra è una bevanda alcolica, per cui prima di utilizzarla è bene cuocerla così da far evaporare l'alcol che andrebbe a svolgere un'azione essiccante.

Antiossidante: Usare la birra sulla pelle migliora la condizione delle cellule epidermiche.
Emolliente: diluire una birra nell'acqua del bagno migliora lo stato generale della pelle che risulta più morbida e rimpolpata.
Fissativa: la birra è un'ottima sostituta naturale della lacca. Nebulizzata dopo la cottura sui capelli aiuta a mantenere la piega più a lungo, ma senza rovinare la chioma.
Lenitiva: tenere i piedi in ammollo per 15-20 minuti in un po' di birra fredda fornisce una sferzata di energia, allontana la stanchezza e garantisce un benessere generale ai piedi stanchi.
Lucidante: utilizzata nell'ultimo risciacquo dopo lo shampoo (quindi come risciacquo acido.
Nutriente: è una sostanza ricca di elementi nutritivi, tenerla in posa su pelle e capelli per qualche minuto fornisce una base nutritiva che viene assorbita da epidermide e cute, migliorando nel tempo la condizione generale dei tessuti.
Ristrutturante: Le proteine della birra possono aiutare una forma di "ristrutturazione" dei fusti. Il fusto non verrà effettivamente ristrutturato, ma le proteine della birra si depositeranno sui fusti fornendo una struttura aggiuntiva che vada a compensare le carenze proteiche causate dai danni subiti dai capelli.
Sgrassante: usare la birra su pelle e capelli riduce la produzione di sebo in eccesso, migliorando l'ossigenazione dei tessuti.


Proprietà terapeutiche


L'alcol è veleno per il corpo, sovraccarica l'attività di fegato e pancreas e mette sotto sforzo i reni. Eppure, consumare bevande alcoliche con moderazione può apportare tutta una serie di benefici.
Come sempre, le informazioni contenute in questa sezione dell'articolo sono a scopo puramente illustrativo e non vanno a costituire una sostituzione delle competenze mediche.

Antistress: il Luppolo ha proprietà antistress che aiutano il rilassamento corporeo e mentale.
Concilia il sonno: sempre grazie alle proprietà antistress del luppolo, consumare birra moderatamente aiuta a migliorare la qualità del sonno
Digestiva: la Birra contiene una piccola percentuale di fibre solubili le quali favoriscono una corretta digestione e aiutano l'intestino a mantenersi "giovane".
Diuretica: il consumo di birra favorisce la diuresi, ripulendo i reni e l'apparato urinario da eventuali accumuli batteri e virali, riduce altresì la formazione di calcoli renali.
Protezione cardiovascolare: la Birra, a differenza di altri alcolici, preserva il cosiddetto "colesterolo buono" prevenendo in  tal modo problemi cardiovascolari

Appunti aggiuntivi


Non bere alcolici prima di mettersi alla guida
Non superare i 25-30 ml di alcolici al giorno
Non bere a stomaco vuoto
Segui un'alimentazione sana e bilanciata
Bevi molta acqua per prevenire la disidratazione causata dal consumo di alcolici


Ricette cosmetiche a base di birra (link di prossima attivazione).

sabato 25 agosto 2018

Come lavare correttamente i capelli - Capellomanie per Principianti


Il lavaggio dei capelli è la tappa principale di cura della chioma. Mentre tutte le altre forme di coccola tricologica possono non essere necessarie a tutti i tipi di capelli, e talune possono addirittura essere generalmente facoltative (come le tinture con le erbe), il lavaggio è qualcosa da cui non ci si può esimere.
Troppo spesso siamo convinti di lavare i capelli in modo corretto, ma commettiamo errori di cui non siamo consapevoli. L'azione del lavaggio dei capelli ci è stata insegnata quando eravamo piccoli dai nostri genitori, i quali, non essendo dei capellomaniaci e non avendo competenze di tipo tricologico, molto probabilmente ci hanno tramandato gli stessi errori che sono stati insegnati loro dai genitori.
Per questo motivo è essenziale che questa azione si svolga correttamente, favorendo non solo la pulizia, ma il mantenimento della salute del capello e preparandolo ai trattamenti atti a mantenerlo idratato, nutrito e protetto.

