sabato 17 giugno 2017

La Sherazade, che cos'è e come si fa - Capellomanie per Principianti



La sherazade è un trattamento che prende poeticamente il nome dalla protagonista de Le mille e una notte.
In realtà non conosciamo la routine capillifera di Sherazade, perché si tratta di un personaggio inventato, il suo nome, però, è divenuto la definizione di questa cura tricologica ideale per chi ha capelli molto secchi che necessitano di una forte dose di idratazione.
Consiste in un impacco a base di sostanze idratanti cui viene aggiunta un'erba tintoria o ricostituente per i capelli.Se aggiungiamo un'erba tintoria, la sherazade funge anche da trattamento rivitalizzante per il colore, e conferisce splendidi riflessi.
La Sherazade si applica a capelli puliti e si risciacqua senza lavaggio a posteriori, reidrata i capelli rendendoli morbidi, disciplinati e più resistenti agli stress meccanici, prevenendo tutti i danni causati dalla disidratazione.

Come si fa una Sherazade?


Questo trattamento può essere realizzato in due modi, in base al tipo di routine che seguite, i risultati sono molto simili, differiscono leggermente soltanto i tempi di posa.

Sherazade con balsamo


- 3 cucchiai di hennè o altra erba rinforzante
- 4-6 cucchiai di balsamo in base alla vostra lunghezza e massa
- 1 cucchiaio scarso di olio a scelta (evitare il ricino e il semi di lino, troppo viscosi)

Mescere i tre ingredienti fino ad ottenere una pastella uniforme e liscia della stessa densità dello yogurt greco
Spennellare uniformemente sui capelli dalle radici alle punte
Raccogliere la chioma sulla testa e fissare con una molletta per capelli
Avvolgere una pellicola o una busta di plastica intorno al capo, poi coprire tutto con un'asciugamani per favorire l'assorbimento.
Tenere in posa per un'ora circa.
Riasciacquare abbondantemente e chiudere il trattamento con il risciacquo acido.

Sherazade total natural


- 3 cucchiai di hennè o altra erba rinforzante
- 6-7 cucchiai di farina di riso in base alla vostra lunghezza e massa
- mezzo bicchiere di gel di fieno greco
- 1 cucchiaio scarso di olio a scelta (evitare il ricino e il semi di lino, troppo viscosi)

Mescere gli ingredienti polverosi, aggiungendo lentamente il fieno greco fino ad ottenere una pastella uniforme e liscia della stessa densità dello yogurt greco
Spennellare uniformemente sui capelli dalle radici alle punte
Raccogliere la chioma sulla testa e fissare con una molletta per capelli
Avvolgere una pellicola o una busta di plastica intorno al capo, poi coprire tutto con un'asciugamani per favorire l'assorbimento
Tenere in posa per due ore circa
Risciacquare abbondantemente e chiudere il trattamento con il risciacquo acido.


F.A.Q.

Cosa fare dopo la sherazade?

Dopo il trattamento, se vediamo che le punte hanno ancora un'aria stanca, possiamo applicare un leggero leave-in, altrimenti non è necessario.

Quando fare la sherazade?

Questo trattamento è perfetto per preparare i capelli ad una giornata sulla spiaggia o in piscina, prima di affrontare un lungo viaggio in cui i capelli verranno stressati di più, oppure come coccola durante una pausa studio mentre si preparano gli esami.
Si può ripetere anche una volta a settimana, se però soffrite di cute grassa vi consiglio di farla ogni 15-20 giorni al massimo, meglio ancora se solo una volta al mese.


Cosa fare se il balsamo lascia i capelli troppo pesanti?


Riduciamo la quantità di balsamo prevista dalla ricetta, oppure aggiungiamo un cucchiaio di farina di riso o di amido di riso/mais, che oltre ad avere forti poteri idratanti hanno anche proprietà volumizzanti per i capelli.


Non trovo alcuni degli ingredienti, con cosa posso sostituirli?

- Fieno greco: semi di lino (gel), maizena (gel), amido di riso (sciolto in acqua), yogurt, miele
- hennè neutra (non colorante): amla, kapoor, shikakai, brahmi, neem
- hennè rossa: robbia
- hennè nera: katham
- mix di hennè per il castano: cacao
- farina di riso: amido di riso, maizena (polvere), crema di riso

martedì 30 maggio 2017

Leave-in: cos'è e come si fa - Capellomanie per Principianti



Un capello sano è rivestito da un sottile film lipidico che protegge il fusto dagli agenti esterni fungendo da scudo protettivo.
Quando questo film si deteriora a causa di cure sbagliate, trattamenti invasivi, stress e l'usura naturale del tempo, il capello non è più protetto correttamente e va incontro a tutta una serie di processi che ne intaccano la salute e conseguentemente la bellezza.
Per salvaguardare la nostra chioma da questo processo, oltre alla scelta di cure e trattamenti adeguati e rispettosi dei nostri capelli, possiamo ricorrere a un trattamento che gli inglesi chiamano leave-in.
In pratica il leave-in è un trattamento che va a fare da scudo, supplendo alla carenza del naturale scudo dei nostri capelli, ormai troppo rovinato per proteggere la chioma in modo adeguato.
La natura ci ha fornito di una serie infinita di sostanze che possono fungere da scudo naturale: gli oli e i burri.
Quando applichiamo un olio o un burro sui capelli leggermente inumiditi con un nebulizzatore, andiamo a favorire tutta una serie di processi utili al benessere del capello:

