lunedì 30 aprile 2018

I capelli di Elisabetta d'Austria - Capellomanie Storiche


Elisabetta è stata l'ultima imperatrice d'Austria, nonché la più famosa capellona della storia, ma non staremo qui a disquisire per ore e ore sulla sua vita (se vi interessa, a fondo post vi lascio i dati di due splendide biografie molto dettagliate a riguardo, altrimenti potete sempre leggere la sua breve biografia su wikipedia), perché questo è un blog capillifero e vogliamo parlare di capelli.
Occorre però fare delle premesse per comprendere a pieno la controversa figura di questa donna dalla chioma straordinaria.
Contrariamente a quanto ci piacerebbe credere e a quanto ci hanno inculcato da bambini con la zuccherosa trilogia su Sissi interpretata dalla bravissima Romy Schneider, l'imperatrice d'Austria non fu affatto una donna felice, innamorata e amata dal suo popolo.
Obbligata a vivere in un ambiente che non la accettava e che lei percepiva come restrittivo e opprimente, esiliata da tutti gli affetti più cari (le impedirono di crescere personalmente i propri figli), schiacciata da un ruolo per il quale non era mai stata pronta, non aveva punti di riferimento e finiva con lo sfuggire persino a se stessa.
Questi e altri fattori ne destabilizzarono l'equilibrio, spingendola sempre di più a considerarsi più una figura a scopo ornamentale, che altro. Questo la indusse a temere la vecchiaia oltre ogni dire e a rifugiarsi in un culto della bellezza che rasentava l'idolatria, per non dire la follia.
Elisabetta soffriva di anoressia e portava avanti diete ai limiti della sopravvivenza, era ipocondriaca e affetta da malanni di natura psicosomatica che svanivano non appena si allontanava da Vienna. Aveva un bisogno ossessivo di praticare sport (cavallo, caccia alla volpe, passeggiate nei boschi, palestra), sintomo del suo bisogno di muoversi per sfogare il desiderio costante di allontanarsi dall'origine del suo disagio: la corte di Vienna.
Aveva un'ossessione malsana anche per il proprio aspetto estetico. Gli abiti le venivano cuciti direttamente addosso ogni mattina perché ne esaltassero la silhouette snella e soda, dopo i trent'anni rifiutò di farsi fotografare e andava in giro con un ventaglio per nascondere il volto ai paparazzi (sì, esistevano già allora) e ai curiosi. La vecchiaia per lei non era semplicemente qualcosa di triste, era la fine del suo mito, e ha fatto di tutto per sfuggirle.
Ricostruzione della chioma sciolta di Sissi al Sisi Museum di Vienna

I capelli di Sissi

E i capelli. I capelli erano il culmine delle sue ossessioni. La sua routine capillifera era un qualcosa che definire spaventoso è poco, il suo attaccamento alla propria chioma non ha avuto eguali nella storia, e anche la sua chioma era da record.
Per una statura di 172 cm, Sissi vantava i capelli lunghi alle caviglie. Secondo la misurazione standard dall'attaccatura sulla fronte, quindi, Sissi doveva misurare circa 180-190 cm di lunghezza. Non esiste l'effettiva certezza che i suoi capelli fossero davvero così lunghi, ma un ritratto di Franz Xaver Winterhalter che la immortala a ventisette anni a capelli sciolti fa pensare che comunque avesse indubbiamente capelli lunghi ben oltre la cosiddetta classic length (alla base delle natiche, dove iniziano le cosce).  Le fotografie testimoniano anche una massa notevole, che probablimente si aggirava tra i 13 e i 16 cm di girocoda.
Leggenda vuole che i suoi capelli pesassero addirittura cinque chilogrammi, ma se teniamo conto dell'uso leggendario che già i contemporanei dell'Imperatrice facevano della sua chioma straordinaria come mezzo propagandistico, è estremamente plausibile che tale dato sia stato "appesantito" di proposito.
Di certo, la lunghezza e la massa dei suoi capelli, associate all'etichetta vittoriana che imponeva alle donne di tenere sempre i capelli compostamente raccolti, comportavano che Elisabetta soffrisse spesso di emicranie causate appunto dal peso delle acconciature e che avesse con i suoi capelli un rapporto di profondo amore/odio.
Sissi ritratta da Winterhalter a capelli sciolti, questo dipinto era situato nello studio di Franz
 perché potesse vedere sempre la moglie, anche quando il suo ruolo di imperatore lo allontanava
dal calore familiare


La routine capillifera di Sissi


La sveglia dell'Imperatrice d'Austria suonava alle cinque del mattino, ogni giorno della settimana, ogni settimana del mese, ogni mese dell'anno, senza ammettere eccezioni.
Tutto il suo seguito da toeletta, dunque (cameriere personali, addetti alla colazione, cuoco personale, addette alla vestizione, parrucchiera e acconciatrici) si svegliava ancora prima per poter essere pronto ed efficiente all'alzata della sovrana.

L'acconciatura quotidiana

Districare, spazzolare e acconciare la capigliatura era un'operazione complessa che richiedeva tre ore di lavoro.
Molte parrucchiere si erano succedute nel ruolo di "parrucchiera e acconciatrice dell'imperatrice", ma non era soltanto un ruolo di prestigio, era anche un compito arduo perché includeva tollerare gli ascessi d'ira della sovrana, che scattava facilmente quando si trattava dei suoi amatissimi, odiatissimi capelli.
 L'ardua impresa divenne a un certo punto compito di Fanny Angerer, passata da acconciatrice teatrale a parrucchiera personale dell'imperatrice, e inventrice della famosa acconciatura "la corona di trecce".
Sissi era terrorizzata dalla caduta dei capelli, persino la caduta fisiologica era vissuta come una tragedia immane, cosa che poteva portarla ad avere scatti violenti (sono noti diversi episodi in cui abbia preso a schiaffi la parrucchiera di turno, ritenendola responsabile della caduta dei capelli che restavano impigliati nel pettine). Fanny ovviò il problema incollando una striscia adesiva sotto il grembiule da lavoro, sulla quale strisciava segretamente il pettine.
Con indosso una mantellina merlettata a proteggere i vestiti, Sissi sedeva al suo tavolo da toeletta e Fanny, con indosso un lungo abito nero e un grembiule bianco, era in piedi dietro di lei per pettinare la lunga chioma.
Nel frattempo che tale operazione aveva luogo, Sissi studiava le lingue e conversava con il suo maestro di greco Constantin Christomanos per migliorare la sua padronanza della lingua (in fondo all'articolo vi lascio anche il volume scritto proprio dal maestro sull'Imperatrice).
Terminata la fase di districaggio e spazzolata dei capelli, Fanny procedeva a intrecciarli e acconciarli. Ovviamente Sissi portava diverse acconciature, molte delle quali divenute vere e proprie tendenze tricologiche nella nobiltà dell'epoca, le più famose sopraggiunte fino a noi sono la corona di trecce, la cosiddetta "acconciatura per tutti i giorni", e l'acconciatura imperiale con gli stelloni, da sfoggiare agli eventi di  gala, che possiamo ammirare in questo bellissimo ritratto di Winterhalter:

Sissi ritratta da Winterhalter con abito da gala e acconciatura imperiale (particolare)


Il rituale dello shampoo

Ogni tre settimane, poi, l'imperatrice si assentava tutto il giorno da qualsiasi impegno pubblico e privato per potersi dedicare al lavaggio dei capelli.
Se il lungo lasso di tempo tra uno shampoo e l'altro vi lascia orripilati, tenete conto che al tempo ci si lavava molto meno perché esisteva un concetto di igiene nettamente differente dal nostro, anche perché l'inquinamento atmosferico era decisamente più basso che al giorno d'oggi e tra gli effetti di un'aria pulita c'è anche un maggiore mantenimento di capelli puliti (basti osservare, chi può, la grande differenza dello stato dei capelli quando siamo in città o quando siamo in campagna o in località meno metropolitane come paesini montuosi o zone di vacanza, noteremo che quando non siamo in città i capelli tendono a restare puliti più a lungo, a mantenere leggerezza e lucentezza senza appesantirsi come avviene invece in città a causa dello smog).
La ricetta che Sissi utilizzava per il proprio impacco lavante era la seguente:
  • 12-14 tuorli d'uovo
  • 1 bottiglia di cognac

