lunedì 1 maggio 2017

Preparare i capelli all'estate - Cura dei Capelli

Ormai siamo a Maggio ed è giunto il tempo di preparare i nostri capelli per aiutarli ad affrontare senza danni l'imminente estate.
Questo non vale solo se abbiamo la possibilità di andare in vacanza al mare o a fare piscina, è importantissimo proteggere i capelli nei mesi estivi per due ragioni fondamentali:
1) il clima, nei mesi caldi si presentano determinate condizioni ambientali che, sia in vacanza sia in città, causano danni ai capelli
2) aiutare già da ora i capelli ad affrontare la caduta fisiologica della stagione autunnale così da prevenirne i danni
In questo articolo sono raccolti un buon numero di trattamenti che ci aiutano a garantire il benessere della nostra chioma negli afosi mesi estivi, suddivisi in base agli elementi che possono danneggiare i capelli, con dei focus specifici riferiti ai diversi tipi di capelli. 


Sole

Le giornate si stanno allungando, c'è più luce, il sole diventa più forte, e questo se da un lato aiuta il nostro sistema endocrino a produrre più serotonina, facendoci sentire più leggeri e di buon umore, dall'altro lato ci rende doveroso proteggerci dai raggi solari. Esattamente come la pelle, da Maggio a Ottobre, va protetta con i filtri solari, allo stesso modo dobbiamo agire sui capelli, in quanto la nostra bellissima stella portatrice di vita e tepore determina la disidratazione dei fusti con conseguente effetto paglia, oltretutto alcune capigliature già provate da altri stress, a causa del sole finiscono con lo schiarirsi, è questo è un male perché è indice di perdita di cheratina, ossia i fusti si destrutturano, e nell'arco di tre o quattro mesi i capelli saranno diventati troppo fragili e finiranno con lo spezzarsi, facendo crollare drasticamente il nostro potenziale di crescita e la salute della chioma.
Non importa se andiamo in vacanza al mare, in montagna o restiamo in città a sgobbare a lavoro o sui libri per preparare gli esami, il sole è ovunque e ovunque è importantissimo proteggerci.
I sistemi più efficaci per proteggere i capelli dal sole sono:
  • Cappello a tesa larga: è un filtro fisico contro il sole, protegge da circa il 60% dei raggi solari. Personalmente non esco mai di casa senza il mio fedele cappellone a tesa larga. Possiamo indossarlo sui capelli sciolti, oppure raccoglierli e calcarci sopra il capello così da esporli alla luce il minimo possibile.
  • Olio di cocco: l'olio di cocco ha una capacità di filtrare i raggi solari del 4%, è un filtro molto basso, ma associato al cappello garantirà una protezione efficacissima contro i raggi solari, prevenendo tutti i problemi suelencati. Applicato in piccolissime dosi sui capelli asciutti prima di uscire di casa li protegge dai danni di una prolungata esposizione al sole

Calore

Le alte temperature possono essere di due tipi: secche o umide. Le prime sono caratterizzate da un'aria asciutta, le seconde da un'elevata percentuale di umidità. In entrambi i casi, il calore causa danni ai capelli privandoli della naturale gradazione acquosa presente nei fusti, soprattutto in presenza del calore umido, la percentuale di umidità presente nell'aria tenderà a strappare l'acqua ai capelli per osmosi.
Per proteggere i capelli da questo fenomeno, il migliore scudo è il leave-in.
Come abbiamo già potuto leggere nell'articolo dedicato a questo trattamento, il leave-in garantisce una protezione suppletiva dagli agenti esterni. La barriera dell'olio impedisce al calore di disidratare i capelli, aiutandoli a mantenersi in salute.
Il leave-in in estate va praticato tutti i giorni così da garantire ai capelli una protezione costante. Per evitare di ungere eccessivamente i capelli, applichiamo una minuscola quantità di olio  a capelli umidi e distribuiamola uniformemente prima con le mani e poi con pettine e spazzola. 


Salsedine e Cloro

Quando andiamo al mare o in piscina, ai due fattori elencati sopra si aggiungono l'azione dell'immersione in acqua, e l'azione aggressiva della salsedine nel caso del mare e del cloro nel caso della piscina.
L'acqua è all'origine dell'Hygral Fatigue, ossia il fenomeno per cui la prolungata immersione in acqua causa perdita di cheratina ai capelli (ne parlerò più approfonditamente in uno dei prossimi articoli), per cui è importante proteggerli prima di fare un bagno o una nuotata e di riportarli in condizioni di equilibrio dopo.

