martedì 26 luglio 2016

Il risciacquo acido



Il risciacquo acido è un procedimento che si fa alla fine di ogni trattamento che prevede il risciacquo dei capelli.
Consiste nell'acidificare una certa quantità di acqua da utilizzare come risciacquo finale per aiutare il corpo a mantenere il corretto pH, soprattutto dopo trattamenti e cure effettuate con sostanza il cui pH è neutro o addirittura basico.
La pelle, la cute e i capelli hanno naturalmente un pH acido (5.5 o 4.5), mentre l'acqua in condizioni ottimali ha un pH neutro (oppure basico se è calcarea, è raro che l'acqua dei nostri acquedotti abbia pH acido). Questo significa che, in assenza di un risciacquo finale acidificato, costringiamo il corpo a uno sforzo superfluo per ristabilire il corretto pH naturale, questo significa anche favorire l'eccesso di sebo, che spesso è un'arma della cute per contrastare un pH troppo neutro per la sua naturale condizione di benessere, con tutti i disagi che ne seguono.
Acidificando l'acqua del risciacquo finale, inoltre, andiamo a favorire la chiusura delle cuticole, rendendo il fusto più uniforme e conseguentemente più lucido, più disciplinato e meno soggetto ai nodi.

Cosa usare per il risciacquo acido?


ACETO (pH 2.9)
  • Aceto di Vino (bianco o rosso) è utile per chi ha capelli molto grassi ma fini e delicati
  • Aceto di Mele è più delicato rispetto all'aceto di vino, è ideale per chi ha capelli normali o secchi in quanto ha anche una leggerissima azione lenitiva
LIMONE E SUOI SOSTITUTI (pH 2.4)
  • Succo di Limone è l'acidificante per gli affetti da capelli unti, in quanto il pH del succo di limone è tra le sostanze acidificanti a pH più basso presenti in natura
  • Acido Citrico è un'ottima sostituzione al succo di limone, utilizzato nelle aree dove questa pianta che necessita di un clima temperato e soleggiato non cresce (per cui l'importazione eleva il prezzo a cibo di lusso) oppure per evitare di far piangere il portafogli quando il prezzo dei limoni sale alle stelle
SOSTANZE ALCOLICHE (pH da 3 a 4.8)
  • Birra dopo una cottura di 15-20 minuti a fuoco dolce per far evaporare la componente alcolica, si può utilizzare per acidificare l'acqua. Oltre a dare i risultati dell'acidificazione, la birra può causare un leggero schiarimento dei capelli se ci si espone al sole, a causa dell'interazione che esercita con la cheratina del capello.
  • Vino anch'esso va cotto per eliminare la componente alcolica.

Come preparare il risciacquo acido?


La preparazione è sostanzialmente la stessa qualsiasi sia la sostanza acidificante prescelta. L'occorrente è:
  • 1 bottiglia o una brocca da 2 lt
  • quasi 2 litri d'acqua
Quantità di aceto: 1/2 bicchiere o 1 bicchiere intero
Quantità di succo di limone: il succo di 1 limone o di mezzo limone
Quantità di acido citrico: 2 cucchiaini
Quantità di sostanze alcoliche: 1/2 bicchiere

Si possono aggiungere altre sostanze al risciacquo acido?


Sì, è possibile aggiungere altre sostanze:
  • infusi, decotti e tisane (anche con proprietà riflessanti)
  • acque profumate (di rose, di violetta, di amamelide etc.)
  • oli essenziali

Quando si fa il risciacquo acido?

All'ultimo risciacquo di ogni trattamento che preveda il risciacquo dei capelli. Quindi dopo lo shampoo, dopo impacchi che necessitano di essere lavati o sciacquati via, dopo le hennate e dopo le indigate.

Cosa occorre fare dopo il risciacquo acido?


Assolutamente nulla. Si procede con la normale asciugatura della chioma e si applica il leave-in.




lunedì 11 luglio 2016

Ghassoul o Argilla Saponifera del Marocco - Doni della Natura



La Ghassoul è un'argilla saponifera che viene estratta esclusivamente in Marocco. Nel suo paese d'origine viene utilizzata comunemente come detergente per il corpo e i capelli.
Ideale per soggetti allergici o sensibili, non è abrasiva in quanto completamente idrosolubile. Deterge senza arrossare o danneggiare l'equilibrio del corpo, trattandosi di un minerale: l'Hectorite, che quindi deterge mediante un processo di legamento delle saponine alle impurità che rispetta i film idro-lipidici del corpo, e non mediante un'alterazione della situazione chimica di pelle e cute come avviene invece nel caso di tensioattivi.
Pura, si presenta in pezzi friabili o polvere color marroncino-grigiastro molto chiara, ma può essere addizionata ad erbe e altre argille con poteri detergenti, idratanti, e antiforfora. Non ha capacità oleolitiche, per cui non elimina a fondo impacchi d'olio, burri e altri prodotti a base untuosa. Le sue capacità, oltre a quella detergente, sono quelle purificanti, esfolianti, seboregolarizzanti e astringenti. Infatti è perfetto per chi soffre di pelle e capelli grassi perché "asciuga".
Trattandosi di un prodotto a pH neutro, è bene ricorrere ad un risciacquo finale acido per rispettare il giusto pH del nostro corpo.
Non è un prodotto che può essere utilizzato alternativamente a prodotti chimici, altrimenti se ne invalida la funzione purificante.