  • proteggiamo il capello dagli agenti esterni che possono deteriorarlo (sole, vento, polvere, smog)
  • creiamo una "pellicola" che, a differenza delle pellicole siliconiche, permette al capello di respirare pur garantendo protezione
  • impediamo l'evaporazione massiva dell'acqua interna ai fusti, mantenendoli idratati, e con il supplemento dell'acqua applicata prima dell'olio instauriamo un'idratazione passiva "forzata" che aiuta capelli che tendono a seccare a mantenersi idratati
  • nutriamo i capelli 

Cose da sapere prima di praticare il leave-in


  • Se abbiamo l'abitudine di asciugare i capelli col phon, il leave-in va praticato DOPO l'asciugatura completa, perché l'azione riscaldante del phon causerebbe un effetto forno che andrebbe a danneggiare i capelli
  • Per il leave-in si usano quantità di olio PICCOLISSIME (qualche goccia se avete capelli corti, un cucchiaino molto scarso se avete capelli di media lunghezza, mezzo cucchiaio se avete capelli molto lunghi)
  • Per il leave-in è bene scegliere oli leggeri o medi e poco viscosi, quindi è bene evitare olio di semi di lino, olio d'oliva e olio di ricino che sono particolarmente viscosi e untuosi.
  • Il leave-in può essere ripetuto quotidianamente, è consigliabile praticarlo la sera, prima di andare a dormire, così da evitare che renda il capello ricettacolo di particelle volatili nell'aria quando siamo in giro, e così da permettergli di assorbire eventuali eccessi di olio e non avere così capelli dall'aspetto unto.
  • Il leave-in non si pratica MAI in radice.
  • Si tratta di un trattamento particolarmente indicato a chi ha capelli secchi o denutriti, ma può aiutare, se praticato con moderazione, anche chi soffre di capelli grassi.

Come scegliere l'olio giusto per il leave-in


Ogni capello predilige un tipo di olio o burro (i miei, ad esempio, adorano il burro di karitè, ma odiano l'olio di cocco, che posso usare solo come pre-shampoo), per trovare quello più adatto alla nostra chioma partiamo dagli oli più leggeri e poco comedogeni. L'importante è non orientarsi subito verso oli pesanti o molto viscosi, che tendono ad affastellare e soffocare i capelli se restano sul fusto oltre il tempo necessario a un impacco pre-shampoo.
Applichiamo gli oli in piccole quantità e ripetiamo il leave-in almeno 7-10 volte così da dare il tempo ai capelli di assestarsi e capire effettivamente se l'olio in prova piace o meno ai capelli.

Come si fa il leave-in (sui capelli lisci)

Quando i capelli sono perfettamente asciutti, andiamo a districarli con il pettine o con la spazzola districante (tangle teezer e simili) così da eliminare tutti i possibili nodi, e una volta eliminati i nodi - ossia quando potremo passare le dita tra i capelli dalle radici alle punte senza trovare intoppi - con l'aiuto di un nebulizzatore, andiamo a inumidire leggermente i capelli dalle orecchie in giù.
Spazzoliamo con la cinghialina per distribuire uniformemente l'acqua nebulizzata.
Preleviamo una piccola porzione di olio o di burro, strofiniamola tra i palmi delle mani e passiamo le mani sui capelli, cercando di soffermarci particolarmente sulle punte, che sono la parte più vecchia della chioma.
Spazzoliamo di nuovo con la cinghialina così da uniformare la distribuzione dell'olio per tutta la lunghezza del fusto ed evitare accumuli che potrebbero ungere i capelli.


Come si fa il leave-in (sui capelli mossi o ricci)

Quando i capelli sono perfettamente asciutti, nebulizziamoli aiutandoci con un nebulizzatore dalle orecchie in giù.
Per distribuire uniformemente l'acqua sui riccioli, andiamo a "stringerli" delicatamente in mano ciocca a ciocca, raccogliendoli verso l'alto e poi rilasciando i capelli per un paio di volte.
A questo punto preleviamo piccole porzioni di olio o di burro, strofiniamole tra i palmi delle mani e passiamo le mani sui capelli, avendo cura di "stringere" delicatamente piccoli gruppi di riccioli per aiutarli a mantenere la forma giusta e nel contempo favorire la corretta distribuzione del prodotto.