Le uova venivano battute e amalgamate al cognac fino ad ottenere un composto omogeneo che veniva lasciato riposare per un'ora.
Dopodiché, il tutto veniva spalmato accuratamente con un pennello, lungo tutta la chioma sciolta sulla schiena.
Durante la posa, che poteva durare anche quattro ore, Sissi proteggeva i vestiti con una mantella spessa.
L'impacco veniva lavato con acqua fresca e olio essenziale, quindi l'imperatrice lasciava la chioma sciolta affinché asciugasse naturalmente. Si racconta, ma non vi sono fonti certe, che pretendesse le finestre aperte anche in inverno per accelerare l'asciugatura della chioma, e che passasse ore andando avanti e indietro tra le finestre e il camino tenuto col fuoco a pieno regime.
Se la ricetta è passata alla storia come "shampoo di Sissi" e al giorno d'oggi fa arricciare il naso e amplifica la convinzione che Sissi fosse un soggetto eccentrico e strano, è in realtà bene precisare che si trattava di una ricetta piuttosto semplice, diffusissima e praticamente comunissima all'epoca. Le uniche donne che non utilizzavano uova per il loro shampoo erano quelle troppo povere per poterle acquistare da mangiare, figurarsi "sprecarle" per lavare i capelli, che venivano lavati con la liscivia o con erbe saponarie di tipo spontaneo, o non venivano lavati affatto.

Corona di Trecce


La liberazione della chioma


Se, durante il giorno, la sovrana sfoggiava acconciature elaborate, che dettarono le tendenze modaiole del tempo nell'aristocrazia di mezza Europa, nel privato e alla sera, nell'intimità della camera da letto, Sissi scioglieva le lunghe trecce e utilizzava dei nastri pendenti dal soffitto per alleggerire il peso dei capelli. La lunga chioma era pesante e difficile da gestire e causava alla sovrana terribili e continue emicranie. L'espediente dei nastri cui appendere ciocche di capelli era utilizzato per alleggerire la cute affaticata durante il sonno e nelle lunghe ore di studio cui Sissi si dedicò per tutta la vita.


La corona di trecce


L'acconciatura più famosa di Sissi (ben visibile in una delle rare fotografie di spalle dell'imperatrice) fu invenzione di Fanny Angerer, inizialmente parrucchiera teatrale al Burgtheater, che Sissi volle per sé dopo essersi innamorata delle fantasiose acconciature che le attrici sfoggiavano in scena.
Gestire una chioma che probabilmente misurava quasi due metri non doveva essere impresa facile, soprattutto alla luce dei lunghi impegni di corte e dei balli, che richiedevano una certa resistenza alla gravità. Fu così che nacque la corona di trecce, acconciatura sulla quale esperti di capelli e acconciature tutt'oggi si arrovellano e si interrogano, non essendone del tutto chiara la realizzazione.
E' probabile che la composizione sia decisamente più semplice di come viene ipotizzato di solito, in quanto si trattava di un'acconciatura quotidiana, a cui era richiesta resistenza e comodità, più che un aspetto plateale e sorprendente.
Molto probabilmente la famosa corona di trecce si componeva di due normalissime trecce francesi che partivano dalle tempie e raccoglievano le due metà della chioma. Una volta realizzate le trecce per tutta la lunghezza, queste venivano poi sollevate fino alle scapole, incrociate tra loro e fatte risalire dietro le orecchie, passando poi per la sommità del capo per venire infine fissate sul lato da cui avevano avuto origine, come un cerchio.
Si sarebbe trattato, dunque, della versione da guinness dei primati delle tipiche coroncine delle contadinelle olandesi.
Precedentemente, le parrucchiere avevano acconciato i capelli di Sissi in raccolti di vario tipo formati da twist e chignon accostati e sovrapposti, trattenuti da uno sproposito di ferretti per capelli e forcine.ù
La Corona di Trecce vista da dietro

La figura di Fanny Angerer


Il destino di Fanny ha qualcosa di straordinario. Era una semplice parrucchiera teatrale, e per quanto lavorasse nel più prestigioso teatro di Vienna, era pressoché impossibile che la sua condizione economica potesse migliorare ulteriormente.
Il fato però ha strani percorsi e il suo estro creativo nelle acconciature fu notato da Sissi durante una commedia, suscitando l'immediata esigenza dell'imperatrice di accaparrarsi questo talento tricologico.
Fanny fu aspramente contesa tra corte reale e teatro per diverso tempo, ma infine l'imperatrice riuscì ad averla vinta.
Fanny costava al bilancio di corte una cifra astronomica per una parrucchiera: circa duemila fiorini, l'equivalente dello stipendio di un docente universitario del tempo; ma la sua presenza a corte rassicurava tutti. La sua bravura nel proprio lavoro, infatti, garantiva in un certo qual modo una sorta di buon umore nella sovrana, alleggerendo di molto la tensione di tutte le persone che erano costrette a ruotare attorno a Sissi e tollerare i suoi malumori.
Tra Fanny e Sissi si sviluppò un profondo rapporto se non di amicizia, sicuramente di profonda fiducia e stima reciproca. Pur di non perderla, Sissi riuscì a strappare al marito Franz un'eccezione alla regola che proibiva a una domestica di lavorare ancora a corte dopo il matrimonio. Di contro, Fanny spesso acconsentiva a sostituirsi all'imperatrice per presiedere ai noiosi eventi pubblici, aiutandosi con una veletta sul viso e sfruttando la somiglianza di costituzione tra lei e la sovrana.
In un certo qual modo Sissi era arrivata a dipendere da Fanny, infatti se la parrucchiera non era disponibile per motivi di salute ad acconciarla, l'imperatrice, piuttosto che farsi acconciare da una sostituta, preferiva rinunciare e rimandare tutti i doveri di corte.
Compresa la cosa, Fanny ha spesso sfruttato la propria influenza sulla sovrana per domarne in un certo senso il carattere indisciplinato.

Fanny Angerer


Curiosità

  • Il vero riduttivo di Elisabetta non era il Sissi con cui tutti la conosciamo, ma Lisi. Il termine Sissi fu frutto di un'errata interpretazione della firma della principessa da parte di Franz.
  • Sissi soffriva di quella che, al giorno d'oggi, viene chiamata anoressia nervosa, un disturbo psicosomatico che la spingeva ad inseguire un ideale di bellezza estremo, per raggiungere il quale mangiava pochissimo, nutrendosi spesso di soli frullati e succhi (di frutta, di latte, di carne cruda) fino a beveroni di uova crude e sale, e praticava ore e ore di sport estenuanti.
  • Sissi fu un'amante della letteratura e della poesia, nella quale si dilettò con discreti risultati, anche di pubblicazione editoriale.

Letture consigliate


L'imperatrice Sissi - Erika Bestenreiner - Oscar Mondadori

Sissi - Brigitte Hamann - Tea

Elisabetta d'Austria nei fogli di diario di Constantin Christomanos - Constantin Christomanos - Adelphi


lunedì 23 aprile 2018

Impacchi per combattere la seborrea - Le Ricette

Come promesso nell'articolo precedente, ecco una raccolta di ricette utili per intraprendere una cura definitiva al problema della cute grassa.
Una cosa importante che dobbiamo ricordare è che le cure naturali danno dei risultati effettivi e duraturi nel tempo solo ed esclusivamente se praticate con costanza per il periodo di tempo richiesto affinché sortiscano i loro effetti. Ci tengo quindi a ricordarvi che solo uno o due impacchi potranno anche dare dei risultati momentanei, ma se non si continua a praticarli con regolarità per almeno un paio di mesi, quei risultati svaniranno poco dopo, rendendo gli impacchi già fatti totalmente inutili.

Impacchi pre-shampoo

Impacco alla menta

  • 1 manciata di foglie di menta
  • 1 bicchiere di acqua
  • 2 cucchiai di aceto di mele
Sminuzziamo finemente le foglie di menta e poniamole in un pentolino con un bicchiere di acqua e portiamo a ebollizione.
Lasciamo bollire per 30 minuti a fuoco dolce, quindi filtriamo.
Le foglie, filtrate dall'acqua, si presenteranno come una pappetta cui andremo ad aggiungere due cucchiai di aceto di mele.
Applichiamo l'impasto su tutta la cute e lasciamo in posa per circa un'ora.
Terminata la posa, possiamo procedere con il normale shampoo.