Ghassoul e capelli
La Ghassoul è ottima per impacchi detergenti naturali, quindi come sostituzione ecosostenibile dello shampoo (generalmente ricco di proteine  sintetiche, siliconi e altre schifezze che impediscono al capello di traspirare correttamente).
I vantaggi dell'uso di questa argilla sono:
- purifica il capello dai siliconi e dai residui sintetici
- apre le squame, permettendo una presa maggiore della tintura (naturale)
- leggero ispessimento del capello
- leggero potere filmante e volumizzante
- capelli lucidi e morbidissimi
- riduce la produzione di sebo e ne assorbe gli eccessi
- allungamento dell'intervallo tra uno shampoo e l'altro (ci sono casi di intervalli allungati fino a tre settimane)
Questi vantaggi però non sono immediati. Nelle prime settimane in cui si abbandonano gli shampoo e si passa alla Ghassoul, i capelli hanno un periodo di assestamento causato dall'effetto purificante e disintossicante dell'argilla. Per cui nel periodo iniziale abbiamo i seguenti svantaggi:
- minore districabilità
- capello ruvido al tatto
- elettrostaticità
- radici meravigliose, lucide e morbide e lunghezze e punte crespe
  Tutto sta nell'attendere pazientemente, quindi, che i capelli siano completamente purificati, allora potremo vedere tutti i vantaggi di questo prodotto straordinaria.
Vista la sua capacità di eliminare le impurità chimiche dal capello, è bene evitare di utilizzare la Ghassoul alernativamente agli shampoo normali perché ci si ritroverebbe perennemente allo stato di purificazione iniziale del capello, con tutti gli svantaggi del caso.

Riconoscere una buona argilla
Come abbiamo già detto, il prodotto si presenta in pezzi friabili o in polvere di un marroncino-grigiastro molto chiaro. La Ghassoul per il viso, essendo destinata a una parte del corpo delicata, è estremamente raffinata, per cui si presenta bianca. La Ghassoul per il viso può essere utilizzata per altre parti del corpo e per i capelli, è invece sconsigliabile fare il contrario.
Per quanto riguarda la Ghassoul per capelli, talvolta le confezioni già pronte possono contenere altri ingredienti, ad esempio altre piante atte a ridurre l'effetto astringente per evitare che l'impasto secchi troppo il capello, oppure erbe con proprietà antiforfora, o idratanti.
Prima di acquistare una confezione, leggete l'INCI e assicuratevi che all'interno ci sia l'Hectorite. Invece dell'Hectorite potrebbe esserci il Caolino, che è un'altro minerale detergente, che è comunque ottimo ma ha proprietà differenti dall'Hectorite.
Vista la capacità della Ghassoul di sollevare le squame del capello, l'uso di questa argilla è sconsigliato a chi fa uso di tinture chimiche perché un capello tinto chimicamente ha già tutte le squame alzate dalla tintura stessa (la tintura chimica si fissa sul capello alzando le squame e riempiendo lo squarcio con il colore) e la purificazione dalle sostanze districanti e ammorbidenti lascerebbe il capello "nudo" e apparirebbe esattamente per quello che é: opaco, sfibrato, poroso, ruvido e quindi decisamente brutto.

Preparazione dell'impasto
La comodità di questa argilla è che ne occorre davvero poca per creare un impasto sufficiente a lavare egregiamente i capelli. Per una chioma corta è sufficiente un solo cucchiaio di prodotto, mentre invece per capelli più lunghi possono volercene due o anche tre (sperimentando potrete scoprire la quantità corretta).
La polvere non deve entrare in contatto con i metalli, quindi è bene munirsi di un contenitore in vetro/plastica/terracotta e un cucchiaio di legno.
La Ghassoul viene emulsionata in acqua (fredda o tiepida a vostra scelta). Si aggiunge poca acqua per volta, mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso. Occorre evitare che sia troppo liquido per non farlo colare nel tempo di posa.
L'impasto può essere preparato anche con l'aggiunta di sostanze acide (yogurt) o infusi. Per il periodo iniziale però, io consiglio di prepararlo con sola acqua per mantenere inalterate le proprietà disintossicanti che altrimenti potrebbero risultare compromesse dai nostri esperimenti.
Si può anche aggiungere del miele per ridurre l'effetto secchezza e ottenere un impasto più denso.
Assolutamente vanno evitati prodotti burrosi e oleosi perché vanificherebbero tutta l'azione della Ghassoul.
Vi ricordo inoltre che non è opportuno preparare grandi quantità di impasto da conservare nel tempo perché si formerebbero batteri in superficie (salvo condizioni di totale sottovuoto), per questo è meglio preparare l'impasto di volta in volta nella quantità che occorre.