Gli errori più frequenti




Prima di conoscere quali sono i gesti corretti per il lavaggio dei capelli, è importante conoscere gli errori che siamo abituati a commettere, così da poter correggere le nostre abitudini, sostituendole con consuetudini corrette.

  1. Non pettinare i capelli prima di lavarli: è un errore commesso nella convinzione di evitare alla chioma uno stress inutile, ma non pettinare i capelli significa affrontare il lavaggio con una chioma che presenta nodi e che, con le azioni rotatorie delle mani durante shampoo e risciacquo, andrà ad annodarsi ancora di più, rendendo il districaggio post-shampoo un vero e proprio inferno, provocando una caduta di capelli maggiore e fusti spezzati a causa dei nodi composti che si saranno andati a formare.
  2. Non spazzolare i capelli prima di lavarli: è una fase che viene spesso saltata anche nella routine quotidiana, ma è indispensabile. La spazzola distribuisce il sebo dalle radici sulle lunghezze, alleggerendo la cute e migliorando nettamente l'azione del prodotto detergente, il quale potrà garantire una migliore pulizia della cute che respirerà meglio e "lavorerà" meglio nella produzione dei capelli nuovi. La spazzola inoltre rimuove dai fusti le microparticelle di polvere, sebo e smog che restano impigliate tra le cuticole, andando a svolgere una sommaria azione di pulizia, per cui approcceremo allo shampoo con capelli leggermente più puliti.
  3. Non lavorare bene lo shampoo: aspettarsi che sia il prodotto a svolgere un'azione detergente è cosa frequente quanto ingenua. È sì vero che taluni prodotti detergono meglio di altri a causa dell'INCI più adeguato alle nostre esigenze, ma è anche vero che qualsiasi prodotto non laverà a fondo se non viene lavorato accuratamente con le mani. È necessario, dunque, massaggiare con cura per una distribuzione corretta e uniforme dello shampoo su tutta la cute, così avvolgerà completamente i fusti e potrà rimuovere tutto lo sporco.
  4. Applicare tanto prodotto: eccedere col prodotto è soltanto uno spreco di materia e soldi, perché non è la quantità di prodotto a determinare la resa di uno shampoo, ma la nostra capacità di lavorarlo. Una noce di prodotto è più che sufficiente. La cosa importante è distribuire bene la sostanza su tutta la cute e i primi centimetri di lunghezze. 
  5. Applicare lo shampoo sui capelli asciutti: affinché il prodotto si distribuisca come si deve, i capelli devono essere stati già ampiamente bagnati prima dell'applicazione dello shampoo, e la noce che applichiamo va diluita ulteriormente con altra acqua perché più la sostanza viene fluidificata più è facile da distribuire e lavorare.
  6. Applicare lo shampoo anche su lunghezze e punte: fa molto male ai capelli, perché andiamo ad aggredire una parte della chioma che non è particolarmente sporca (non venendo raggiunta dal sebo) con una sostanza che andrà a rimuovere gli oli del film idro-lipidico protettivo dei fusti e finirà col renderli più fragili ed esposti agli agenti atmosferici, allo smog e a tutte quelle particelle dannose in sospensione nell'aria. Anche se abbiamo applicato un impacco oleoso non occorre applicare shampoo su lunghezze e punte, sarà sufficiente tirare verso il basso con l'ausilio dell'acqua una porzione di shampoo dalla cute, così che lo shampoo, molto molto diluito, potrà rimuovere i residui oleosi dell'impacco senza andare ad intaccare eccessivamente la struttura protettiva del capello.