Il liquido filtrato può essere utilizzato come addizionante in uno shampoo alternativo/naturale, invece dell'acqua, oppure nell'acqua dell'ultimo risciacquo insieme alla sostanza acida che decideremo di utilizzare.

Proprietà della menta (link di prossima attivazione)
Proprietà dell'aceto di mele (link di prossima attivazione)

Impacco allo yogurt

  • 3 cucchiai di yogurt
  • 1 cucchiaio di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di aceto di vino bianco
Mescoliamo gli ingredienti in una terrina fino a ottenere un impasto omogeneo e applichiamo sulla cute.
Massaggiamo delicatamente per qualche minuto.
Lasciamo in posa per 20-30 minuti.
Procediamo con il normale shampoo.

Proprietà dell'aceto di vino bianco (link di prossima attivazione)

Impacco all'amido di mais

  • 2 cucchiai di amido di mais
  • 1 cucchiaino di sale
Misceliamo bene i due ingredienti e distribuiamoli sulla cute massaggiando delicatamente per due o tre minuti, mentre il sale farà un leggero scrub alla pelle, rimuovendo le cellule morte e favorendo la traspirazione della cute, l'amido di mais assorbirà il sebo in eccesso.
Terminato il massaggio, spazzoliamo accuratamente i capelli per rimuovere le polveri e procediamo con lo shampoo.

 Questo impacco può essere utilizzato anche come shampoo a secco per guadagnare uno o due giorni in più. 

Impacco al bicarbonato

  • 2 cucchiai di bicarbonato di sodio
Applichiamo il bicarbonato sulla cute, distribuendolo in modo omogeneo e massaggiando delicatamente.
Lasciamo in posa per circa 10-15 minuti.
Rimuoviamo la polvere spazzolando accuratamente con la cinghialina.
Procediamo con il normale shampoo.
Questo procedimento va ripetuto con regolarità ogni 15 giorni per almeno 3 mesi.

Questo impacco può essere utilizzato anche come shampoo a secco per guadagnare uno o due giorni in più.

Addizionanti per shampoo


Vi ricordo che gli addizionanti si aggiungono soltanto alla quantità di shampoo da utilizzare nell'immediato, non commettiamo l'errore di addizionare tutto il flacone perché andremmo ad alterare l'equilibrio chimico del prodotto, causandone l'alterazione e il proliferare di funghi e batteri.

Limone

  • Succo di due limoni biologici
  • 1 noce di shampoo neutro
  • un pizzico di acido citrico
Mescolare il tutto in una terrina, applicare sulla cute e massaggiare, lasciando in posa per circa 7-10 minuti. Se necessario, ripetere il procedimento, quindi risciacquare.
Questo metodo può essere utilizzato ogni 15 giorni.
Se ne sconsiglia l'uso se si soffre di lesioni o irritazioni cutanee.

Proprietà del limone (link di prossima attivazione)

Aceto di vino bianco

  • 2 cucchiai di aceto
  • 1 noce di shampoo
Mescolare il tutto in una tazza, applicare sulla cute e massaggiare, lasciando in posa per 15-20 minuti. Risciacquare abbondantemente con acqua appena tiepida.
Da ripetere a ogni shampoo per circa 1 mese.

Oli essenziali

Aggiungere due o tre gocce di olio essenziale alla quantità di shampoo che stiamo per utilizzare per lavare i capelli favorisce la regolazione della produzione del sebo. In particolar modo a tale scopo sono consigliati:
  • Olio essenziale d'arancia
  • Olio essenziale di lavanda
  • Olio essenziale di salvia
  • Olio essenziale di limone
  • Olio essenziale di melaleuca (tea tree oil)
Possono essere utilizzati tutti e insieme (una goccia ciascuno) o singolarmente a rotazione. 

Impacchi post-shampoo


Impacco all'argilla verde o bianca

  • 4-5 cucchiai di argilla
  • mezzo bicchiere di aceto di mele o di vino bianco
Mescolare argilla e aceto fino ad ottenere una pastella omogenea. Applicare in cute e tenere in posa per una o due ore.
Risciacquare abbondantemente, concludendo con il risciacquo acido.
Questo impacco può essere ripetuto una o due volte al mese.

Proprietà dell'argilla verde (link di prossima attivazione)
Proprietà dell'argilla bianca (link di prossima attivazione)
Proprietà dell'aceto di vino bianco (link di prossima attivazione)



Impacco idratante e volumizzante al gel di Fieno Greco e Farina di Riso

  • Mezzo bicchiere di GFG
  • 4 cucchiai di farina di riso
Mescolare in una terrina la farina di riso e il gel fino ad ottenere una pastella uniforme. Applicare a capelli umidi subito dopo lo shampoo a partire dalle radici fino alle punte, massaggiando bene in cute per favorire l'azione idratante del gel sul cuoio capelluto.
Tenere in posa per almeno un'ora.
Risciacquare abbondantemente, concludendo con il risciacquo acido.
Questo impacco può essere ripetuto una volta a settimana.
Per ottenere risultati ottimali, è bene preparare la pastella prima di fare lo shampoo, così che abbia qualche minuto per riposare e la farina possa idratarsi al massimo.

Proprietà della Farina di Riso (link di prossima attivazione)

Impacco al limone e acqua di rose


  • succo di 1 limone
  • 3-4 cucchiai di acqua di rose
Mescoliamo i due ingredienti e applichiamoli sulla cute massaggiando delicatamente per qualche minuto.
Teniamo in posa 15 minuti e quindi procediamo con lo shampoo come di consueto.

Proprietà delle rose (Link di prossima attivazione)

Shampoo a secco


  • Maizena o amido di mais
  • Maizena e cacao (1 cucchiaio per ciascun prodotto)
  • Ghassoul (usata come polvere pura)
  • Caolino (usato come polvere pura)
  • Bicarbonato di Sodio

Il procedimento degli shampoo a secco è identico qualsiasi sia l'ingrediente utilizzato:
Spolveriamo una piccola quantità di prodotto sulla cute dopo aver perfettamente districato i capelli e massaggiamo delicatamente per qualche minuto così da garantire una distribuzione omogenea della sostanza, quindi spazzoliamo con la cinghialina fino a rimuovere completamente ogni residuo di polvere.

Shampoo alternativi


Shampuovo al limone


  • Succo di 1 limone
  • 1 uovo
Apriamo un uovo e versiamo il contenuto in una terrina. Con una forchetta, sbattiamo accuratamente l'uovo come se volessimo fare una frittata.
Aggiungiamo poco a poco il succo di limone continuando a mescolare.
Applichiamo sui capelli umidi coprendoli dalle radici alle punte e lasciamo in posa per 30 minuti.
Risciacquiamo avendo cura di usare acqua piuttosto fresca per evitare che l'uovo solidifichi tra i capelli per il calore e diventi impossibile da rimuovere.
Per questo shampoo è indispensabile raddoppiare le dosi di aceto nel risciacquo acido così da essere certi di eliminare eventuali odori residui dello shampoo.

Shampoo con la farina di ceci

  • 40 grammi di farina di ceci
  • acqua o gel naturale quanto basta
Mescoliamo i due ingredienti fino ad ottenere una pastella della stessa consistenza dello yogurt. Applichiamo sulla cute e massaggiamo, fluidificando l'impasto bagnando di tanto in tanto le dita.