 Calcolare i tempi
Come tutti i prodotti naturali, anche la Ghassoul non ha un'azione istantanea.
Una volta preparato l'impasto occorre lasciarlo riposare per una decina di minuti, in modo che la reazione chimica tra acqua e minerale sia completa e assestata.
Trascorsi dieci-quindici minuti, si può procedere all'applicazione.
Anche qui, il prodotto non va rimosso subito, ma lasciato in posa per un tempo minimo di quindici minuti fino anche a mezz'ora. La cosa importante è che non deve seccarsi sui capelli, ma va mantenuto umido, per questo è bene avvolgere il capo in una pellicola che impedisca l'evaporazione dell'acqua o fare lo shampoo in un ambiente caldo-umido (la cabina della doccia, per esempio).
Vi ricordo che in Medioriente la Ghassoul si utilizza durante l'Hammam (il bagno turco), in un ambiente molto caldo e ricco di vapore acqueo.

Applicazione e Risciacquo
La Ghassoul si applica con capelli bagnati direttamente con le mani in quanto non tinge. L'applicazione deve essere omogenea su tutto il capello (e non solo sulla cute come avviene per gli shampoo commerciali), quindi si tiene in posa per il tempo stabilito, assicurandosi che l'impasto non secchi troppo, magari passandoci sopra con una mano bagnata per mantenere inalterata l'umidità superficiale. Trascorso il tempo di posa, si massaggia delicatamente con movimenti circolari (senza usare unghie) per favorire l'azione detergente.
Il risciacquo può essere tranquillamente effettuato con sola acqua, anche fredda perché la Ghassoul non resta aggrappata al capello. E' importante risciacquare per bene affinché vengano via tutti i residui, altrimenti i capelli risulteranno polverosi e ruvidi.
Si può effettuare un risciacquo acido finale per aiutare la chiusura delle squame del capello e ristabilire il pH naturale della cute.

Altri usi cosmetici della Ghassoul
Scrub viso che rimuove i punti neri: lo stesso impasto che si usa per i capelli  può essere spennellato sulla faccia e massaggiato delicatamente con movimenti circolari. Il tempo di posa è simile a quello per i capelli, dopodiché si può procedere al risciacquo. Il potere purificante della Ghassoul avrà ripulito i pori in profondità, eliminando punti neri e prevenendo le altre imperfezioni.

Scrub corpo: l'impasto, massaggiato delicatamente sul corpo umido al posto del bagnoschiuma, deterge e rimuove tutte le cellule morte lasciando la pelle liscia e morbida al tatto.

 
Ghassoul in pezzi e in impasto

FAQ sulla Ghassoul

In questo articolo troviamo raccolte tutte le domande più frequenti sull'uso della Ghassoul come sostituta dello shampoo.

Cosa succede quando si passa da shampoo bio alla Ghassoul?
Per i primi 3-4 shampoo presenta i seguenti sintomi:
- maggiore perdita di capelli per rinnovo capelli stanchi
- poco volume in radice
- fusto leggermente opaco

Cosa succede quando si passa da shampoo siliconici alla Ghassoul?
per i primi 5-6 shampoo presenta i seguenti sintomi:
- capelli opachi, secchi, pesanti, poco districabili
-  apparentemente capelli poco puliti e poco voluminosi in radice
- maggiore perdita di capelli per rinnovo capelli stanchi
- potrebbero emergere profumi di vecchi shampoo o vecchie maschere per capelli

I miei capelli dopo lo shampoo hanno un'aria polverosa e sono difficili da pettinare, perché?
Se non viene lavato per bene lascia i capelli ruvidi e poco districabili. Per questo motivo è importante risciacquare abbondantemente lavorando bene i capelli con i polpastrelli fino a sentirli "fischiare".
Trattandosi di una sostanza a pH basico, a fine shampoo la Ghassoul richiede un risciacquo acido per ristabilire il pH.
Per il risciacquo acido si può aggiungere a due litri d'acqua mezzo bicchiere di aceto (di vino rosso o bianco, di mele), oppure due cucchiaini di acido citrico, o ancora il succo di mezzo limone.
  
Come usare correttamente l'Argilla Saponifera?
La pastella deve avere la consistenza dello yogurt e va diluita ulteriormente massaggiando con le dita bagnate, ripetendo il massaggio a dita bagnate finché si produce una leggera schiuma dalle bolle ampie e trasparenti.
Si tiene in posa dai 15 ai 30 minuti, sia in immobilità e poi massaggiando, o massaggiando direttamente (che consiglio perché accelera i tempi).

Ho capelli molto lunghi/folti, quanta argilla devo usare?
E’ inutile utilizzare grandi quantità di Ghassoul e glassare tutta la chioma, 40-70 gr sono sufficienti per coprire radici e prima parte delle lunghezze.