Leave-in a capelli asciutti


Questo trattamento, di tanto in tanto, può anche essere fatto a capelli asciutti, se ad esempio si utilizza l'olio di cocco, oppure se l'olio che utilizziamo piace particolarmente ai nostri capelli.
Sconsiglio però di praticare il leave-in a capelli asciutti più di una o due volte a settimana perché in questo modo si rischia di seccare i capelli.


Un leave-in ben fatto lascia i capelli morbidi e lucenti, ma senza lasciarli unti o con la tendenza ad affastellarsi, riduce la formazione di nodi e rende i capelli più elastici e quindi resistenti agli stress meccanici.
Qualora dovessimo esagerare con l'olio e ritrovarci con capelli unti, basterà inumidire la spazzola col nebulizzatore e spazzolare i capelli fino ad eliminare l'eccesso di olio, o ancora si potranno raccogliere i capelli in una treccia morbida e scioglierla dopo 5-6 ore, quando l'olio in eccesso sarà svanito.


Il video in cui mostro come fare il leave-in



lunedì 1 maggio 2017

Preparare i capelli all'estate - Cura dei Capelli

Ormai siamo a Maggio ed è giunto il tempo di preparare i nostri capelli ad affrontare senza danni l'imminente estate.
Questo non vale solo se abbiamo la possibilità di andare in vacanza al mare o a fare piscina, è importantissimo proteggere i capelli nei mesi estivi per due ragioni fondamentali:
1) il clima, nei mesi caldi si presentano determinate condizioni ambientali che, sia in vacanza sia in città, causano danni ai capelli
2) aiutare già da ora i capelli ad affrontare la caduta fisiologica della stagione autunnale così da prevenirne i danni
In questo articolo sono raccolti un buon numero di trattamenti che ci aiutano a garantire il benessere della nostra chioma negli afosi mesi estivi, suddivisi in base agli elementi che possono danneggiare i capelli, con dei focus specifici riferiti ai diversi tipi di capelli. 



Sole

Le giornate si stanno allungando, c'è più luce, il sole diventa più forte, e questo se da un lato aiuta il nostro sistema endocrino a produrre più serotonina, facendoci sentire più leggeri e di buon umore, dall'altro lato ci rende doveroso proteggerci dai raggi solari. Esattamente come la pelle, da Maggio a Ottobre, va protetta con i filtri solari, allo stesso modo dobbiamo agire sui capelli, in quanto la nostra bellissima stella portatrice di vita e tepore determina la disidratazione dei fusti con conseguente effetto paglia, oltretutto alcune capigliature già provate da altri stress, a causa del sole finiscono con lo schiarirsi, è questo è un male perché è indice di perdita di cheratina, ossia i fusti si destrutturano, e nell'arco di tre o quattro mesi i capelli saranno diventati troppo fragili e finiranno con lo spezzarsi, facendo crollare drasticamente il nostro potenziale di crescita e la salute della chioma.
Non importa se andiamo in vacanza al mare, in montagna o restiamo in città a sgobbare a lavoro o sui libri per preparare gli esami, il sole è ovunque e ovunque è importantissimo proteggerci.
I sistemi più efficaci per proteggere i capelli dal sole sono:
  • Cappello a tesa larga: è un filtro fisico contro il sole, protegge da circa il 60% dei raggi solari. Personalmente non esco mai di casa senza il mio fedele cappellone a tesa larga. Possiamo indossarlo sui capelli sciolti, oppure raccoglierli e calcarci sopra il capello così da esporli alla luce il minimo possibile.
  • Olio di cocco: l'olio di cocco ha una capacità di filtrare i raggi solari del 4%, è un filtro molto basso, ma associato al cappello garantirà una protezione efficacissima contro i raggi solari, prevenendo tutti i problemi suelencati. Applicato in piccolissime dosi sui capelli asciutti prima di uscire di casa li protegge dai danni di una prolungata esposizione al sole

Calore

Le alte temperature possono essere di due tipi: secche o umide. Le prime sono caratterizzate da un'aria asciutta, le seconde da un'elevata percentuale di umidità. In entrambi i casi, il calore causa danni ai capelli privandoli della naturale gradazione acquosa presente nei fusti, soprattutto in presenza del calore umido, la percentuale di umidità presente nell'aria tenderà a strappare l'acqua ai capelli per osmosi.
Per proteggere i capelli da questo fenomeno, il migliore scudo è il leave-in.
Come abbiamo già potuto leggere nell'articolo dedicato a questo trattamento, il leave-in garantisce una protezione suppletiva dagli agenti esterni. La barriera dell'olio impedisce al calore di disidratare i capelli, aiutandoli a mantenersi in salute.
Il leave-in in estate va praticato tutti i giorni così da garantire ai capelli una protezione costante. Per evitare di ungere eccessivamente i capelli, applichiamo una minuscola quantità di olio  a capelli umidi e distribuiamola uniformemente prima con le mani e poi con pettine e spazzola. 