  • L'olio di cocco è quello che, secondo gli studi tricologici effettuati, si è rivelato il più efficace a proteggere i capelli da questo problema, quindi prima di fare un bagno è bene applicare una abbondante dose di olio di cocco sui capelli asciutti e distribuirlo bene con un pettine o con la spazzola di setole. L'olio protegge anche da salsedine e cloro, che contribuiscono alla disidratazione e allo sfibramento del capello.
  • Immediatamente dopo il bagno, è importantissimo risciacquare abbondantemente per eliminare salsedine o cloro dai capelli. A questo punto, se usate prodotti naturali potete anche procedere con uno shampoo, se invece usate prodotti commerciali e andate a mare o in piscina tutti i giorni, per evitare di stressare ulteriormente il capello, evitate di fare lo shampoo e procedete con un risciacquo acido.

Consigli generali

Non dimentichiamo che in estate la cosa più importante è mantenere i capelli idratati, quindi potenziamo gli impacchi idratanti con:
  • i gel naturali utilizzati come impacco pre-shampoo e come base acquosa per i leave-in.
  • la polvere di fieno greco come impacco pre-shampoo o come supplemento agli impacchi di erbe.
  • il latte di cocco, usato nelle maschere alle erbe idrata molto di più rispetto alla semplice acqua
Poiché in estate tendiamo a sudare, e col sudore anche i capelli finiscono con lo sporcarsi prima e venire stressati di più, è bene avere sempre in borsa uno stick o delle forcine con cui poter fare un raccolto d'emergenza antiafa.
Prossimamente sul canale sarà disponibile un video relativo proprio a una serie di acconciature anticaldo pratiche, veloci e fattibili anche per chi è proprio negato nelle acconciature.





martedì 25 aprile 2017

Conservazione degli oli - Doni della Natura

Come ben sappiamo, quanto più un prodotto è naturale, non raffinato e privo di conservanti, tanto più è soggetto al naturale fenomeno della degenerazione chimica, con conseguente alterazione e perdita delle sue proprietà nutritive e cosmetiche.
Di tutte le sostanze naturali che utilizziamo per la cura dei capelli e del corpo, quelle di cui ci preme più garantirne la corretta conservazione sono gli oli, questo perché innanzitutto sono le materie prime che costano più di tutte le altre, e in secondo luogo perché l'utilizzo di un olio ormai irrancidito può addirittura rivelarsi dannoso per la nostra cosmesi (in particolare nel caso di applicazione sulla pelle).
Molto spesso l'irrancidimento di un olio rischia di venire favorito da un uso scorretto dello stesso o da un metodo di conservazione sbagliato, in questo articolo andremo dunque ad analizzare tutti gli accorgimenti necessari per garantire lunga vita ai nostri oli.


Durata naturale degli oli


Ciascun olio ha una particolare composizione chimica che gli conferisce proprietà specifiche, dalla sua composizione si determinano pure una serie di fattori che ne influenzano la durata naturale (ossia senza contaminazioni o azioni esterne). Sappiamo che quanto più è delicato un olio, tanto più breve sarà la durata della sua vita e la suscettibilità agli agenti esterni.


CALORE

Il primo fattore che determina "la vita" di un olio è la termolabilità, ossia la sua resistenza al calore. Più un olio è termolabile, più breve sarà la sua vita.

Tra gli oli suscettibili al calore ricordiamo:

olio di anguria
olio di borragine
olio di camelia
olio di camelina
olio di canapa
olio di cannella
olio di carota
olio di cartamo
olio di cotone
olio di cumino
olio di enotera
olio di germe di grano
olio di lino
olio di mandorle dolci
olio di ribes nero
olio di rosa mosqueta
olio di semi di lino
olio di semi di zucca
tutti gli oleoliti
squalene