  7. Fare più passate: rilavare due o tre volte i capelli è perfettamente inutile e deleterio per la salute della chioma. Uno shampoo ben fatto non necessita di seconde o terze passate, neppure se soffriamo di capelli grassi. Anzi, quando soffriamo di seborrea, eccedere con lo shampoo finirà col danneggiare i capelli, irritare la cute e peggiorare ulteriormente la situazione.
  8. Risciacquare una sola volta: molto spesso tendiamo a praticare con attenzione il lavaggio, ma non fare altrettanto con il risciacquo, lasciando conseguentemente residui di prodotto sui capelli che a lungo andare ne verranno danneggiati. Il risciacquo va ripetuto almeno 3 volte per eliminare per bene ogni residuo.
  9. Risciacquare con acqua troppo calda: utilizzare acqua calda durante il risciacquo danneggia i capelli, favorisce il sollevamento delle cuticole rendendo il fusto ruvido e più soggetto ai nodi. La temperatura ideale deve essere leggermente tiepida sulle mani e viene percepita come freschina sulla cute. La temperatura dell'acqua va via via diminuita tra un risciacquo e l'altro e l'ultimo risciacquo deve essere praticato "a freddo" ossia con la temperatura più bassa di tutto il processo di lavaggio che riusciamo a tollerare senza soffrirne.
  10. Risciacquare usando troppa acqua ma senza lavorare bene i capelli: non serve a niente aprire il getto al massimo, perché non sono la quantità e la prepotenza dell'acqua a rimuovere il prodotto, ma l'azione delle nostre mani.
  11. Pettinare i capelli da bagnati: se non abbiamo i capelli ricci o riccissimi (leggi l'articolo sulla classificazione dei capelli per conoscere il tuo tipo di capelli) pettinare i capelli da bagnati è un errore gravissimo, perché in questo momento sono fragili e tendono a spezzarsi e a cadere più facilmente. Non importa se abbiamo applicato il balsamo, se stiamo pettinando col pettine a denti larghi o con la tangle teezer, se possiamo, grazie alla conformazione dei nostri capelli, evitare di pettinarli mentre sono bagnati, facciamolo. Aspettiamo la fine dell'asciugatura per districare i nodi.
  12. Tenere troppo poco tempo i capelli nell'asciugamani: avvolgere i capelli nell'asciugamani per pochi secondi è perfettamente inutile. Lasciamo al tessuto il tempo di assorbire l'acqua sui fusti. 5-15 minuti sono l'ideale per garantire che i capelli escano dall'asciugamani giusto appena un po' umidi.
  13. Strofinare i capelli nell'asciugamani: con la vita frenetica spesso può capitare che, nell'intento di velocizzare l'asciugatura del capelli, finiamo con lo strofinare l'asciugamani sui capelli, sia sulle lunghezze che in radice. Lo strofinio danneggia i fusti perché li sottopone a un forte stress meccanico mentre sono più fragili a causa dell'alto grado di umidità e favorisce l'accumulo di elettricità statica, per cui dopo l'asciugatura i nostri capelli tenderanno ad elettrizzarsi più facilmente.
  14. Uso scorretto del phon: asciugare i capelli usando il phon a massima velocità e temperatura e a distanza ravvicinata fa male ai capelli. Cuoce la cheratina, causa l'evaporazione dell'acqua e denatura gli oli protettivi dei capelli.