Posso utilizzare un balsamo associato alla Ghassoul?
Finché i capelli sono in fase di assestamento (quindi per i primi shampoo), sconsiglio vivamente sia l'applicazione di impacchi pre-shampoo oleosi, sia l'uso di balsami/maschere per capelli, perché vanno a rallentare l'effetto depurativo dell'Argilla.
In seguito, quando il capello si sarà abituato a questa nuova metodologia di shampoo, si potrà iniziare a introdurre l'uso di impacchi o di balsami.
Ricordiamo sempre di leggere l'INCI per evitare di acquistare prodotti che vadano ad inficiare l'azione depurante, per il momento ho potuto sperimentare di persona che i balsami della Splend'or non hanno alcun contrasto con l'azione della Ghassoul.

Posso alternare la Ghassoul ad altri prodotti per il lavaggio?
Sì e no.
Si può alternare l'Argilla con altri prodotti, siano essi erbe, argille, farine, balsami dal buon INCI o shampoo bio.
E' sconsigliabile farlo durante la fase di assestamento, ed è bene comunque utilizzare in prevalenza prodotti naturali perché l'Argilla usata una volta al mese in rotazione con tre shampoo sintetici, anche se con buon INCI, non serve a molto, finiremmo solo con lo sprecare soldi.


La mia esperienza con la Ghassoul

 In questo articolo voglio raccontare in maniera esaustiva la mia esperienza diretta del primo mese di utilizzo di questa fantastica terra detergente.

Primo lavaggio
Per il primo shampoo ho agito seguendo esattamente lo stesso procedimento di preparazione e stesura che trovate nel post generico sulla Ghassoul.
I capelli erano alla fine del mio solito intervallo di shampoo (8 giorni).
La ricetta era quella base: argilla 3 cucchiai + acqua q.b. per ottenere una pastella piuttosto densa che non colasse.
Ho lasciato riposare per 10 minuti prima di applicare e ho tenuto in posa per 20 minuti circa.
Il risciacquo è stato un po' complicato rispetto all'uso di uno shampoo normale, ma l'argilla è venuta via tutta.
I capelli sono asciugati all'aria in un tempo leggermente più lungo rispetto al solito e sono venuti molto morbidi, anche le punte che normalmente con gli shampoo sintetici vengono fuori piuttosto secche, erano così morbide che non è stato necessario alcun leave in.
Di contro ho sentito la chioma piuttosto appesantita, nel complesso, e toccando attentamente i capelli risultavano come coperti da una sottilissima patina viscosa.
Lavaggi successivi (fase di disintossicazione)
Si è trattato di tre lavaggi, ma nel mezzo c'è stato uno shampoo d'emergenza con un prodotto in flacone, quindi se ne dovrebbero contare solo due.
In questo periodo ho alternato la ricetta base con sola acqua e quella addizionata con aceto, provando pastelle più o meno dense.
Il lavaggio è stato molto meno efficace quando alla pastella aggiungevo l'aceto, sembra che il pH acido dell'aceto vada ad invalidare in parte l'azione della Ghassoul che ha pH neutro e forse deve proprio a questo il suo potere sgrassante.
In questo periodo i capelli sono risultati opachi, ruvidi, particolarmente difficili da districare e poco gestibili nel complesso. Ho minimizzato l'aspetto decisamente antiestetico della chioma con bagni di birra cotta che la ammorbidivano e la lucidavano, ma non riuscivano a rimuovere lo strato viscoso che sembrava aver inguainato il capello.
Confesso di essere stata tentata non una sola volta di lasciar perdere e tornare agli shampoo con tensioattivi. Il mio carattere cocciuto mi ha spinta a proseguire fino alla fine.
Il connubio shampoo di Ghassoul e impacchi di birra ha rimosso tutti gli strati sintetici che si erano depositati sui capelli. La Ghassoul tirava via i film siliconici, la birra le stratificazioni da henné, permettendo alla Ghassoul successiva di rimuovere gli strati siliconici che prima erano sotto il film di henné.
Dopo lo shampoo i capelli profumavano di una maschera per capelli che non usavo da ben 4 anni, profumo che è andato via allo shampoo successivo.
Ultimo lavaggio
Quest'ultima volta ho deciso di sperimentare e trovare un mio sistema e i motivi fondamentali sono stati due:
1) Per preparare un composto molto denso di Ghassoul sufficiente per tutta la mia chioma ci vuole una quantità di argilla a dir poco industriale, necessitavo di una ricetta meno dispensiosa;
2) Volevo trovare un metodo che mi rendesse più facile la completa rimozione dell'argilla a fine shampoo.
Ebbene, l'ho trovato.
Innanzitutto ho eliminato ogni aggiunta acida, limitando l'impasto a 4 cucchiai molto radi di argilla e acqua q.b. per ottenere un impasto più fluido del solito (deve colare leggermente dal pennello).
Ho lasciato riposare l'impasto mezz'ora prima di applicarlo.
Ho tirato le ciocche a distanza di 2 dita l'una dall'altra, spennellando con il mio pennello da tinta in maniera piuttosto grossolana sia sulle radici sia sulle lunghezze, quindi ho bagnato le mani e le ho passate tra i capelli, distribuendo l'impasto sulla cute e le radici spingendolo con i polpastrelli e con movimenti rotatori.
Per tutto il tempo ho continuato a bagnare le mani e massaggiare delicatamente, continuando a fluidificare la Ghassoul e distribuendola quanto più possibile su radici e lunghezze.
La pastella, a furia di venire diluita, ha preso la consistenza di uno shampoo tradizionale, molto morbido e fluido, perfettamente distribuibile, e ha cominciato a schiumare.
La posa, che è coincisa con la fase di massaggio, è durata circa 20 minuti, dopodiché ho risciacquato abbondantemente.
Ho operato 3 risciacqui: il primo grossolano, il secondo mirato alle radici e il terzo in cui ho lavorato ciocca per ciocca fino a che l'acqua non conteneva più schiuma.
I capelli sono venuti morbidissimi, lucidi come specchi, estremamente leggeri e districabili. Sono così puliti che non riesco a tenere ferma neppure la più semplice delle acconciature. La treccia che faccio per la notte si è sfatta a metà nottata tanto sono lisci i capelli.
Inoltre la cute è bianchissima e completamente purificata.
Tirando le somme
La Ghassoul è un grande, grandissimo dono di Madre Natura, continuerò ad utilizzarla perché mi sono trovata davvero benissimo. Visto che ho letto che a lungo andare potrebbe seccare un po', la alternerò alle Noci Saponarie che sembra siano più delicate (e delle quali scriverò appena le avrò provate).
Consigli per chi volesse provare
Per chi si volesse approcciare per la prima volta alla Ghassoul, i consigli sono i seguenti:
  • Non provarla tanto per provare, ma solo ed esclusivamente se si vuole un definitivo passaggio al total natural. La Ghassoil alternata agli shampoo chimici è solo materiale buttato perché ogni shampoo chimico riporta il capello allo stato precedente la disintossicazione e si finisce con il ricominciare ogni volta in un loop senza fine.
  • Scegliere un periodo in cui sa di avere sufficiente tempo da dedicare agli shampoo (all'inizio trovare la consistenza più adatta può risultare difficile, quindi è bene procedere con calma e soprattutto avere tempo in abbondanza per risciacquare).
  • Armarsi di pazienza e tenacia, le settimane da disintossicazione sono piuttosto deprimenti perché sembra che i capelli siano completamente devitalizzati e orrendi, la paura che la Ghassoul in realtà lavi male è una cosa naturale, come la paura che senza i tensioattivi i capelli siano in realtà stoppa inguardabile.
  • A fine lavaggio fate un risciacquo acido (acqua e limone, acqua e aceto, acqua e acido citrico, oppure infuso e sostanza acida) perché il pH neutro della Ghassoul vi lascia le cuticole sollevate, rendendo i capelli più soggetti ai nodi. Il risciacquo acido chiude le cuticole e rende il capello liscio e districabile.