Impacco detergete con la rucola

  • 100 gr di rucola fresca
  • 3 cucchiai di bicarbonato
  • 1 cucchiaio di zolfo in polvere
Mettiamo la rucola in un pentolino, copriamola d'acqua e portiamo a ebollizione. Lasciamo bollire per qualche minuto, quindi scoliamo le foglie e lasciamo raffreddare.
Quando saranno fredde, pestiamole e aggiungiamo bicarbonato e polvere di zolfo, quindi applichiamo sui capelli.
Lasciamo in posa per 15 minuti circa e risciacquiamo.

martedì 20 marzo 2018

Seborrea (cute grassa), come risolvere il problema - Cura dei Capelli



Uno dei problemi più diffusi nell'ambito tricologico è quello della cute grassa. Generalmente questo inestetismo affianca alla produzione di sebo in eccesso, che rende le radici unte e pesanti, lunghezze e secche e senza vitalità.
In molti ormai sono abituati a convivere con questo fastidioso inestetismo, ricorrendo a rimedi palliativi che, pur dando una parvenza di controllo sulla questione, di fatto non vanno a risolverlo alla radice.
Il sebo è il mezzo attraverso cui la cute protegge i capelli. In sostanza è lo "scudo" che la Natura ci ha fornito per proteggere la chioma dagli agenti esterni. Questo significa che esso riveste un'importanza essenziale e la sua produzione non deve essere stroncata, ma attraverso le cure topiche è necessario assicurare la corretta produzione necessaria alla protezione del capello.
Gli inestetismi del nostro corpo non sono altro che sintomi, messaggi inviati dal nostro organismo per farci sapere che stiamo sbagliando qualcosa. Un capello grasso è il sintomo che la cute si sente in qualche modo minacciata e tenta di proteggersi con una produzione ipertrofica dell'unica protezione che conosce: il sebo.
Il problema è originato da una serie di fattori fattori principali:
  • predisposizione genetica
  • alimentazione sbilanciata
  • routine scorretta
  • perdita di idratazione
  • infezioni, microlesioni, irritazioni cutanee

La predisposizione genetica

Quando parliamo di predisposizione genetica, siamo tendenzialmente portati a credere di trovarci di fronte a un problema sul quale non abbiamo alcun controllo. La realtà è ben diversa. Le predisposizioni genetiche ci rendono più facilmente soggetti a determinate problematiche, ma non significa che siano questioni irrisolvibili. Semplicemente la predisposizione genetica ci impone di assumere un regime atto a tenere conto di questa nostra debolezza così da tenerla sotto controllo.
Generalmente, avere la predisposizione genetica alla cute grassa significa che quando ci troviamo sotto pressione, quando la nostra alimentazione è scorretta, quando le nostre giornate diventano stressanti, il nostro corpo reagirà a questi fattori di disturbo producendo sebo in eccesso più facilmente di come farebbe il corpo di qualcuno che non ha tale predisposizione.
La predisposizione genetica non implica quindi che il problema sia irrisolvibile, solo che dobbiamo prestare più attenzione rispetto ad altri per mantenere la produzione di sebo entro i limiti sani e naturali.

Alimentazione sbilanciata

Una dieta scorretta è molto spesso la vera responsabile della cute grassa. Un'alimentazione eccessivamente ricca di grassi, dove abbondano insaccati e salumi, cibi fritti o condimenti eccessivi, per non parlare di elevate quantità di cibo spazzatura (biscotti e merendine preconfezionate, cibi da fast food, pietanze precotte), soprattutto se associata a uno scarso consumo di frutta e verdura e poco apporto di acqua, porta all'accumulo di scorie e tossine che il corpo cercherà di espellere in tutti i modi possibili, incluso sudore e sebo.


Routine scorretta

 Una delle cause più frequenti che aggravano ulteriormente la situazione "capelli grassi" è una routine scorretta, che non risponde alle esigenze dei nostri capelli, e invece di aiutarli a crescere al meglio e mantenersi sani e forti, va invece a deteriorarli ulteriormente. Vediamo insieme tutti i punti che vanno a costituire una routine scorretta:

  • Shampoo troppo aggressivi. 
  • Balsami eccessivamente pesanti e "grassi".
  • Lavaggi frequenti
  • Uso di strumenti e prodotti di styling in modo eccessivo e/o scorretto

I lavaggi frequenti possono apparire necessari per evitare di andare in giro come se non ci facessimo la doccia da un mese, ma quando il capello viene sgrassato continuamente finirà col reagire producendo più sebo, è quindi importante evitare di eccedere, e magari ricorrere a degli shampoo a secco per allungare anche di un solo giorno l'intervallo tra shampoo.
Gli strumenti e i prodotti di styling (phon, ferro, piastra, gel, mousse, spume, lacche etc) vanno utilizzati con cognizione di causa per evitare tutti i danni e gli stress che spingono la cute a produre più sebo.

Perdita di idratazione

La perdita di liquidi da parte dei capelli è un processo naturale dell'invecchiamento dei fusti, non potrà mai quindi essere azzerata del tutto, ma quando il capello e la cute si disidratano troppo, la risposta del corpo può essere una produzione eccessiva di sebo. In questo ultimo sintomo risiede la chiave per la soluzione al problema: se vogliamo risolvere il problema dei capelli grassi, dobbiamo aiutare i capelli e in principal modo la cute a ristabilire la corretta idratazione.
Un'eccessiva perdita di idratazione può essere dovuta anche a problemi cutanei come psoriasi e dermatiti, in questo caso è importante prima di tutto sottoporsi a una visita dermatologica per la diagnosi del problema specifico e provvedere a curare quella, affiancando alla cura tutta una serie di accorgimenti per favorire una ripresa veloce delle migliori condizioni per la chioma.

Infezioni, microlesioni, irritazioni cutanee

Talvolta l'eccesso di sebo si scatena come tentativo di proteggere la cute durante un processo irritativo o un attacco infettivo, o in seguito a microlesioni cutanee causate da stress meccanici o chimici. Alcune di queste condizioni sono latenti, ossia non presentano una sintomatologia conclamata e se ne vedono solo gli effetti.
Oltre all'eccesso di sebo, ulteriori sintomi possono essere il prurito (che si intensifica mano a mano che i capelli si sporcano e che è molto forte subito dopo lo shampoo), la sensazione di ipersensibilità alla cute, fastidio alla pressione e bruciore.
In questo caso è opportuno sottoporsi a una visita dermatologica per una corretta diagnosi del problema e provvedere innanzitutto alla cura dello stato irritativo come prescritto dal medico, e affiancare tale cura ai metodi naturali di risoluzione del sebo in eccesso.

Curarsi dall'interno

Non occorre seguire una dieta specifica (salvo si abbiano intolleranze particolari o problemi come ipo o ipertiroidismo), un'alimentazione sana può essere intrapresa da subito senza particolari sforzi, ma semplicemente imponendosi delle piccole regole e dei ritmi.
Il primo passo per risolvere il problema è dunque rivoluzionare la nostra alimentazione:
  • Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno (acqua, tisane) senza includere nel conteggio bevande gasate e alcolici che anzi vanno a disidratare il corpo rendendo i fluidi corporei più densi.
  • mangiamo molta frutta e verdura, i medici consigliano di consumare almeno 400-600 grammi di frutta e verdura quotidianamente per mantenersi in salute
  • ridurre il più possibile il consumo di cibi spazzatura e molto elaborati
  • non eccedere con il sale e lo zucchero
  • ridurre il consumo di cibi molto grassi, di carne (in particolare insaccati e salumi) e di fritture
Se troviamo difficoltà a quantificare l'acqua che beviamo in un giorno, possiamo ricorrere a un pratico sistema che potete leggere QUI.


Idratare i capelli

Prima di agire sulla rimozione del sebo in eccesso, è necessario riequilibrare la quantità di acqua nei capelli e risolvere il problema della secchezza dei fusti.
Questo perché la cute grassa, producendo sebo in eccesso, occlude e impedisce la corretta traspirazione dei capelli, oltre a tirare via l'acqua dalla struttura dei fusti, per cui sotto il sebo i capelli in realtà sono secchi. Ce ne possiamo rendere conto osservando le lunghezze oltre il punto massimo cui arriva il sebo, vediamo che c'è questo cambio drastico dal capello unto e pesante al capello spento, opaco, fragile e prosciugato come paglia.
La prima forma di idratazione proviene dall'alimentazione e dall'acqua, ma può essere potenziata bevendo tisane disintossicanti.
La seconda forma di idratazione consiste nell'applicazione di impacchi idratanti post-shampoo.
Una serie di ricette profondamente idratanti sono raccolte QUI (link di prossima attivazione).