Salsedine e Cloro

Quando andiamo al mare o in piscina, ai due fattori elencati sopra si aggiungono l'azione dell'immersione in acqua, e l'azione aggressiva della salsedine nel caso del mare e del cloro nel caso della piscina.
L'acqua è all'origine dell'Hygral Fatigue, ossia il fenomeno per cui la prolungata immersione in acqua causa perdita di cheratina ai capelli (ne parlerò più approfonditamente in uno dei prossimi articoli), per cui è importante proteggerli prima di fare un bagno o una nuotata e di riportarli in condizioni di equilibrio dopo.

  • L'olio di cocco è quello che, secondo gli studi tricologici effettuati, si è rivelato il più efficace a proteggere i capelli da questo problema, quindi prima di fare un bagno è bene applicare una abbondante dose di olio di cocco sui capelli asciutti e distribuirlo bene con un pettine o con la spazzola di setole. L'olio protegge anche da salsedine e cloro, che contribuiscono alla disidratazione e allo sfibramento del capello.
  • Immediatamente dopo il bagno, è importantissimo risciacquare abbondantemente per eliminare salsedine o cloro dai capelli. A questo punto, se usate prodotti naturali potete anche procedere con uno shampoo, se invece usate prodotti commerciali e andate a mare o in piscina tutti i giorni, per evitare di stressare ulteriormente il capello, evitate di fare lo shampoo e procedete con un risciacquo acido.

Consigli generali

Non dimentichiamo che in estate la cosa più importante è mantenere i capelli idratati, quindi potenziamo gli impacchi idratanti con:
  • i gel naturali utilizzati come impacco pre-shampoo e come base acquosa per i leave-in.
  • la polvere di fieno greco come impacco pre-shampoo o come supplemento agli impacchi di erbe.
  • il latte di cocco, usato nelle maschere alle erbe idrata molto di più rispetto alla semplice acqua
Poiché in estate tendiamo a sudare, e col sudore anche i capelli finiscono con lo sporcarsi prima e venire stressati di più, è bene avere sempre in borsa uno stick o delle forcine con cui poter fare un raccolto d'emergenza anticalore.
Prossimamente sul canale sarà disponibile un video relativo proprio a una serie di acconciature anticaldo pratiche, veloci e fattibili anche per chi è proprio negato nelle acconciature.





martedì 25 aprile 2017

Conservazione degli oli - Doni della Natura

Come ben sappiamo, quanto più un prodotto è naturale, non raffinato e privo di conservanti, tanto più è soggetto al naturale fenomeno della degenerazione chimica, con conseguente alterazione e perdita delle sue proprietà nutritive e cosmetiche.
Di tutte le sostanze naturali che utilizziamo per la cura dei capelli e del corpo, quelle di cui ci preme più garantirne la corretta conservazione sono gli oli, questo perché innanzitutto sono le materie prime che costano più di tutte le altre, e in secondo luogo perché l'utilizzo di un olio ormai irrancidito può addirittura rivelarsi dannoso per la nostra cosmesi (in particolare nel caso di applicazione sulla pelle).
Molto spesso l'irrancidimento di un olio rischia di venire favorito da un uso scorretto dello stesso o da un metodo di conservazione sbagliato, in questo articolo andremo dunque ad analizzare tutti gli accorgimenti necessari per garantire lunga vita ai nostri oli.


Durata naturale degli oli


Ciascun olio ha una particolare composizione chimica che gli conferisce proprietà specifiche, dalla sua composizione si determinano pure una serie di fattori che ne influenzano la durata naturale (ossia senza contaminazioni o azioni esterne). Sappiamo che quanto più è delicato un olio, tanto più breve sarà la durata della sua vita e la suscettibilità agli agenti esterni.


CALORE

Il primo fattore che determina "la vita" di un olio è la termolabilità, ossia la sua resistenza al calore. Più un olio è termolabile, più breve sarà la sua vita.

Tra gli oli suscettibili al calore ricordiamo:

olio di anguria
olio di borragine
olio di camelia
olio di camelina
olio di canapa
olio di cannella
olio di carota
olio di cartamo
olio di cotone
olio di cumino
olio di enotera
olio di germe di grano
olio di lino
olio di mandorle dolci
olio di ribes nero
olio di rosa mosqueta
olio di semi di lino
olio di semi di zucca
tutti gli oleoliti
squalene