Le buone abitudini da acquisire


Ora che abbiamo visto tutti gli errori più frequenti - commessi talvolta anche da esperte capellone - andiamo insieme a vedere quali sono le corrette abitudini da apprendere per lavare i capelli in modo efficace e rispettoso della loro struttura.

Fase 1: preparazione allo shampoo



  1. Districare i capelli: pettiniamo gentilmente i capelli seguendo il metodo che abbiamo visto nell'articolo Come si pettinano e si spazzolano i capelli così da sciogliere tutti i nodi e avere una chioma totalmente districata e disciplinata su cui si potrà lavorare più facilmente.
  2. Spazzolare i capelli: spazzoliamo i capelli così da rimuovere i residui di polvere e distribuire meglio il sebo, svolgendo così una prima grossolana pulizia che facilita le operazioni successive.

Fase 2: il lavaggio



  1. Bagnare i capelli: abbondantemente per creare un buon substrato su cui lavorare successivamente il prodotto. Non basta nebulizzare o inumidire i capelli, devono essere bagnati e grondare acqua, solo così si avrà una base ottimale.
    1. mettere in una bottiglietta o una tazza la quantità di shampoo necessaria e andare ad aggiungere un paio di cucchiai di acqua.
    2. porre il prodotto sui capelli e andare a diluirlo usando piccole quantità di acqua che verranno distribuite con le mani e serviranno a fluidificare il prodotto direttamente in posa.
  2. Distribuire uniformemente il prodotto sulla cute: applichiamo piccoli tocchi di shampoo sui punti fondamentali del capo: attaccatura frontale (dove si trova la scriminatura dei capelli), tempie, attaccatura posteriore, sommità del capo. Quindi bagniamoci le mani e iniziamo a distribuire il prodotto con delicati dei polpastrelli, come se tracciassimo delle piccole virgole sulla cute, andando mano a mano ad ampliare la zona di pelle toccata dal prodotto. Massaggiamo con cura con le mani sempre ben bagnate finché sentiremo che lo shampoo è uniformemente distribuito su tutta la chioma.
  3.  Massaggiamo con cura: facciamo piccoli movimenti a virgola oppure dei semicerchi con le dita senza graffiare la cute con le unghie e massaggiamo, avendo sempre cura di bagnare frequentemente le mani per fluidificare lo shampoo il più possibile. Questo passaggio deve occuparci almeno dai 3 ai 5 minuti, al di sotto la cute non sarà stata massaggiata a dovere, lo sporco non si sarà sciolto del tutto e lo shampoo non riuscirà a pulire totalmente i capelli.
  4. "Tiriamo" il prodotto verso le lunghezze: una volta che avremo massaggiato la cute, diluiamo ulteriormente il prodotto spingendolo con le mani verso le lunghezze, possiamo fluidificare ulteriormente lo shampoo iniziando un micro-risciacquo aprendo il rubinetto a filo, così la quantità di acqua sarà sufficiente a facilitare la discesa dello shampoo verso le lunghezze ma non tale da portarlo del tutto via.
  5. Facciamo tre risciacqui: fare un solo risciacquo non rimuove tutti i residui di shampoo e sporco dai capelli, che finiranno con lo sporcarsi prima, per cui procediamo con risciacqui ripetuti:
    1. il primo risciacquo serve ad eliminare "il grosso" del prodotto, la schiuma e i resti "fisici" della sostanza con cui stiamo lavando i capelli.
    2. il secondo risciacquo agisce più in profondità tra i fusti e sulla cute.
    3. il terzo risciacquo elimina anche fino all'ultimo residuo e si può definire terminato quando l'acqua scorrerà senza fare nemmeno una bollicina e sarà perfettamente limpida.
  6. Risciacquiamo a una temperatura gradualmente più bassa: effettuiamo ciascun risciacquo leggermente più freddo del precedente, così spingeremo le lamelle della cuticola a chiudersi un po' alla volta e avremo capelli compatti e lucenti senza sottoporli a shock termico. La temperatura non deve necessariamente essere artica, basta che sia sempre un po' più fresca della precedente.
  7. Effettuiamo il risciacquo acido: a concludere la fase di lavaggio c'è il risciacquo acido, ossia risciacquare i capelli con acqua acidificata per ristabilire il pH naturale di fusti e cute e favorire il mantenimento di una salute ottimale dei nostri capelli.
    Per saperne di più sul risciacquo acido leggi l'articolo di approfondimento QUI.