Elenco delle sostanze detergenti naturali

In natura esistono piante dotate di capacità lavanti grazie alla presenza di glicosi terpenici detti saponine. In Europa abbiamo perso buona parte delle conoscenze relative a queste piante (la maggior parte delle quali ormai cresce a livello spontaneo e infestante e risulta quindi facilmente reperibile anche gratis), nei paesi orientali e mediorientali, però, la pratica dei lavaggi con le erbe è ancora molto in uso.
Questo post funge da indice per tutte le sostanze lavanti naturali.

Erbe spontanee:

Saponaria Officinalis - Saponaria

Erbe coltivate e/o straniere:
Acacia Concinna - Shikakai
Kapoor Kachli
Nagarmotha - Nagar
Sapindus Mukorossi/trifoliatus - Aritha o Reetha
Saussurei Lappa - Kuth o Costus
Ziziphus Spina Christi - Sidr

Ortaggi, frutta e fermentati:
Pomodoro
Limone
Birra

Argille e farine:
Argilla Indiana - Multani Mitti
Farina di Avena
Farina di Ceci
Farina di Grano Saraceno
Farina di Mais
Farina di Mandorle
Ghassoul o Rhassoul - Argilla Saponifera del Marocco

mercoledì 18 maggio 2016

La Spazzola di Setole

 Immancabile sui tavolini da toeletta delle nostre nonne, la spazzola di setole è l'amica delle lungocrinite per antonomasia.
 

Descrizione


E' una spazzola piatta, con manico in legno o in plastica e corpo di forma ellittica, più raramente di forma rettangolare. Solitamente presenta un cuscinetto gommato in cui vengono innestati i ciuffetti di setole e che ha la funzione di ammortizzare l'impatto della spazzola con la cute.
Le setole, originariamente di pelo di cinghiale, sono il motivo per cui questa spazzola è anche conosciuta col nome di cinghialina.
Al giorno d'oggi esistono spazzole in setola di cinghiale o di maiale, dette setola naturale, oppure in setola di nylon.

A cosa serve


Il compito della spazzola consiste nel rimuovere la polvere dai fusti del capello, e nel contempo chiudere le cuticole e distribuire sulle lunghezze il sebo che si forma alle radici, così da paventare lunghezze e punte secche.
E' un ottimo mezzo per distribuire uniformemente i leave-in  e altri prodotti liquidi come olii o burri emulsionati.
Spazzolarsi quotidianamente per almeno 10 minuti rende il capello disciplinato e lucente.