Gli oli non suscettibili al calore sono invece:

olio di albicocca
olio di arachidi
olio di argan
olio di jojoba
olio di andiroba
olio di avocado
olio di baobab
olio di broccolo
olio di cacao
olio di caprilico e sintetici
olio di cocco
olio di girasole
olio (o burro) di karité
olio di macadamia
olio di neem
olio di nocciola
olio di olys
olio d'oliva
olio di palma
olio di ricino
olio di riso
olio di sesamo
olio di squalene
olio di vinaccioli
tocoferolo
squalane

la fonte di entrambi gli elenchi è NaturaeBellezza


Conoscere la termolabilità dell'olio che utilizziamo per la nostra cosmesi ci permette di adottare quei piccoli accorgimenti per aiutarlo a sopravvivere al massimo delle sue possibilità. L'essenziale, quando utilizziamo un olio termolabile, è la conservazione in luoghi lontani dalle fonti di calore e poco soggetti agli sbalzi termici.
Via gli oli, quindi, da ambienti come la cucina o il bagno, due stanze in cui tendono ad accumularsi calore e umidità. Nella prima ogni qual volta si cucina, nel secondo ogni qual volta facciamo il bagno o la doccia o azioniamo la lavatrice e lo scaldabagno.
Conserviamo gli oli in credenze lontane dai caloriferi, lontano dalle finestre o dalle pareti esterne (soprattutto se avete pareti molto sottili e male isolate).

LUCE

Un secondo fattore che influenza la vita di un olio è la sua ossidabilità alla luce. Praticamente tutti gli oli ossidano con la luce, l'ossidazione fa perdere loro proprietà e li fa irrancidire.
Tenere gli oli lontani dalla luce è dunque il primo passo GENERALE per una corretta conservazione. Normalmente gli oli vengono contenuti in flaconi di vetro scuro (blu, verde, marrone), perché il colore scuro riduce la quantità di luce che entra in contatto con l'olio, riducendone conseguentemente l'effetto ossidativo.
Molti oli che si acquistano negli alimentari internazionali, però, sono conservati in flaconi di vetro trasparente, è necessario ovviare al problema "imbrunendo" le bottiglie.
Potete dipingere l'esterno delle bottiglie con un colore scuro per vetro, oppure optare per una più pratica applicazione, intorno alla boccetta, di uno o più strati di carta da pane, fermata con del nastro adesivo.
Sconsiglio il travaso dell'olio in un'altra bottiglia perché in casa è piuttosto difficile sterilizzare correttamente e rischieremmo di ottenere l'effetto opposto, ossia travasare un olio in una bottiglia non correttamente sterilizzata e contaminare l'olio, abbattendone drasticamente la durata.
Un secondo accorgimento è, ovviamente, quello di non esporre mai gli oli alla luce diretta del sole e di conservarli in un luogo dove batta poca luce, quindi lontano dalle finestre e in mobili con le ante piene (niente credenze a vetri, niente mensole aperte).


ARIA

Un terzo fattore (quasi inevitabile) è il contatto con l'aria. Ogni volta che apriamo il flacone d'olio, esso entra in contatto con l'aria e la parte superficiale del liquido subisce delle micro-ossidazioni. Per questo è IMPORTANTISSIMO chiudere bene il tappo e tenere i flaconi aperti il minimo indispensabile all'utilizzo degli stessi.
Se il tappo di un flacone dovesse rompersi o non chiudere bene, cercate una sostituzione o applicate una pellicola trasparente all'imboccatura della bottiglia e avvitate saldamente il tappo così da ridurre la penetrazione dell'aria all'interno.

BATTERI E CONTAMINAZIONI

I due seguenti fattori che distruggono la vita di un olio sono la carica batterica e le contaminazioni esterne. Li metto insieme perché questi sono fattori determinati non solo dalla conservazione scorretta, ma soprattutto dall'uso sbagliato che facciamo dei nostri oli.
Innanzitutto, per evitare le contaminazioni cosiddette "ambientali" è importante che il luogo di conservazione, oltre ad essere fresco e riparato dalla luce diretta, sia asciutto. Un luogo umido e tendente a formare la muffa potrebbe causare contaminazioni all'olio contenuto nel flacone o nel barattolo, perché dopo la prima apertura si perde l'ermeticità del contenitore.
In secondo luogo, è importantissimo maneggiare gli oli con le dovute cautele:

  • Mai mettere le mani nel barattolo dell'olio o versare l'olio in mano appoggiando il palmo all'imboccatura della bottiglia. L'olio si preleva col cucchiaio, o si versa nel palmo della mano senza creare contatto tra la pelle e l'olio contenuto nel flacone. Anche quando avete le mani perfettamente pulite e appena lavate, infatti, sulla pelle c'è una naturale carica batterica (protettiva per la nostra pelle dagli attacchi esterni, ma dannosa per gli oli).
  • Mai versare nuovamente nel flacone l'olio non utilizzato che sia già entrato in contatto con fattori e strumenti esterni. Se ve ne avanza un pochino, distribuitelo sulle mani come fosse una crema e massaggiate, oppure conservatelo in quei piccoli contenitori da tester che si trovano sia nei negozi di cosmetici sia in tutti i negozietti cinesi di cianfrusaglie varie a prezzi più che abbordabili
  • Utilizzare SEMPRE strumenti perfettamente puliti

Altri consigli generici:

  • Non aprire dieci tipi di oli alla volta, per non ritrovarci poi a dover eccedere con gli impacchi e l'uso in una corsa contro il tempo prima dell'irrancidimento naturale degli stessi.
  • Quanto più delicato è un olio, tanto più breve sarà la sua durata. Gli oli termolabili naturalmente durano intorno ai 6-7 mesi a causa dei naturali cambi di temperatura tra stagioni, quindi evitiamo di acquistarne grandi quantità da tenere come scorta, perché rischiamo solo di perdere soldi e sprecare importantissima materia prima. Gli oli non termolabili hanno una durata che varia dai 2 ai 4 anni, se correttamente conservati.
  • Non scaldare assolutamente gli oli termolabili, si perdono tutte le proprietà e diventano materia pressoché inerte, oltre a irrancidire molto prima. Gli oli non termolabili, per quanto possano essere scaldati, è bene scaldarli il meno possibile per aiutarli a durare più a lungo. Anche l'olio di cocco nel suo aspetto solido, ad esempio, è meglio prelevarlo con un cucchiaino dal barattolo e poi scaldarlo strofinandolo tra le mani fino a farlo sciogliere, in questo modo non andremo minimamente a toccare la parte contenuta nel flacone, che resterà il più inalterata possibile e durerà al massimo delle sue possibilità

Da cosa si capisce che un olio è irrancidito?

Innanzitutto, cambia il suo odore, assume un sentore acidulo, sgradevole e "avariato". In secondo luogo tende ad opacizzare, non sarà limpido e trasparente, ma opaco e simile ad acqua sporca. In terzo luogo, spesso presenterà variazioni di colore o grumi che non dovrebbe avere (da questo è escluso l'olio di cocco, che opacizza e raggruma mano a mano che, col calo delle temperature, tende a solidificarsi, quindi non spaventatevi quando gli vedete prendere un aspetto strano e per diagnosticarne l'integrità basatevi sul suo odore).

lunedì 10 aprile 2017

Shampoo alla Farina di Ceci - Le Ricette

La farina di ceci è l'ingrediente base per la preparazione di uno shampoo completamente naturale, che deterga efficacemente ma nel totale rispetto della chioma, ecco di seguito una serie di ricette utili per iniziare. Vi ricordo che le ricette sono comunque personalizzabili in base alle peculiari esigenze dei vostri capelli.



Ricetta base

Ingredienti:

  • Farina di ceci 40 g
  • Acqua tiepida q.b.
  • Olio essenziale a scelta 3 gocce (facoltativo)
  • Aceto di mele 1 cucchiaio (facoltativo)

Strumenti:

  • terrina o ciotola di plastica/vetro
  • pennello per tintura (facoltativo, ma consigliato)
  • cucchiaio di plastica (no legno no metallo)

Preparazione:

  • Versare nella terrina 40 g di farina di ceci usando il cucchiaio di plastica
  • Scaldare mezzo bicchiere di acqua per 40 secondi nel microonde (l'acqua calda favorisce l'attivazione delle saponine e ne potenzia il potere detergente rispetto a quella fredda)
  • Se optate per l'aggiunta degli ingredienti facoltativi, a questo punto aggiungete l'olio essenziale e l'aceto al bicchiere d'acqua
  • Aggiungere lentamente l'acqua tiepida alla farina, mescolando col pennello o col cucchiaio fino a sciogliere tutti i grumi e ottenere una pastella uniforme

Procedimento:

  • Inumidire i capelli (con un nebulizzatore o passandovi le dita bagnate tra i capelli)
  • Stendere una piccola porzione di impasto all'attaccatura frontale dei capelli e sulla scriminatura centrale.
  • Tirare delle file a distanza di 2-3 cm l'una dall'altra e stendere altre piccole porzioni fino a lavorare tutto il cranio
  • Stendere il restante dell'impasto sulla prima porzione delle lunghezze
  • Massaggiare la cute per alcuni minuti avendo cura di bagnare di tanto in tanto le mani per ammorbidire l'impasto fino a renderlo fluido e leggermente schiumoso
  • Mettere il tappo al lavabo e iniziare il primo risciacquo con un filo d'acqua così da continuare a massaggiare lo shampoo tra i capelli per rimuovere ogni residuo di sporco e nel contempo lasciare le lunghezze in immersione nell'acqua piena di farina di ceci.
  • Massaggiare le lunghezze immerse nell'acqua, quindi svuotare il lavabo, rimettere il tappo e proseguire col secondo risciacquo alla stessa identica maniera del punto precedente.
  • Risciacquare finché l'acqua esce limpida
  • Procedere col risciacquo acido.

Ricetta per capelli fragili e disidratati

Ingredienti

  • Farina di ceci 40 g
  • Polvere di fieno greco 20 gr
  • Acqua tiepida q.b. o infuso (la polvere di fieno greco assorbe circa 150 ml ogni 10 gr)
  • Olio essenziale 3 gocce (facoltativo)

Preparazione

  • 5-6 ore prima dello shampoo è essenziale preparare la polvere di fieno greco che deve essere idratata per rilasciare le mucillagini in grado di idratare i capelli.
  • Mettere la polvere di fieno greco in una terrina e aggiungere poco a poco l'acqua calda, mescolando accuratamente per evitare la formazione di grumi fino ad ottenere una pastella simile allo yogurt.
  • Lasciar riposare il composto aggiungendo periodicamente acqua calda per permettere alla polvere di idratarsi a dovere (se non viene idratata a sufficienza, la polvere sottrae acqua ai capelli durante la posa e va a peggiorare la disidratazione).
  • La polvere è pronta quando si ottiene un impasto piuttosto liquido che andrà lasciato riposare per almeno 3-4 ore, aggiungendo ulteriormente acqua e mescolando di tanto in tanto.
  • Terminato il riposo della polvere, qualora l'impasto si presenti ancora molto liquido, si può procedere ad aggiungere l'olio essenziale e la farina di ceci fino a conferirgli nuovamente la consistenza dello yogurt.
  • Se invece l'impasto si presenta già con la consistenza dello yogurt, preparare l'impasto della farina di ceci in una terrina a parte seguendo il procedimento descritto nella ricetta base e quindi unire i due impasti mescolando bene fino ad ottenere una crema omogenea.

Procedimento

  • Applicare l'impasto sui capelli asciutti tirando file di circa 2-3 cm fino a coprire tutta la cute.
  • Spalmare il resto dell'impasto sulle lunghezze fino a glassarle completamente.
  • Tenere in posa 2 ore
  • Con le mani bagnate andare a massaggiare l'impacco fino a renderlo fluido e leggermente schiumoso.
  • Mettere il tappo al lavabo e iniziare il primo risciacquo con un filo d'acqua così da continuare a massaggiare lo shampoo tra i capelli per rimuovere ogni residuo di sporco e nel contempo lasciare le lunghezze in immersione nell'acqua piena di farina di ceci.
  • Massaggiare le lunghezze immerse nell'acqua, quindi svuotare il lavabo, rimettere il tappo e proseguire col secondo risciacquo alla stessa identica maniera del punto precedente.
  • Risciacquare finché l'acqua esce limpida.
  • Procedere col risciacquo acido.











lunedì 3 aprile 2017

Farina di Ceci - Doni della Natura


La farina di ceci si ottiene tritando i semi essiccati della Cicer Arietinum.
Si presenta come una polvere fine color burro/giallo paglierino. Di solito si utilizza moltissimo in cucina per gustose ricette sia rustiche sia dolci. I vegetariani e i vegani la usano per l'apporto di proteine nella propria dieta; mentre i celiaci la sostituiscono alla farina di grano, in quanto la farina di ceci è priva di glutine; i diabetici invece la usano perché più povera di zuccheri rispetto alle altre farine ottenute dai cereali.
Oltretutto, la farina di ceci contiene saponine, le quali riducono fortemente l'assorbimento del colesterolo da parte dell'organismo. E sono proprio le saponine a rendere questa farina estremamente interessante dal punto di vista cosmetico.