Fase 3: l'asciugatura


  1. Sgoccioliamo i capelli: assolutamente vietato torcere o appallottolare i capelli per strizzarli, per favorire lo sgocciolamento iniziale facciamo scorrere delicatamente le dita intorno alla chioma dalle radici alle punte, magari esercitando una delicata pressione a intervalli regolari così da velocizzare l'eliminazione dell'acqua in eccesso. In 3 o 4 ripetizioni i capelli smetteranno quasi di gocciolare.
  2. Avvolgiamo i capelli nell'asciugamani: tenendo i capelli rovesciati in avanti, appoggiamo l'asciugamani alla nuca e raccogliamola verso la fronte, andando ad avvolgere i due lembi che pendono attorno alla chioma, quindi ripieghiamo il torciglione sul capo. In tal modo l'avvolgimento della stoffa favorirà l'assorbimento dell'acqua, ma i capelli all'interno dell'asciugamani non saranno ritorti rischiando stress da torsione. 
  3. Teniamo l'asciugamani dai 5 ai 15 minuti: teniamo i capelli avvolti per il tempo sufficiente a eliminare la maggior parte dell'umidità senza dover agire meccanicamente. In estate i tempi sono ovviamente minori (5-7 minuti sono sufficienti), mentre in inverno ovviamente si allungano.
  4. Tamponiamo con delicatezza: tamponiamo la cute, le lunghezze e le punte senza strofinare i capelli per non andare a danneggiare la cuticola.
  5. Usiamo il phon correttamente: questo strumento non è il male in terra, ma usato scorrettamente può causare moltissimi danni perché è comunque un getto violento di aria secca che colpisce la chioma in un momento in cui è più fragile.
    1. teniamolo ad una distanza di almeno 30-40 cm dai capelli e non attaccato alla chioma
    2. usiamolo al minimo della velocità, richiede un tempo leggermente più lungo per l'asciugatura ma danneggia meno i capelli
    3. usiamolo a temperature basse perché il calore è il più grande nemico dei capelli
  6. Usiamo il phon solo nei mesi invernali: se non soffriamo di cervicale, possiamo evitare di usare il phon quando fa caldo e lasciare asciugare i capelli all'aria dopo averli tamponati con l'asciugamani.
  7. Pettiniamo i capelli solo quando sono perfettamente asciutti: in questo modo eviteremo fratture ai fusti e perdita di capelli eccessiva che poi rendono la chioma brutta e povera.

Scegliamo gli strumenti giusti


   Pettine o spazzola districante: scegliamo uno strumento che rispetti i nostri capelli. Personalmente, consiglio sempre la Tangle Teezer perché è strutturata per non danneggiare i capelli, essendo pensata per i capelli ricci (che possono essere districati solo da bagnati) si rivela lo strumento ideale per tutti i tipi di capelli. Anche i pettini in legno o in fibra di carbonio, però, sono ottimi. Meglio ancora se a denti larghi e con le punte dei dentini arrotondati così da non andare a graffiare la cute.
Evitiamo spazzole con i dentini troppo rigidi che potrebbero spezzare i capelli e pettini dalla dentatura troppo fitta che si rivelano nocivi sia per chi ha capelli grossi sia per chi ha capelli fini.
    Spazzola di setole: come ho spiegato nell'articolo relativo a questo strumento (che potete leggere QUI) la scelta dipende dal nostro tipo di capelli (per classificare i capelli basta consultare l'articolo di approfondimento QUI) e dalle nostre scelte etiche, in quanto molte spazzole sono realizzate in setola animale (prodotto quindi derivante dalla macellazione), ma esistono in commercio spazzole altrettanto valide in fibra di nylon o setole vegetali. La spazzola ideale ha le setole raccolte in ciuffetti né troppo fitti né troppo radi ed è provvista di cuscinetto pneumatico per ammortizzare l'impatto con la cute.
  Asciugamani o telo per capelli: scegliamo l'asciugamani in base alla lunghezza dei nostri capelli. Se abbiamo capelli molto lunghi è consigliabile sceglierne uno della grandezza di un telo da bagno o da mare. Il materiale ideale di questo strumento è la microfibra o in alternativa il cotone, evitiamo la spugna perché troppo assorbente ed asciuga troppo i capelli favorendo uno stato di secchezza e perdita di oli naturali.

Trattamenti supplementari



Quello esposto sopra è il procedimento base dello shampoo. Ovviamente nella cura dei capelli sono previsti diversi trattamenti che vanno ad arricchire questo processo. In questa sezione dell'articolo vediamo insieme in quale punto preciso delle tre fasi di uno shampoo va inserito ciascun trattamento.

Impacchi pre-shampoo

Sono tutti quegli impacchi che si praticano prima dello shampoo, si inseriscono specificamente alla fine della fase 1, quindi dopo aver spazzolato i capelli, e possono essere di due tipi:
  • Impacchi nutrienti: la loro funzione è appunto quella di nutrire i capelli, in particolar modo i follicoli, si praticano dalla cute alle punte e generalmente sono impacchi di tipo oleoso. Essendo a base grassa o comunque non idrosolubile è necessario farli prima del lavaggio così ché lo shampoo possa eliminarli correttamente.
    Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI (link di prossima attivazione)
  • Impacchi astringenti: si utilizzano in caso di seborrea ed eccessi di sebo, interessano in particolar modo la cute e non tutta la chioma (soprattutto se all'eccesso di sebo in cute si affiancano lunghezze secche e pagliose). Gli impacchi astringenti possono essere di vario tipo, quelli pre-shampoo si effettuano prima del lavaggio perché fanno uso di sostanze polverose e/o poltiglie che necessitano di un veicolante saponoso per essere eliminate con più facilità.
    Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI.