Come sceglierla



Preferitela con il cuscinetto di gomma perché ammortizza l'impatto con la cute. Che il manico sia in legno o in plastica è una scelta puramente estetica perché, di fatto, cambia solo il peso della spazzola ma la funzionalità è identica.
Sceglietene una con setole molto fitte per spolverare uniformemente la chioma.
Per quanto riguarda le setole, personalmente sconsiglio le setole naturali, in quanto richiedono cure specifiche (bagni in detergenti ultradelicati, trattamenti periodici con l'olio di semi di lino puro, asciugatura delicata) e tendono a rovinarsi prima e a marcire, col tempo, specie se innestate nel legno.
Le setole in nylon sopportano meglio gli strapazzi, possono essere lavate tutte le volte che vi pare e non vanno idratate periodicamente.
E se vi viene detto che la setola animale non elettrizza il capello come fa quella di nylon, non credeteci. Il capello, quando è sano, non si elettrizza con niente; quando è deteriorato, si elettrizza qualsiasi cosa usiate.

Come si usa


A differenza di come fa Rapunzel nel film della Disney, che si spazzola come se maneggiasse un aratro, la spazzola va usata con gentilezza, altrimenti vi strapperete via mezza chioma.
Utilizzatela solo DOPO aver districato completamente la chioma con un pettine, non deve esserci nemmeno un nodo.
Quindi dividete i capelli in due metà e portateli sul davanti. Spazzolate la prima ciocca partendo dalle punte, delicatamente, non dovete premere perché la spazzola non è fatta per affondare tra i capelli, ma per accarezzarne gentilmente la superficie, lucidandola e spolverandola.
Se, come me, avete tanti capelli, stendete le lunghezze a ventaglio su una superficie piana e pulita, così la spazzola riuscirà a toccare tutti i capelli.
Risalite piano piano lungo i fusti fino alle radici, prima da un lato e poi dall'altro.
Riunite insieme la chioma e continuate a spazzolare delicatamente.
L'operazione deve durare dai dieci ai venti minuti.
Le donne vittoriane, esperte di chiome lunghe, fluenti e lucide, spazzolavano i capelli per venti minuti al mattino e per dieci minuti alla sera.



Come mantenere pulita la propria spazzola e farla durare a lungo



Ogni volta che lavate i capelli, anche la spazzola va lavata.
Innanzitutto, con la coda del pettine a coda o con un bastoncino molto sottile, passate in tutte le file delle setole rimuovendo i residui di polvere e di capelli.
Diluite una noce di detergente intimo o sapone naturale in due dita d'acqua e immergetevi la spazzola con le setole rivolte verso il basso. L'acqua non deve toccare l'innesto della setola nel cuscinetto o nel retro di legno, altrimenti la spazzola si rovinerà.
Lasciate in ammollo per circa 5 minuti, quindi passate tra le setole della spazzola una spazzola dai denti di plastica (io utilizzo la Tangle Teezer, le lavo assieme così si puliscono a vicenda) per ripulirla a dovere.
Sciacquate e sgocciolate, tamponando gentilmente in un'asciugamani pulito, quindi mettete la spazzola ad asciugare con le setole rivolte verso l'alto in un luogo asciutto, lontano dai raggi solari (il sole disidrata il legno del manico e la gomma del cuscinetto).
Ogni volta che vi spazzolate, abbiate cura di rimuovere i capelli rimasti impigliati tra le setole, fatelo con delicatezza, senza strattonare.
Riponete la spazzola lontano da fonti di calore, in orizzontale sul dorso o in verticale in un contenitore ben basato che non sia abbastanza alto da raggiungere le setole per non deformarle.


Consigli supplementari


 Non usate la spazzola a capelli bagnati o sotto il getto dell'acqua mentre fate lo shampoo. La spazzola è un accessorio che si usa solo a capelli asciutti per spolverare e distribuire il sebo, in altri modi la distruggete e basta, e distruggete anche i vostri capelli.
 Se avete i capelli ricci, la spazzola è inutile nella vostra rosa di accessori per capelli perché, come già detto, può essere usata solo a capelli asciutti.

domenica 10 gennaio 2016

Olio di Cocco



Origine e aspetto

L'olio di cocco si ricava dalla spremitura della copra (ossia la polpa) essiccata della noce di cocco (Cocus Nucifera). Contiene quasi il 9'% di acidi grassi saturi e questo lo rende molto simile ai grassi di origine animale (burro di latte, sugna), ma del tutto privo di colesterolo come questi ultimi.
A temperature inferiori ai 25°, si presenta solido e compatto, di colore bianco ghiaccio o bianco avorio e leggermente traslucido.
A temperature superiori ai 25°, si presenta liquido, può essere limpido, color giallo chiaro, molto trasparente e fluido, oppure leggermente opaco e con grumi bianchicci all'interno. Non preoccupatevi, i grumi sono pezzi di olio solidificato e l'opacità è data dalla minore fluidità dell'olio, evidentemente non del tutto disciolto.
L'olio di cocco puro NON profuma di cocco. Si presenta, anzi, totalmente inodore.