Scegliere i prodotti giusti

Il terzo passo essenziale è la scelta dei prodotti più adatti ai nostri capelli. Chi soffre di capelli grassi, tendenzialmente cerca di utilizzare prodotti che "asciughino" la cute, riducendo l'inestetismo dell'eccesso di sebo. Molto spesso, però, questi prodotti sono esclusivamente dei palliativi, perché non vanno a curare la causa all'origine del problema, ma solo a conferire un alleggerimento temporaneo del sintomo. Dunque è importante la scelta dei prodotti giusti, delicati, che non aggrediscano il capello e la cute e non causino fenomeni irritativi del cuoio capelluto, che in caso di irritazione finirà col produrre sebo in eccesso nel tentativo di proteggersi.

Imparare a leggere l'INCI

La parola INCI è un acronimo che sta per International Nomenclature of Cosmetics Ingredient, sostanzialmente è la lista di tutte le sostanze che compongono un determinato prodotto, la trovate sul retro delle confezioni di tutti i cosmetici e deve essere apposta per legge.
L'INCI, pur non riportando le dosi specifiche della ricetta cosmetica per una questione di segretezza industriale, è strutturato in modo da permetterci di comprendere comunque delle percentuali orientative e renderci così conto di cosa stiamo applicando sul nostro corpo. La prima voce di un INCI, infatti, riporta sempre l'ingrediente che più di tutti gli altri va a costituire il prodotto, seguito via via da ingredienti usati in dosi inferiori. Alle ultime voci sono presenti gli ingredienti utilizzati in quantità microscopiche.
L'INCI riporta le diciture scientifiche degli ingredienti, in inglese, oppure la nomenclatura scientifica delle piante (in greco o in latino), questo può rendere apparentemente difficile eviscerare i segreti di un INCI, ma non dobbiamo spaventarci, non occorre imparare a memoria la natura e il nome di tutti gli ingredienti, perché la tecnologia viene in nostro soccorso.
Innanzitutto il mio consiglio è di salvare tra i preferiti il sito del Biodizionario, che fornisce un sistema pratico e di semplice comprensione per analizzare singolarmente ingredienti cosmetici valutandoli attraverso dei bollini (rosso, giallo o verde) secondo criteri scientificamente comprovati.
Per aiutarci nella scelta dei prodotti quando siamo al supermercato e stiamo facendo la spesa, invece, abbiamo Biotiful, una pratica app scaricabile sia per i-phone sia per android.
A mio parere, l'unico limite di questa app è che non dà indicazioni al di fuori dell'interesse prettamente di utilizzo. Non specifica la natura dell'ingrediente in sé, limitandosi ad enunciarne possibili controindicazioni (se è allergizzante, comedogeno, etc); non specifica se l'ingrediente è di origine animale, sintetica o vegetale, non ha alcuna classificazione relativa ai prodotti veg, né riporta una voce che specifichi se il prodotto è cruelty free (non testato su animali) o meno.

Lo shampoo

Prediligiamo uno shampoo delicato, adatto a lavaggi frequenti, privo di siliconi, parabeni, petrolati. Evitiamo prodotti profumati (quando in un prodotto si aggiunge profumo, significa aggiungere anche la base alcolica che racchiude la fragranza e l'alcol è fortemente irritante).

Il balsamo

I balsami non sono tutti uguali, alcuni hanno un forte potere idratante, altri invece sono più nutrienti. Chi ha la cute grassa deve assolutamente evitare i secondi, perché vanno a incrementare la base grassa e a impastarsi col sebo, oltre a ridurre la traspirazione.
Scegliamo un balsamo senza siliconi, senza profumazioni e con pochissimi oli. I migliori sono quelli ricchi di estratti di frutta e fiori.

Prodotti di styling

Aboliamo tutti i prodotti comedogeni che impediscono la traspirazione di cute e capello, quindi addio alle gocce di cristallo (sono costituite di silicone puro), ai gel industriali (ricchi di colle e resine che riducono la traspirazione), lacca (asciuga i capelli e nella maggior parte dei casi contiene ingredienti irritanti). Prediligiamo l'applicazione di un gel naturale (in commercio si può trovare ad esempio il gel d'aloe già pronto all'uso) che nel contempo tiene i capelli in piega, idrata e lascia traspirare il capello. Molti gel hanno proprietà lenitive e vanno a ridurre i sintomi irritativi alla cute.

Sviluppare una Routine corretta


Con l'acquisto dei prodotti adatti ai nostri capelli abbiamo creato una buona base di partenza. Da soli, però, i prodotti non sono sufficienti, occorre anche utilizzarli nel modo corretto.

Le fasi dello shampoo

Nella fase di cura del problema è importante seguire delle direttive specifiche che favoriscano la riduzione di sebo.

Pre-shampoo

Sono tassativamente vietati gli impacchi pre-shampoo di tipo oleoso. L'impacco pre-shampoo, applicato su una cute stressata, causa ulteriore stress e conseguentemente aggrava la sintomatologia. Qualsiasi olio contiene degli acidi irritanti, che irriterebbero ulteriormente le ghiandole sebacee e i follicoli.
Prima di lavare i capelli è bene districare i nodi (se avete i capelli ricci potete districarli delicatamente con le dita), passare la cinghialina (solo se avete capelli lisci o ondulati) per eliminare la polvere e distribuire meglio il sebo così che non sia eccessivamente accumulato in radice.

Shampoo

Bagniamo accuratamente i capelli con acqua tiepida.
Preleviamo una piccola noce di shampoo (l'equivalente di due cucchiai). Usiamolo in piccole dosi, possibilmente diluito in acqua o in un infuso dalle proprietà lenitive ed emollienti come la camomilla.
Versiamone piccole quantità nel cavo della mano e distribuiamo sui capelli uniformemente.
Massaggiamolo a lungo e distribuiamolo su tutta la cute lavorandolo bene, aiutiamoci diluendolo ulteriormente con poche lacrime di acqua o con le mani bagnate. Lavoriamo lo shampoo compiendo movimenti circolari con i polpastrelli senza premere o strofinare eccessivamente la cute per non irritarla e stressarla.
Continuiamo a massaggiare per qualche minuto, piano piano tiriamo il prodotto verso le lunghezze, diluendolo con acqua per renderlo ancora più delicato.

Risciacquo

Il risciacquo deve essere scrupoloso e accurato, va effettuato con acqua tiepida. La temperatura ideale deve essere di un tiepido che vira al fresco così da non andare a surriscaldare la cute. Si possono effettuare anche più risciacqui se occorre, l'importante è non graffiare la cute e non tirare i capelli.

Balsamo

Ricordiamo che il balsamo non va MAI applicato in cute, si applica dalle orecchie in giù.
Dividiamo la chioma in due e applichiamo su ciascuna metà una piccola noce di balsamo, distribuendola uniformemente. Se occorre, aiutiamoci con un pettine a denti larghi o con la Tangle Teezer.
Il balsamo ha bisogno di un po' di tempo per agire, è inutile applicarlo e risciacquarlo subito dopo, pazientiamo e lasciamolo in posa dai 3 ai 10 minuti.

Risciacquo

Il risciacquo deve essere accurato anche più di quello dello shampoo, effettuato con acqua tiepida, leggermente più fredda di quella che abbiamo usato per lo shampoo. L'ultimo risciacquo è bene che sia un risciacquo acido che aiuta a chiudere le cuticole e proteggere le lunghezze dagli agenti esterni che finirebbero col danneggiarli ulteriormente.
Un foqus dettagliato sul risciacquo acido è visionabile QUI

Allungare l'intervallo tra shampoo

Chi soffre di cute grassa, inevitabilmente è costretto a lavare frequentemente i capelli per non dover andare in giro con capelli esteticamente inguardabili.
Il problema sostanziale del lavare spesso i capelli è che questa pratica va a peggiorare il problema di sebo eccessivo, originando un circolo vizioso da cui a un certo punto ci sembra impossibile venirne fuori.
Esistono però moltissimi trucchetti per aiutarci a guadagnare uno o due giorni in più tra uno shampoo e l'altro.

Shampoo a secco

Possiamo ricorrere alle farine (farina di ceci, farina di riso, farina d'avena) o agli amidi spolverati e massaggiati in radice per qualche minuto, quindi rimuoviamo la polvere con la cinghialina fino ad eliminare ogni residuo e i capelli saranno quasi come appena lavati per le successive 12-24 ore e guadagneremo almeno un giorno in più.