Gli oli non suscettibili al calore sono invece:

olio di albicocca
olio di arachidi
olio di argan
olio di jojoba
olio di andiroba
olio di avocado
olio di baobab
olio di broccolo
olio di cacao
olio di caprilico e sintetici
olio di cocco
olio di girasole
olio (o burro) di karité
olio di macadamia
olio di neem
olio di nocciola
olio di olys
olio d'oliva
olio di palma
olio di ricino
olio di riso
olio di sesamo
olio di squalene
olio di vinaccioli
tocoferolo
squalane

la fonte di entrambi gli elenchi è NaturaeBellezza


Conoscere la termolabilità dell'olio che utilizziamo per la nostra cosmesi ci permette di adottare quei piccoli accorgimenti per aiutarlo a sopravvivere al massimo delle sue possibilità. L'essenziale, quando utilizziamo un olio termolabile, è la conservazione in luoghi lontani dalle fonti di calore e poco soggetti agli sbalzi termici.
Via gli oli, quindi, da ambienti come la cucina o il bagno, due stanze in cui tendono ad accumularsi calore e umidità. Nella prima ogni qual volta si cucina, nel secondo ogni qual volta facciamo il bagno o la doccia o azioniamo la lavatrice e lo scaldabagno.
Conserviamo gli oli in credenze lontane dai caloriferi, lontano dalle finestre o dalle pareti esterne (soprattutto se avete pareti molto sottili e male isolate).

LUCE

Un secondo fattore che influenza la vita di un olio è la sua ossidabilità alla luce. Praticamente tutti gli oli ossidano con la luce, l'ossidazione fa perdere loro proprietà e li fa irrancidire.
Tenere gli oli lontani dalla luce è dunque il primo passo GENERALE per una corretta conservazione. Normalmente gli oli vengono contenuti in flaconi di vetro scuro (blu, verde, marrone), perché il colore scuro riduce la quantità di luce che entra in contatto con l'olio, riducendone conseguentemente l'effetto ossidativo.
Molti oli che si acquistano negli alimentari internazionali, però, sono conservati in flaconi di vetro trasparente, è necessario ovviare al problema "imbrunendo" le bottiglie.
Potete dipingere l'esterno delle bottiglie con un colore scuro per vetro, oppure optare per una più pratica applicazione, intorno alla boccetta, di uno o più strati di carta da pane, fermata con del nastro adesivo.
Sconsiglio il travaso dell'olio in un'altra bottiglia perché in casa è piuttosto difficile sterilizzare correttamente e rischieremmo di ottenere l'effetto opposto, ossia travasare un olio in una bottiglia non correttamente sterilizzata e contaminare l'olio, abbattendone drasticamente la durata.
Un secondo accorgimento è, ovviamente, quello di non esporre mai gli oli alla luce diretta del sole e di conservarli in un luogo dove batta poca luce, quindi lontano dalle finestre e in mobili con le ante piene (niente credenze a vetri, niente mensole aperte).


ARIA

Un terzo fattore (quasi inevitabile) è il contatto con l'aria. Ogni volta che apriamo il flacone d'olio, esso entra in contatto con l'aria e la parte superficiale del liquido subisce delle micro-ossidazioni. Per questo è IMPORTANTISSIMO chiudere bene il tappo e tenere i flaconi aperti il minimo indispensabile all'utilizzo degli stessi.
Se il tappo di un flacone dovesse rompersi o non chiudere bene, cercate una sostituzione o applicate una pellicola trasparente all'imboccatura della bottiglia e avvitate saldamente il tappo così da ridurre la penetrazione dell'aria all'interno.

BATTERI E CONTAMINAZIONI

I due seguenti fattori che distruggono la vita di un olio sono la carica batterica e le contaminazioni esterne. Li metto insieme perché questi sono fattori determinati non solo dalla conservazione scorretta, ma soprattutto dall'uso sbagliato che facciamo dei nostri oli.
Innanzitutto, per evitare le contaminazioni cosiddette "ambientali" è importante che il luogo di conservazione, oltre ad essere fresco e riparato dalla luce diretta, sia asciutto. Un luogo umido e tendente a formare la muffa potrebbe causare contaminazioni all'olio contenuto nel flacone o nel barattolo, perché dopo la prima apertura si perde l'ermeticità del contenitore.
In secondo luogo, è importantissimo maneggiare gli oli con le dovute cautele:

  • Mai mettere le mani nel barattolo dell'olio o versare l'olio in mano appoggiando il palmo all'imboccatura della bottiglia. L'olio si preleva col cucchiaio, o si versa nel palmo della mano senza creare contatto tra la pelle e l'olio contenuto nel flacone. Anche quando avete le mani perfettamente pulite e appena lavate, infatti, sulla pelle c'è una naturale carica batterica (protettiva per la nostra pelle dagli attacchi esterni, ma dannosa per gli oli).
  • Mai versare nuovamente nel flacone l'olio non utilizzato che sia già entrato in contatto con fattori e strumenti esterni. Se ve ne avanza un pochino, distribuitelo sulle mani come fosse una crema e massaggiate, oppure conservatelo in quei piccoli contenitori da tester che si trovano sia nei negozi di cosmetici sia in tutti i negozietti cinesi di cianfrusaglie varie a prezzi più che abbordabili
  • Utilizzare SEMPRE strumenti perfettamente puliti