Composizione dell'olio di cocco puro (fonte: wikipedia) 
Acido laurico 44 - 51 %
Acido miristico 13 - 18 %
Acido palmitico 8 – 10 %
Acido caproico 6 - 10 %
Acido caprilico 6 - 9 %
Acido oleico 5.5 – 7.5 %
Acido stearico 1 – 3 %
Acido linoleico < 2.5 %
Ferro 0,04 mg
Vitamina E 0,09 mg
Vitamina K 0,5 mg
Vitamina J 0,3 mg
Tocoferolo Gamma 0,2 mg 

Caratteristiche chimiche e fisiche (fonte: naturaebellezza.forumfree.it)

Classificazione: olio leggero
Dentisà: 0,915 grammi per cm3
Azione Comedogena: media 2/3
Viscosità: bassissima
Diffusione: 91%
Termolabilità: no
Resistenza all'irrancidimento: 2-3 anni (conservato in luogo fresco e asciutto)

Proprietà preventive, curative e cosmetiche
Per uso interno:
Ha proprietà antisettiche e immunostimolanti.
L'alta percentuale di grassi saturi a catena di media lunghezza garantisce che quest'olio, se usato in ambito alimentare, non vada a danneggiare le arterie.
La presenza di molto acido laurico (la più alta percentuale al mondo) favorisce nel metabolismo la produzione del cosiddetto colesterolo buono.
La sua resistenza alle alte temperature lo rende perfetto per la frittura.
Per uso topico:
Ha proprietà antifungine, antimicotiche, antibatteriche.
Applicato sulla pelle arrossata, irritata, o colpita da micosi o eczemi e dermatiti, l'olio di Cocco riduce fortemente i sintomi fastidiosi, il prurito e il bruciore, sfiammando la zona e accelerando il processo di guarigione.
Mai applicare l'olio di Cocco in presenza di lesioni epidermiche, pustole e bolle purulente, l'acidità del fluido finirebbe con l'aggravare il processo irritativo e la anche leggera azione comedogena impedirebbe al tessuto malato di "asciugare", favorendo lo sviluppo della malattia invece che risolverla.
Applicate l'olio di Cocco su problemi di pelle al primissimo stadio (quando la pelle è ancora sana, ma prude o è arrossata), oppure dopo che le lesioni si sono richiuse e hanno smesso di spurgare.
Per uso cosmetico:
Ha proprietà emollienti e lucidanti, follicolostimolanti.
Massaggiato sulla pelle ancora umida dopo la doccia, garantisce il mantenimento dell'idratazione epidermica senza ostacolarne la traspirazione. La grande capacità diffusiva di quest'olio permette di lavorare ampie zone di pelle utilizzandone una quantità davvero esigua.
Applicato sui capelli come impacco pre-shampoo o come leave-in, nutre e idrata la chioma rendendola lucida, disciplinata e facilmente districabile. Trattandosi di un olio leggero, non crea (salvo si usi in quantità esagerate o sulla cute) quell'antiestetico effetto unto sul capello.
Massaggiato sulla cute con movimenti circolari, delicati e continui, stimola l'attività dei follicoli capilliferi. 

Ricette cosmetiche a base di olio di Cocco


Dove trovarlo

Evitate erboristerie e negozi di cosmesi perché difficilmente vi troverete olio di cocco puro, mentre molto più facilmente vi rifileranno (non in cattiva fede, ma per semplice ignoranza) preparati a base di olio di Cocco, che conterranno anche conservanti sintetici, petrolati, paraffine, alcol e profumi, tutti elementi superflui e dannosi per il corpo, e che vi costerà un occhio della fronte.
Se volete un olio di Cocco davvero puro, cercatelo nei minimarket internazionali (marocchini e arabi sono i più forniti), nel reparto alimentari. Troverete l'olio nella sua più assoluta purezza e a un prezzo decisamente accettabile.

venerdì 27 novembre 2015

Hennè Neutra (Cassia Italica) - Ricetta Base


Ingredienti
(per 74 cm di lunghezza e 10 cm di girocoda)

- Cassia Italica pura (marca Erbamea) 180 gr
- Acqua tiepida q.b.

Preparazione


Tempi

Ossidazione: nessuna
Posa: 3 ore circa

Rimozione

Eliminazione dell'impacco: acqua tiepida per 2 risciacqui
Ultimo risciacquo: 1 bicchiere d'aceto di vino, acqua filtrata q.b. per raggiungere 1 lt complessivo
Leave in: burro di karité sulle punte

sabato 21 novembre 2015

Cassia - Hennè Neutra

Comunemente conosciuta con il nome di Hennè Neutra, la Cassia è una pianta appartenente alla famiglia delle leguminose. Esistono molti tipi di Cassia, per cui potremo trovare piante appartenenti alla tribù delle Cassiee sia in Europa, che in Africa e persino in Asia. In Italia, generalmente cresce la Cassia Italica o Obovata.
Si presenta come un arbusto o un sottile albero, con vistose infiorescenze bianche, gialle o rosa. Non ha proprietà tintorie, ma viene annoverata tra le Henné per gli effetti simili che ha applicata sui capelli.
Sotto il termine Hennè Neutra viene spesso annoverata anche la Planta Medica, che ha proprietà simili alla Cassia ed è di origine italiana.