Acconciare i capelli

Approfittiamo del capello sporco per sfoggiare acconciature e raccolti. Il vantaggio del capello sporco, infatti, è che sguscia meno facilmente via dall'acconciatura, che riesce a durare più a lungo.
Trecce francesi, trecce olandesi, trecce waterfall, code di cavallo, chignon, sono tutte acconciature che se realizzate con un pizzico di attenzione (ossia raccogliendo uniformemente le ciocche cosicché diventino una massa uniforme con l'aspetto di ciocche ricoperte di gel) nascondono perfettamente l'inestetismo. E così avremo guadagnato un altro giorno.

Utilizzare correttamente i mezzi di calore

Un forte aiuto al problema del sebo in eccesso è imparare a utilizzare correttamente gli strumenti a calore come phon, piastra e ferro arricciacapelli.
La piastra e il ferro arricciacapelli sono tassativamente proibiti, usiamoli il meno possibile o non usiamoli affatto, se proprio non riusciamo a farne a meno, cerchiamo di usarli solo ed esclusivamente a capelli asciutti e a temperature minime.
Il phon va utilizzato ad almeno 15-30 cm di distanza dai capelli, a velocità ridotta e temperatura minima. Prima di usare il phon asciughiamo i capelli bagnati tenendoli avvolti in un'asciugamani per circa una decina di minuti cosicché il phon debba solo eliminare un certo grado di umidità e l'esposizione all'aria secca del phon sarà minima.

Per il momento ci fermiamo qui, giacché l'articolo è già abbastanza chilometrico.
Nel prossimo articolo raccoglieremo una serie di ricette seboregolatrici che, assieme alla corretta cura dei capelli, aiutano a normalizzare in maniera definitiva la produzione di sebo, andando a risolvere il problema alla sua origine.

Acqua, come bere quotidianamente la quantità giusta


L'acqua è la base della vita. Senza di essa il mondo intero sarebbe una landa desolata. La sua importanza è essenziale per tutte le forme di vita, per la sopravvivenza e il benessere del nostro organismo e per la salute di pelle e capelli. Per questo motivo è importantissimo ed essenziale assicurarsi il giusto apporto di liquidi quotidiano.
La carenza di acqua è alla base di moltissimi problemi di salute ed estetici:
  • Capelli secchi
  • capelli grassi
  • rughe precoci
  • ritenzione idrica
  • stipsi
  • malfunzionamento dei reni
  • spossatezza generale
  • emicrania e cefalea
  • occhiaie e borse palpebrali
  • problemi articolari
  • cistiti e infezioni dell'apparato uro-genitale
  • accumulo di tossine
  • pelle spenta
La medicina odierna consiglia di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, ossia l'equivalente di otto bicchieri pieni, e di aumentare gradualmente la quantità in base a quanto sia attiva la nostra vita. Ovviamente, se siamo sportivi, berremo molto di più che se siamo impiegati in ufficio o studenti e facciamo una vita più sedentaria.
Molto probabilmente, pensiamo di bere la quantità giusta di acqua perché non sentiamo l'esigenza fisica di bere di più. Ancora più probabilmente, stiamo sbagliando. Perché il corpo è un organismo elastico, che riesce a garantirsi la sopravvivenza anche con mezzi minimi. Quando beviamo poco, il corpo riceve l'imput che l'ambiente non ci fornisce tutta l'acqua di cui ha bisogno ed entra in modalità risparmio, sfruttando al massimo l'acqua di cui può disporre. Meno beviamo, più il corpo si adatta, fino a ridursi al metabolismo basale, che è quello in cui i problemi non sono più estetici, ma di salute, perché l'organismo non ha risorse a sufficienza per garantirci il benessere.
Prima di ridurci a un tale stato, dunque, intraprendiamo un percorso di reidratazione del corpo e riabituiamoci a bere la giusta quantità di acqua.

Quantificare l'acqua quotidiana

Se troviamo difficoltà a quantificare l'acqua che beviamo in un giorno possiamo ricorrere a un pratico sistema Iattuabile sia dentro casa, sia quando siamo fuori. Procuriamoci una bottiglina da mezzo litro e riempiamola d'acqua prima di fare colazione. Beviamo esclusivamente dalla bottiglina, riempendola nuovamente non appena l'avremo svuotata, in questo modo riusciremo a conteggiare piuttosto velocemente quanta acqua abbiamo bevuto durante la giornata.

Come bere più acqua

Se facciamo fatica a bere più acqua del solito, ci sono delle piccole regole che possiamo utilizzare:
  • Beviamo una prima abbondante sorsata di acqua (l'equivalente di un bicchiere in una bottiglina da mezzo litro corrisponde a circa un terzo della bottiglina) appena svegli e a digiuno, così favoriamo la riattivazione del metabolismo dopo la fase notturna del sonno.
  • Se siamo funatori (specie se accaniti), beviamo un bicchiere d'acqua ogni volta che abbiamo voglia di una sigaretta (è un metodo che aiuta anche a ridurre il consumo di fumo e facilita un percorso di disintossicazione graduale), lo stesso discorso vale se siamo persone che mangiano più del dovuto, ogni volta che ci assale la fame fuori dai pasti o il desiderio di cibo spazzatura, beviamo un bicchiere d'acqua.
  • Beviamo un bicchiere mezz'ora prima di ogni pasto e un altro mezz'ora dopo.
  • Teniamo la bottiglina sempre con noi, quando siamo in giro, quando siamo seduti al pc, quando stiamo lavorando o studiando, e mettiamola a vista, guardandola ci ricorderemo di fare un sorso ogni tanto.
  • Beviamo un bicchiere un po' di tempo prima di andare a dormire (prima di struccarci, pettinarci e indossare il pigiama), così avremo il tempo anche di fare "l'ultima pipì" e non rischiamo di svegliarci in piena notte con la vescica che scoppia.
Già semplicemente seguendo queste piccole regole, beviamo tranquillamente gli otto bicchieri quotidiani consigliati come apporto necessario di liquidi. Ma se ancora non riusciamo a bere l'acqua necessaria, esistono moltissime app scaricabili gratuitamente sullo smartphone che, sotto forma di gioco, ci aiutano a incrementare l'apporto di acqua. Una app molto carina che ho provato io stessa è Plant Nanny, si presenta come un gioco di accudimento in cui dobbiamo far crescere una piantina e per farlo dobbiamo annaffiarla. Ogni bicchiere d'acqua che berremo andrà ad annaffiare la piantina. Se non beviamo la piantina appassisce e muore. Direi che sia un ottimo stimolo a bere correttamente, no?

Iniziare la giornata con un bicchiere d'acqua

Come ho già accennato più sopra, l'ideale è iniziare la giornata bevendo un bicchiere d'acqua dona al corpo lo sprint necessario per affrontare la giornata, ma vediamo insieme punto per punto quali benefici apporta:

  • Favorisce l'eliminazione delle tossine accumulatesi durante la notte: durante il ciclo del riposo il corpo è in metabolismo basale per la maggior parte delle attività metaboliche, in questa fase i reni filtrano tutte le sostanze di scarto ripulendo il sangue (per questo l'urina del mattino ha sempre un odore piuttosto acre e un colore molto intenso rispetto a quella del resto della giornata). Bevendo a digiuno forniamo al corpo un apporto di liquidi che favorisce lo smaltimento degli scarti accumulati durante la notte e impedisce l'affaticamento dei reni, che espelleranno le tossine più facilmente.
  • Idrata il sistema linfatico: la stasi del sonno origina un rallentamento del flusso dei fluidi, in particolar modo della linfa, la quale con l'apporto di idratazione fluidifica e riprende a scorrere meglio, raggiungendo più facilmente i tessuti interessati.
  • Migliora la digestione: l'acqua aiuta l'apparato digerente a prepararsi a svolgere al meglio la propria funzione, facilita il processo di digestione a partire dalla bocca (favorisce la salivazione eliminando la sensazione di bocca secca e/o impastata), passando per lo stomaco e facilitando l'assorbimento dei nutrienti a livello intestinale.
  • Migliora la lubrificazione delle articolazioni, dei muscoli e dei legamenti: in questo modo tutto l'apparato motorio funzionerà meglio evitando di incorrere in crampi, strappi muscolari, fitte e riducendo i dolori articolari.
  • Previene le infezioni dell'apparato uro-genitale: l'apporto di acqua mattutino aiuta la diuresi, e con l'espulsione dei liquidi ricchi di tossine e scarti notturni eliminiamo anche potenziali batteri e virus che, in caso di diuresi scarsa, finiscono invece col sostare nella vescica e nell'uretra, causando infezioni che possono espandersi anche alla vagina (questo non significa che bere acqua ci protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili, per evitarle occorre sempre usare il preservativo).
  • Regola la temperatura del corpo: un corpo correttamente idratato mantiene una temperatura più costante perché il calore interno fluisce meglio da un tessuto all'altro.
  • Riduce i fastidi di molti disturbi cronici come cardiopatie, artiti; problemi dell'apparato respiratorio come asma, bronchite; riduce i problemi di stipsi (stitichezza), riduce le emicranie e i dolori mestruali e tanto altro ancora.