Altri consigli generici:

  • Non aprire dieci tipi di oli alla volta, per non ritrovarci poi a dover eccedere con gli impacchi e l'uso in una corsa contro il tempo prima dell'irrancidimento naturale degli stessi.
  • Quanto più delicato è un olio, tanto più breve sarà la sua durata. Gli oli termolabili naturalmente durano intorno ai 6-7 mesi a causa dei naturali cambi di temperatura tra stagioni, quindi evitiamo di acquistarne grandi quantità da tenere come scorta, perché rischiamo solo di perdere soldi e sprecare importantissima materia prima. Gli oli non termolabili hanno una durata che varia dai 2 ai 4 anni, se correttamente conservati.
  • Non scaldare assolutamente gli oli termolabili, si perdono tutte le proprietà e diventano materia pressoché inerte, oltre a irrancidire molto prima. Gli oli non termolabili, per quanto possano essere scaldati, è bene scaldarli il meno possibile per aiutarli a durare più a lungo. Anche l'olio di cocco nel suo aspetto solido, ad esempio, è meglio prelevarlo con un cucchiaino dal barattolo e poi scaldarlo strofinandolo tra le mani fino a farlo sciogliere, in questo modo non andremo minimamente a toccare la parte contenuta nel flacone, che resterà il più inalterata possibile e durerà al massimo delle sue possibilità

Da cosa si capisce che un olio è irrancidito?

Innanzitutto, cambia il suo odore, assume un sentore acidulo, sgradevole e "avariato". In secondo luogo tende ad opacizzare, non sarà limpido e trasparente, ma opaco e simile ad acqua sporca. In terzo luogo, spesso presenterà variazioni di colore o grumi che non dovrebbe avere (da questo è escluso l'olio di cocco, che opacizza e raggruma mano a mano che, col calo delle temperature, tende a solidificarsi, quindi non spaventatevi quando gli vedete prendere un aspetto strano e per diagnosticarne l'integrità basatevi sul suo odore).

lunedì 10 aprile 2017

Shampoo alla Farina di Ceci - Le Ricette

La farina di ceci è l'ingrediente base per la preparazione di uno shampoo completamente naturale, che deterga efficacemente ma nel totale rispetto della chioma, ecco di seguito una serie di ricette utili per iniziare. Vi ricordo che le ricette sono comunque personalizzabili in base alle peculiari esigenze dei vostri capelli.



Ricetta base

Ingredienti:

  • Farina di ceci 40 g
  • Acqua tiepida q.b.
  • Olio essenziale a scelta 3 gocce (facoltativo)
  • Aceto di mele 1 cucchiaio (facoltativo)

Strumenti:

  • terrina o ciotola di plastica/vetro
  • pennello per tintura (facoltativo, ma consigliato)
  • cucchiaio di plastica (no legno no metallo)

Preparazione:

  • Versare nella terrina 40 g di farina di ceci usando il cucchiaio di plastica
  • Scaldare mezzo bicchiere di acqua per 40 secondi nel microonde (l'acqua calda favorisce l'attivazione delle saponine e ne potenzia il potere detergente rispetto a quella fredda)
  • Se optate per l'aggiunta degli ingredienti facoltativi, a questo punto aggiungete l'olio essenziale e l'aceto al bicchiere d'acqua
  • Aggiungere lentamente l'acqua tiepida alla farina, mescolando col pennello o col cucchiaio fino a sciogliere tutti i grumi e ottenere una pastella uniforme

Procedimento:

  • Inumidire i capelli (con un nebulizzatore o passandovi le dita bagnate tra i capelli)
  • Stendere una piccola porzione di impasto all'attaccatura frontale dei capelli e sulla scriminatura centrale.
  • Tirare delle file a distanza di 2-3 cm l'una dall'altra e stendere altre piccole porzioni fino a lavorare tutto il cranio
  • Stendere il restante dell'impasto sulla prima porzione delle lunghezze
  • Massaggiare la cute per alcuni minuti avendo cura di bagnare di tanto in tanto le mani per ammorbidire l'impasto fino a renderlo fluido e leggermente schiumoso
  • Mettere il tappo al lavabo e iniziare il primo risciacquo con un filo d'acqua così da continuare a massaggiare lo shampoo tra i capelli per rimuovere ogni residuo di sporco e nel contempo lasciare le lunghezze in immersione nell'acqua piena di farina di ceci.
  • Massaggiare le lunghezze immerse nell'acqua, quindi svuotare il lavabo, rimettere il tappo e proseguire col secondo risciacquo alla stessa identica maniera del punto precedente.
  • Risciacquare finché l'acqua esce limpida
  • Procedere col risciacquo acido.