Cassia e capelli
La Cassia viene annoverata tra le Hennè (nonostante non sia una pianta tintoria) grazie alle sue capacità filmanti che portano i seguenti risultati:
- ispessimento del diametro del capello (e quindi anche un aumento della massa complessiva)
- resistenza agli stress meccanici (tensione, torsione)
- impermeabilità
- maggiore districabilità
- maggiore lucentezza
Oltre a tutti questi vantaggi, la Cassia ha il vantaggio di non modificare il colore dei capelli, è quindi prediletta da quelle persone che vogliono godere dei benefici dell'hennè senza rinunciare al loro colore naturale.
Se all'impasto viene aggiunto del limone, però, e si lascia ossidare per 24 ore, la Cassia rilascerà un leggero pigmento biondo/castano che permette di ravvivare il colore naturale dei capelli o creare, associata a Lawsonia o Indigofera, interessanti mix tintori per ottenere varie gradazioni di castano.

Riconoscere una buona polvere
Le polveri migliori sono impalpabili e morbide come cipria sotto le dita. Prodotti sabbiosi sono infatti frutto di scarti della pianta, che hanno comunque le stesse identiche proprietà delle polveri di qualità, semplicemente presentano una maggiore difficoltà nella spalmabilità del prodotto e sono quindi sconsigliate a chi è alle prime armi. Il problema di una polvere sabbiosa può comunque essere ovviato aggiungendo all'impasto della crema di riso o altri prodotti dalla consistenza cremosa che ne migliorano la spalmabilità.
Talvolta le confezioni già pronte possono contenere altri ingredienti, ad esempio: Ziziphus Spina Christi o Planta Medica. Si tratta in entrambi i casi di piante dai poteri lenitivi, disciplinanti e seboregolatori. Diverso è il caso in cui si dovesse leggere la dicitura: Juglans Regia, si tratta di Mallo di Noce, che ha leggere proprietà tintorie e conferisce un blando scurimento del colore del capello.

Preparazione dell'impasto
Innanzitutto è bene evitare che l'impasto o la polvere stessa entrino in contatto con elementi di metallo (cucchiai, pentolini) al fine di non compromettere la resa. Per cui è bene munirsi di contenitori di plastica e cucchiai di legno.
Per la sua preparazione, è sufficiente aggiungere alla polvere necessaria acqua tiepida quanto basta. Possiamo utilizzare anche un infuso, se ci aggrada.
Nel caso volessimo dare alla nostra chioma riflessi chiari, possiamo aggiungere alla polvere infuso di camomilla e succo di limone.

Calcolare i tempi di ossidazione
Generalmente la Cassia si applica a impasto appena preparato. L'ossidazione è richiesta solo per la Cassia riflessante e dura circa ventiquattro ore.

Calcolare i tempi di posa
Indipendentemente che si tratti di un impacco rinforzante o un impacco riflessante, la Cassia deve restare in posa almeno un'ora. Come tempistica non ha limiti massimi di posa, quindi possiamo tenerla tutto il tempo che vogliamo, anche un giorno intero.

Applicazione e Risciacquo
Gli impacchi naturali si applicano su capelli perfettamente puliti e asciutti. Il momento ideale è il giorno successivo allo shampoo o anche solo qualche ora dopo.
L'impasto può essere applicato con un pennello da tintura o direttamente con le mani protette da guanti in lattice o da cucina per evitare sgradevoli macchie arancioni sulla pelle.
Il risciacquo deve essere accurato in modo da rimuovere tutti i residui ed è un'accortezza in più fare l'ultimo risciacquo acido, magari con acqua e aceto, per migliorare la resa tintoria e lucidare ulteriormente i capelli.

Altri usi cosmetici della Cassia
Infusi depuranti: per la regola siamo ciò che mangiamo, bere infuso di Cassia dolcificato con miele, esattamente come fosse té o camomilla, ha un forte potere depurante perché la Cassia riattiva la corretta attività dei muscoli dell'apparato escretore sincronizzandone il movimento.


Fiori di Cassia Obovata

domenica 8 novembre 2015

Hennè Rossa (Lawsonia Inermis) - Ricetta Indiana


Ingredienti
(per 110 cm di lunghezza e 13 cm di girocoda)

- Lawsonia Inermis pura (marca Zarqa) 220 gr
- Acqua tiepida q.b.

Preparazione


Tempi

Ossidazione: nessuna
Posa: 3 ore circa

Rimozione

Eliminazione dell'impacco: acqua tiepida per 2 risciacqui
Ultimo risciacquo: decotto macerato di sfoglie di cipolla rossa (500 ml), 1 bicchiere d'aceto di vino, acqua filtrata q.b. per raggiungere 1 lt complessivo
Leave in: burro di karité sulle punte