giovedì 28 dicembre 2017

Gel di Fieno Greco, ricetta e preparazione - Le Ricette



Come abbiamo già visto nell'articolo precedente, il Fieno Greco è l'ideale sostituzione naturale del balsamo per capelli, rifornisce i capelli di una forte idratazione, andando così a prevenire e parzialmente riparare la secchezza dei fusti.
In questo articolo vediamo insieme come estrarre il gel dai semi. Il gel si presenta color miele bruciato, con una consistenza leggermente più fluida dei gel commerciali. Va conservato in frigorifero e conserva le proprie prorpietà per circa una settimana o dieci giorni al massimo.

Ingredienti per la preparazione di 1 litro di gel

  • 50 gr di semi di Fieno Greco
  • 1,5 lt di acqua calda

Strumenti

  • una ciotola di plastica
  • un pentolino con coperchio
  • un cucchiaio d'acciaio
  • un colino
  • uno schiacciapatate o un frullino a immersione


Procedimento

  • Innanzitutto scaldiamo mezzo litro d'acqua senza farlo bollire
  • Versiamo i semi nella ciotola di plastica e aggiungiamo poco alla volta l'acqua calda
  • Lasciamo riposare per tutta la notte
  • Il mattino seguente, versiamo tutto il contenuto della ciotola in un pentolino, copriamo col coperchio e scaldiamo a fuoco dolce. Lasciamo cuocere fino a ebollizione e quindi lasciamo bollire per circa 15 minuti girando ogni tanto con il cucchiaio per evitare che il contenuto tracimi e i semi si attacchino al bordo del pentolino.
  • Spegniamo il fuoco, lasciamo intiepidire un poco e frulliamo il tutto usando il frullino a immersione, oppure passiamo tutti i semi nello schiacciapatate, quindi versiamo di nuovo tutto nel pentolino e riprendiamo la cottura fino alla nuova ebollizione.
  • Spento il fuoco, filtriamo il contenuto del pentolino usando un colino.
  • A questo primo passaggio, otterremo un gel molto denso e ricco di polvere di semi. Si ottiene in questo modo una sorta di cremina che è più assimilabile alla polvere di fieno greco reidratata che non al gel. Questa cremina è utilissima da aggiungere agli impacchi di erbe perché funge nel contempo da liquido, da collante e ne migliora la spalmabilità senza che si corra il rischio di ottenere un impasto eccessivamente fluido.
  • Scaldiamo il restante litro d'acqua nel pentolino e aggiungiamo nuovamente i semi già filtrati col colino.
  • Lasciamo cuocere a fuoco dolce tutto il tempo che occorre perché i semi rilascino le mucillagini, e quando il liquido avrà raggiunto la giusta consistenza gelificata, spegniamo il fuoco e filtriamo di nuovo. Quello che otteniamo da questo passaggio è appunto il gel.
  • Aiutiamoci con il cucchiaio per schiacciare bene i semi nel colino, così da tirare fuori quanto più gel possibile. 
  • Se alla fine di questo passaggio vediamo che i semi sono ancora ricoperti da uno strato consistente di gel, possiamo scaldare altri 300 ml di acqua e ripetere la cottura e il filtraggio. Questo passaggio può essere ripetuto anche altre due o tre volte, finché i semi saranno "esausti" e si presenteranno, dopo il filtraggio, appena umidi e completamente maciullati.
  • Versiamo il gel ottenuto in uno o due contenitori con coperchio e conserviamo in frigorifero.


Ulteriori suggerimenti

  • Non allarmatevi se il liquido non gelifica subito, alle volte, soprattutto quando è inverno, questo processo richiede più tempo di cottura.
  • Non alzate la fiamma per abbreviare i tempi di gelificazione, rischiate solo di ottenere sul fondo del pentolino uno strato compatto di semi e mucillagini troppo cotti per essere utilizzati e in superficie della semplice acqua colorata.
  • Conservate il gel in vasetti o contenitori dall'imboccatura larga, vi sconsiglio di conservarlo in bottiglie o flaconi perché poi diventa difficile estrarre tutto il prodotto, soprattutto quando è agli sgoccioli.
  • Se avete capelli corti o in casa siete gli unici ad utilizzare il gel di Fieno Greco, vi consiglio di utilizzare la metà, se non addirittura un quarto della dose suggerita in questa ricetta, perché trattandosi di un prodotto senza conservanti dopo qualche tempo si altera e dovreste buttarlo.
  • Se il gel dovesse avanzarvi e temete di non riuscire a consumarlo per tempo, potete versarlo nei contenitori in silicone che si usano per fare i cubetti di ghiaccio e congelarlo così in pratiche monoporzioni da scongelare al momento dell'uso.
  • Il gel di Fieno Greco ha l'odore del finocchietto cotto, un odore che personalmente non trovo disturbante, ma se lo reputate sgradevole potete aggiungere al gel qualche goccia di olio essenziale profumato.
  • L'odore del gel non è comunque persistente se lo utilizzate come impacco da risciacquo e non come prodotto di styling, se quindi la sua fragranza non vi disturba più di tanto, potete anche applicarlo senza alcuna aggiunta.


Utilizzi del gel di Fieno Greco

Il gel di Fieno Greco può essere utilizzato puro o come addizionante ad altre sostanze utili ai nostri capelli, ecco di seguito una serie di suggerimenti utili

Impacco idratante post-shampoo con solo gel:

Possiamo spalmare il gel sui capelli dalle radici alle punte subito dopo lo shampoo, massaggiamo bene in cute così da permetterne l'assorbimento da parte di pelle e follicoli.
Scopi dell'impacco: idratare i fusti seccati da trattamenti errati, agenti atmosferici, stress, semplice vecchiaia del capello; idratare e sfiammare la cute irritata, secca, sensibile o soggetta a forfora.
Tempo di posa: dai 15 ai 30 minuti, dopodiché è possibile risciacquare con semplice acqua

Impacco idratante e volumizzante con gel e farina di riso:

In una ciotolina mixate una certa quantità di gel a 3-4 cucchiai di farina di riso, quindi lasciate riposare e nel frattempo fate lo shampoo. Al momento dell'applicazione, controllate se sia necessario aggiungere un altro cucchiaio di gel al preparato, quindi applicate sui capelli ancora appena umidi (non grondanti).
Scopi dell'impacco: idratare capelli tendenti al secco, volumizzare capelli sottili o chiome scarse, disciplinare capelli crespi o con la tendenza ad annodarsi.
Tempo di posa: dai 30 minuti alle 2 ore. Più tempo riuscite a tenerlo su, meglio è. Si risciacqua con semplice acqua.
Consiglio aggiuntivo: dopo questo impacco i capelli possono mostrare inizialmente un aspetto "vetrificato" e sembrare più indistricabili del solito. Districate con pazienza e a lungo, sentirete la superficie dei fusti diventare via via più liscia e uniforme sotto le mani, e i capelli acquisiranno sempre più lucentezza e morbidezza. Se non avete capelli ricci, dopo aver districato procedete con la cinghialina per ottenere il massimo risultato di morbidezza e splendore.