Ricetta per capelli fragili e disidratati

Ingredienti

  • Farina di ceci 40 g
  • Polvere di fieno greco 20 gr
  • Acqua tiepida q.b. o infuso (la polvere di fieno greco assorbe circa 150 ml ogni 10 gr)
  • Olio essenziale 3 gocce (facoltativo)

Preparazione

  • 5-6 ore prima dello shampoo è essenziale preparare la polvere di fieno greco che deve essere idratata per rilasciare le mucillagini in grado di idratare i capelli.
  • Mettere la polvere di fieno greco in una terrina e aggiungere poco a poco l'acqua calda, mescolando accuratamente per evitare la formazione di grumi fino ad ottenere una pastella simile allo yogurt.
  • Lasciar riposare il composto aggiungendo periodicamente acqua calda per permettere alla polvere di idratarsi a dovere (se non viene idratata a sufficienza, la polvere sottrae acqua ai capelli durante la posa e va a peggiorare la disidratazione).
  • La polvere è pronta quando si ottiene un impasto piuttosto liquido che andrà lasciato riposare per almeno 3-4 ore, aggiungendo ulteriormente acqua e mescolando di tanto in tanto.
  • Terminato il riposo della polvere, qualora l'impasto si presenti ancora molto liquido, si può procedere ad aggiungere l'olio essenziale e la farina di ceci fino a conferirgli nuovamente la consistenza dello yogurt.
  • Se invece l'impasto si presenta già con la consistenza dello yogurt, preparare l'impasto della farina di ceci in una terrina a parte seguendo il procedimento descritto nella ricetta base e quindi unire i due impasti mescolando bene fino ad ottenere una crema omogenea.

Procedimento

  • Applicare l'impasto sui capelli asciutti tirando file di circa 2-3 cm fino a coprire tutta la cute.
  • Spalmare il resto dell'impasto sulle lunghezze fino a glassarle completamente.
  • Tenere in posa 2 ore
  • Con le mani bagnate andare a massaggiare l'impacco fino a renderlo fluido e leggermente schiumoso.
  • Mettere il tappo al lavabo e iniziare il primo risciacquo con un filo d'acqua così da continuare a massaggiare lo shampoo tra i capelli per rimuovere ogni residuo di sporco e nel contempo lasciare le lunghezze in immersione nell'acqua piena di farina di ceci.
  • Massaggiare le lunghezze immerse nell'acqua, quindi svuotare il lavabo, rimettere il tappo e proseguire col secondo risciacquo alla stessa identica maniera del punto precedente.
  • Risciacquare finché l'acqua esce limpida.
  • Procedere col risciacquo acido.











lunedì 3 aprile 2017

Farina di Ceci - Doni della Natura


La farina di ceci si ottiene tritando i semi essiccati della Cicer Arietinum.
Si presenta come una polvere fine color burro/giallo paglierino. Di solito si utilizza moltissimo in cucina per gustose ricette sia rustiche sia dolci. I vegetariani e i vegani la usano per l'apporto di proteine nella propria dieta; mentre i celiaci la sostituiscono alla farina di grano, in quanto la farina di ceci è priva di glutine; i diabetici invece la usano perché più povera di zuccheri rispetto alle altre farine ottenute dai cereali.
Oltretutto, la farina di ceci contiene saponine, le quali riducono fortemente l'assorbimento del colesterolo da parte dell'organismo. E sono proprio le saponine a rendere questa farina estremamente interessante dal punto di vista cosmetico.

Le saponine


I ceci sono semi ricchi di una sostanza chiamata Saponina, un glicoside terpenico costituito da una
parte di residui zuccherini (idrosolubile) e un aglicone (liposolubile) detto sapogenina.
L'aglicone può presentarsi a nucleo triterpenico (30 atomi di carbonio a catena pentaciclica), oppure steroideo (27 atomi di carbonio a struttura tetraciclica). Le saponine dei ceci, essendo i semi dicotiledoni, present
ano un nucleo triterpenico.
E, se non vi sono già esplosi tutti i neuroni dopo questa violenta immersione nei termini chimici e agrari, proprio come suggerisce il nome, le saponine sono appunto il sapone naturale che Madre Natura ci ha donato.
Questo rende la farina di ceci uno dei detergenti migliori di cui si possa fare uso perché è
ecologica e rispettosa della natura e del corpo.

Farina di Ceci e capelli


Questa farina è un'ottima sostituzione agli shampoo commerciali.