Impacchi post-shampoo


Sono tutti quegli impacchi che si praticano subito dopo aver risciacquato i capelli dal prodotto detergente, si inseriscono specificamente tra il punto 7 e il punto 8 della fase 2, ossia tra il risciacquo e il risciacquo acido. In realtà l'applicazione di un impacco post-shampoo richiede che il punto 7 relativo ai risciacqui multipli venga ripetuto dopo l'impacco. Anche in questo caso, gli impacchi post-shampoo possono essere di due tipi:
  • Impacchi idratanti: hanno lo scopo di fornire idratazione al capello, sono utili a chi soffre di capelli secchi o crespi. Sono realizzati con prodotti a base acquosa così da fornire liquidi ai fusti, per cui non richiedono una rimozione forte come gli impacchi pre-shampoo, ed è sufficiente l'acqua per rimuoverli. Questi tipi di impacco possono essere anche realizzati prima dello shampoo in caso di capelli molto sfibrati che necessitano di una protezione supplementare durante la fase di lavaggio.
    Il balsamo può essere considerato un impacco post-shampoo di tipo idratante.
  • Per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI (link di prossima attivazione).
  • Impacchi proteinizzanti: hanno lo scopo di "ristrutturare" il capello, fornendo cheratina supplementare. Sono utili a capelli danneggiati e sfibrati. La base della loro costituzione è di tipo proteico e lo scopo è che restino almeno parzialmente sui capelli, per questo motivo è importantissimo effettuarli dopo il lavaggio, e in tal caso, salvo si tratti di prodotti solidi o impiastri, si può ricorrere al semplice risciacquo acido per chiudere le cuticole, senza effettuare un risciacquo approfondito proprio per non eliminare del tutto il prodotto dai capelli.

Impacchi post-asciugatura


Sono impacchi che si praticano ad asciugatura ultimata, quindi alla fine della fase 3. In verità non si tratta di veri e propri impacchi in quanto la quantità di prodotto utilizzata per questi trattamenti è davvero esigua. Si tratta generalmente di trattamenti protettivi, atti a fungere da barriera tra i capelli e l'ambiente esterno, e nel contempo fornire idratazione e nutrimento a rilascio graduale. Questi impacchi si effettuano dopo l'asciugatura per evitare che vadano ad amplificare l'effetto dannoso del calore durante l'asciugatura col phon
In questa categoria rientrano le maschere e i balsamo senza risciacquo e il leave-in (per saperne di più basta consultare l'articolo di approfondimento QUI)

Consigli per i riccioli

 

I capelli ricci richiedono alcuni accorgimenti particolari, in quanto chi ha capelli ricci non può esimersi dal pettinarli da bagnati.
Il primo accorgimento che suggerisco è l'acquisto di una Tangle Teezer che, come ho detto in precedenza, è stata progettata proprio per trattare i capelli ricci nel momento in cui sono bagnati.
Il secondo accorgimento, per ridurre ulteriormente i danni, è di districare i capelli o durante l'impacco pre-shampoo di tipo nutriente, oppure durante l'applicazione del balsamo/impacco idratante. Le sostanze oleose/acquose di cui sono ricoperti i capelli in questi due momenti facilitano lo scioglimento dei nodi riducendo l'attrito dello strumento districante, e in questo modo si riducono anche i danni ai capelli.
Il terzo accorgimento, per avere un ricciolo perfetto senza dover ricorrere necessariamente a phon bollente e diffusore, è di imparare il metodo del plopping per asciugare i capelli senza l'uso del calore, oppure di fare la ruota svedese se volete una messa in piega liscia che però non vi danneggi i capelli.

Consigli per gli acquisti

 
                                   nylon             cinghiale           vegetale