Addizionante all'hennè o altre erbe: 

Il gel di Fieno Greco (o la cremina di polvere reidratata) può andare a sostituire i liquidi necessari a preparare l'impasto di hennè o di altre erbe da impacco.
Scopo dell'addizione all'impacco: le sue proprietà idratanti bloccano l'effetto secchezza causato da molte erbe a posa prolungata come può essere la Lawsonia Inermis. Nel contempo, idratando, veicola meglio le molecole coloranti e permette una presa maggiore del colore e/o sostanze nutrienti. Migliora la spalmabilità di polveri dal taglio grossolano. Aumenta il volume dell'impasto, permettendoci piccole riduzioni nella quantità di erba da utilizzare (e conseguentemente un risparmio sul lungo periodo). Rende i capelli più districabili dopo la rimozione dell'impacco.


Addizionante negli shampoo naturali: 

Sostituire il gel all'acqua per la preparazione di impacchi detergenti a base di farine o erbe è l'ideale per chi vuole lavare i capelli in modo naturale ma con questi sistemi si ritrova capelli ingestibili e per nulla fluenti. Soprattutto nella farina di ceci, impedisce che l'impacco indurisca troppo i capelli e diventi impraticabile per periodi prolungati nel tempo. Oltretutto, il gel ha un pH basico, il che lo rende adattissimo anche nella preparazione dell'impasto con la Ghassoul, che necessita appunto di un ambiente basico/neutro per detergere al meglio.


Gel per lo styling:

Essendo costituito principalmente di mucillagini e acqua, e quindi privo di resine o colle sintetiche, il gel di Fieno Greco può tranquillamente essere utilizzato in sostituzione dei prodotti per styling senza correre il rischio di impedire la traspirazione del capelli, ma anzi sapendo di contribuire alla sua idratazione ulteriore. Utilissimo è il suo uso per tenere in ordine le acconciature evitando così che i capellini sguscino fuori da tutte le parti.
Per chi ha capelli ricci, applicare un po' di GFG sui riccioli ne favorisce la lucentezza e la definizione senza appesantirli o indurirli.


 Gel come base per il leave-in: 

Usato in piccole quantità, il GFG può sostituire l'acqua che usiamo nebulizzare sui capelli prima del leave-in, in questo modo andiamo a potenziare ulteriormente l'idratazione forzata data da questo trattamento.

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mercoledì 15 novembre 2017

Il Fieno Greco (Trigonella Foenum Graecum) - Doni della Natura



Il Fieno Greco è una pianta di origine greca o probabilmente asiatica, fu importata in Italia in epoca romana grazie alle sue molteplici straordinarie proprietà benefiche, sia in ambito alimentare, sia in ambito cosmetico.
I semi sono la parte che in cosmesi viene utilizzata di più, perché ricchi di mucillagini dalla forte azione idratante e lenitiva.


Fieno Greco e capelli


In India il Fieno Greco è conosciuto col nome di Methi e viene utilizzato come base preparatoria per moltissime ricette cosmetiche, sia per i detergenti per capelli (famoso è lo shampoo realizzato mixando farina di ceci e gel o crema di Fieno Greco), sia per gli impacchi idratanti.
Il motivo principale per cui questa pianta è così famosa anche qui in Italia è appunto la sua capacità di idratare e disciplinare i capelli, capacità che la rende una sostituzione perfetta ai balsami di tipo commerciale, ma essa possiede moltissime altre doti:
- Idratante
- Lucidante
- Disciplinante
- Seboregolatrice
- Leggermente detergente
- Riduzione della caduta dei capelli
Il Fieno Greco infatti, idratando la cute, aiuta a regolarizzare la produzione di sebo (in particolar modo in casi di cute grassa) riducendo gli inestetismi dovuti alla scorretta produzione di sebo e migliorando conseguentemente la traspirazione dei fusti e la salute del capello stesso. Per lo stesso motivo, questa pianta aiuta tantissimo a combattere la forfora, il suo uso costante nel tempo elimina totalmente questo problema.
I suoi semi contengono una moderata quantità di saponine che svolgono un'azione detergente rimuovendo le polveri sottili e le impurità depositatesi sul capello.
Infine, questa pianta è ricchissima di elementi utili a rinforzare e rinvigorire i capelli a partire dai bulbi, fattore che, unito alle capacità idratanti e seboregolatrici, riduce sensibilmente la perdita di capelli e aiuta, soprattutto nel periodo autunnale, a limitare la perdita di massa a causa dell'aumento di caduta caratteristico di questa stagione.


In quali ricette si può usare il fieno greco?


Praticamente in tutte quelle che utilizziamo per la cura dei nostri capelli. Il gel può tranquillamente andare a costituire la fase acquosa dei nostri impacchi, mentre la polvere, precedentemente idratata, aiuta a migliorare nettamente la spalmabilità di impasti realizzati con erbe triturate non proprio finemente grazie alla capacità di coesione delle mucillagini.
Utilizzare il gel di Fieno Greco nell'hennè in sostituzione della normale acqua è un ottimo sistema per evitare la secchezza post-hennata, soprattutto se siamo all'inizio del percorso di recupero della chioma e abbiamo capelli particolarmente secchi e sfibrati.
Il gel può essere applicato anche puro sia come impacco idratante post-shampoo, sia usato come prodotto di styling.
La polvere di Fieno Greco reidratata, può essere aggiunta all'hennè e ad altri impasti erbacei per migliorarne la spalmabilità, oppure utilizzata per preparare il classico Methi indiano, aggiungendovi farina di ceci da utilizzare poi come shampoo.


Fieno Greco e pelle


Questa pianta si potrebbe definire quasi una panacea della pelle, ricchissima di vitamine, proteine e sali minerali, ha tantissime azioni benefiche:
- Idratante
- Elasticizzante
- Tonificante
- Purificante
- Drenante
- Antinfiammatorio
Esattamente come per i capelli, usare il Fieno Greco sulla pelle aiuta a idratarla in profondità, eliminando dunque secchezza e tutte le problematiche connesse a una condizione di disidratazione dell'epidermide.
L'uso costante favorisce il rinnovamento cellulare, aiutando le pelli mature a riacquistare luminosità e vigore.
Applicare e massaggiare l'impacco di Fieno Greco (polvere reidratata) nelle zone del corpo colpite dalla cellulite riduce questo inestetismo, contrastando la ritenzione idrica e migliorando conseguentemente la circolazione sanguigna, donando un senso di benessere e leggerezza alle gambe.
La proprietà elasticizzante del Fieno Greco restituisce tono alla pelle, rassodandola e attenuando le rughe d'espressione.
Sviluppare una routine di pulizia del viso che includa l'utilizzo del Fieno Greco (in gel o in polvere reidratata) è l'ideale per trattare le pelli impure soggette a problemi di acne e punti neri.
Il Fieno Greco ha anche proprietà antinfiammatorie, riduce quindi i rossori cui vanno spesso soggette le pelli sensibili.


Fieno Greco in semi o in polvere?


La scelta se acquistare il Fieno Greco in semi interi o in polvere è piuttosto relativa alle proprie abitudini e preferenze personali, in quanto la resa in effetti è sostanzialmente la stessa.
Mentre nell'utilizzo dei semi si ottiene un gel perché dopo la bollitura il composto viene filtrato e separato dai semi, nell'uso della polvere si ottiene una pastella che si applica senza nessun processo di filtrazione.

Ulteriori curiosità sul Fieno Greco


Questa pianta contiene fitoestrogeni (la versione vegetale degli ormoni femminili) e per questo consumare fieno greco favorisce lo sviluppo delle forme femminili. Stimola le ghiandole mammarie e conseguentemente il seno avrà un aspetto più voluminoso e pieno.
Per lo stesso motivo, il Fieno Greco aumenta la montata lattea durante l'allattamento, unica nota dolente a riguardo: dà al latte un sapore sgradevole quindi è bene non eccedere con le quantità di Fieno Greco.
Le sue proprietà antinfiammatorie lo rendono ideale per sedare i bruciori di stomaco e i problemi intestinali causati da coliti e irritazioni.
Coloro che soffrono di diabete possono consumare moderate quantità di Fieno Greco, così da favorire un abbassamento del tasso di zuccheri nel sangue, ovviamente il consumo va fatto con moderazione per non incorrere in attacchi di ipoglicemia, e soprattutto per evitare contrasti con eventuali medicine.

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