Sulla chioma ha azione:
  • detergente
  • disintossicante
  • leggermente proteinizzante
  • leggermente esfoliante
  • rinforzante
  • lucidante
  • seboregolatrice

La sua azione detergente è nel contempo efficace ma rispettosa della struttura del capello, depura il cuoio capelluto e i fusti dai residui di siliconi e parabeni, migliorando la traspirazione naturale della pelle e favorendo così la crescita dei capelli.
Treattandosi di una farina ricavata da un legume, è ricca di proteine che svolgono una leggera azione proteinizzante, rinforzando i capelli, soprattutto se destrutturati e fragili.
La farina non è una polvere impalpabile, si costituisce di piccolissimi granuli che si disciolgono solo parzialmente nell'acqua e quindi con il massaggio va ad esfoliare delicatamente la cute, rimuovendo il sottile strato di cellule morte e migliorando la traspirazione del cuoio capelluto, per potenziarne l'effetto esfoliante si può, di tanto in tanto, aggiungere all'impasto per lo shampoo un cucchiaino di zucchero.
Ha anche proprietà seboregolatrici, è quindi ideale per chi soffre di capelli grassi perché aiuta la cute a produrre sebo in quantità più regolari, riducendone l'eccesso e aiutando così ad allungare il range di shampoo. Chi invece soffre di capelli secchi non ha nulla da temere, la farina di ceci è sufficientemente delicata da non andare a peggiorare la situazione e, essendo un detergente privo di siliconi e parabeni, prepara il capello all'assorbimento massimo di leave-in e impacchi idratanti e protettivi.
In particolare è indicata per i seguenti tipi di chiome:
  • capelli grassi
  • capelli fragili
  • capelli destrutturati
  • capelli sottili


Farina di ceci e pelle


La farina di ceci è anche un'ottima sostituta del bagnoschiuma.
Sulla pelle ha azione:
  • detergente
  • disintossicante
  • leggermente esfoliante
  • illuminante/sbiancante
  • antietà
  • antifungine

Utilizzare la farina di ceci invece dei bagnoschiuma commerciali ha un forte impatto positivo sulla nostra pelle, perché la sua leggera azione esfoliante aiuta ad eliminare le cellule morte senza aggredire la pelle. La delicatezza con cui agisce nell'esfoliazione e nel rispetto dell'equilibrio della pelle la rende adatta a un uso frequente, anche quotidiano, che in breve tempo conferisce all'incarnato una luminosità impossibile da ottenere con sostanze di origine industriale, uniforma l'incarnato riducendo le discromie e i piccoli inestetismi.
Favorendo l'eliminazione delle cellule morte e quindi il ricambio cellulare, svolge anche un'azione antietà, assottiglia le piccole rughe d'espressione conferendo al volto un aspetto decisamente più giovane.
Le saponine presenti nella farina di ceci aiutano moltissimo a migliorare la condizione di quelle pelli soggette a micosi in quanto queste molecole riescono a sciogliere le ife dei funghi, distruggendone la struttura e quindi impedendone l'espansione.

Come prepararla


L'azione detergente della farina di ceci si attiva con l'acqua, meglio se tiepida o leggermente calda.
La consistenza deve essere quella di una crema morbida ma non troppo pastosa, tipo yogurt. Se viene un po' più fluida non è un problema, l'importante è che l'impasto non sia troppo solido altrimenti non si spalma bene e "sfarina" non svolgendo al meglio la propria funzione.
L'acqua può anche essere sostituita con un infuso.
Per non inficiare l'azione della farina, è importantissimo NON aggiungere all'impasto sostanze grasse quali olio, burro, balsamo.
Alcune persone lamentano che la farina di ceci abbia un odore piuttosto forte e che talvolta (se applicata in particolare su capelli non ancora disintossicati) l'odore sia persistente. Si può ovviare al problema aggiungendo all'impasto tre gocce al massimo di olio essenziale.
In realtà ho notato che quando i capelli sono disintossicati, se si risciacqua per bene l'odore non permane e i capelli hanno un odore neutro.
Di seguito ecco alcune ricette cosmetiche a base di farina di ceci:

Detergente sbiancante alla farina di ceci
Detergente "depilatorio" alla farina di ceci

Informazioni botaniche relative alla pianta:


Classificazione

Regno: PLANTAE
Divisione: MAGNOLIOPHYTA
Classe: MAGNOLIOPSIDA
Ordine: FABALES
Famiglia: FABACEE
Tribù: FABOIDEAE
Genere: CICER
Specie: CICER ARIETINUM


Origini


Provenienza: Turchia
La Cicer Arietinum è stata una delle prime piante entrate nella coltivazione agricola, già nell'età del bronzo ci sono testimonianze della coltivazione di questa pianta, che ben presto si diffuse in tutta l'Asia e in Europa e in alcune regioni dell'Africa.
Al giorno d'oggi la Cicer Arietinum è poco coltivata in Italia perché la resa economica è bassa e la richiesta nel nostro paese non è elevatissima, anche se negli ultimi anni sta gradualmente aumentando., i paesi in cui la coltivazione è più concentrata sono l'India e il Pakistan, paesi in cui c'è un elevatissimo consumo dei suoi semi sia in ambito alimentare, sia in ambito cosmetico.

Curiosità botanica


Le piante producono saponina perché quest'ultima funge da barriera naturale contro le aggressioni dei patogeni e in particolare dei funghi