Le saponine


I ceci sono semi ricchi di una sostanza chiamata Saponina, un glicoside terpenico costituito da una
parte di residui zuccherini (idrosolubile) e un aglicone (liposolubile) detto sapogenina.
L'aglicone può presentarsi a nucleo triterpenico (30 atomi di carbonio a catena pentaciclica), oppure steroideo (27 atomi di carbonio a struttura tetraciclica). Le saponine dei ceci, essendo i semi dicotiledoni, present
ano un nucleo triterpenico.
E, se non vi sono già esplosi tutti i neuroni dopo questa violenta immersione nei termini chimici e agrari, proprio come suggerisce il nome, le saponine sono appunto il sapone naturale che Madre Natura ci ha donato.
Questo rende la farina di ceci uno dei detergenti migliori di cui si possa fare uso perché è
ecologica e rispettosa della natura e del corpo.

Farina di Ceci e capelli


Questa farina è un'ottima sostituzione agli shampoo commerciali.

Sulla chioma ha azione:
  • detergente
  • disintossicante
  • leggermente proteinizzante
  • leggermente esfoliante
  • rinforzante
  • lucidante
  • seboregolatrice

La sua azione detergente è nel contempo efficace ma rispettosa della struttura del capello, depura il cuoio capelluto e i fusti dai residui di siliconi e parabeni, migliorando la traspirazione naturale della pelle e favorendo così la crescita dei capelli.
Treattandosi di una farina ricavata da un legume, è ricca di proteine che svolgono una leggera azione proteinizzante, rinforzando i capelli, soprattutto se destrutturati e fragili.
La farina non è una polvere impalpabile, si costituisce di piccolissimi granuli che si disciolgono solo parzialmente nell'acqua e quindi con il massaggio va ad esfoliare delicatamente la cute, rimuovendo il sottile strato di cellule morte e migliorando la traspirazione del cuoio capelluto, per potenziarne l'effetto esfoliante si può, di tanto in tanto, aggiungere all'impasto per lo shampoo un cucchiaino di zucchero.
Ha anche proprietà seboregolatrici, è quindi ideale per chi soffre di capelli grassi perché aiuta la cute a produrre sebo in quantità più regolari, riducendone l'eccesso e aiutando così ad allungare il range di shampoo. Chi invece soffre di capelli secchi non ha nulla da temere, la farina di ceci è sufficientemente delicata da non andare a peggiorare la situazione e, essendo un detergente privo di siliconi e parabeni, prepara il capello all'assorbimento massimo di leave-in e impacchi idratanti e protettivi.
In particolare è indicata per i seguenti tipi di chiome:
  • capelli grassi
  • capelli fragili
  • capelli destrutturati
  • capelli sottili


Farina di ceci e pelle


La farina di ceci è anche un'ottima sostituta del bagnoschiuma.
Sulla pelle ha azione:
  • detergente
  • disintossicante
  • leggermente esfoliante
  • illuminante/sbiancante
  • antietà
  • antifungine

Utilizzare la farina di ceci invece dei bagnoschiuma commerciali ha un forte impatto positivo sulla nostra pelle, perché la sua leggera azione esfoliante aiuta ad eliminare le cellule morte senza aggredire la pelle. La delicatezza con cui agisce nell'esfoliazione e nel rispetto dell'equilibrio della pelle la rende adatta a un uso frequente, anche quotidiano, che in breve tempo conferisce all'incarnato una luminosità impossibile da ottenere con sostanze di origine industriale, uniforma l'incarnato riducendo le discromie e i piccoli inestetismi.
Favorendo l'eliminazione delle cellule morte e quindi il ricambio cellulare, svolge anche un'azione antietà, assottiglia le piccole rughe d'espressione conferendo al volto un aspetto decisamente più giovane.
Le saponine presenti nella farina di ceci aiutano moltissimo a migliorare la condizione di quelle pelli soggette a micosi in quanto queste molecole riescono a sciogliere le ife dei funghi, distruggendone la struttura e quindi impedendone l'espansione.

Come prepararla


L'azione detergente della farina di ceci si attiva con l'acqua, meglio se tiepida o leggermente calda.
La consistenza deve essere quella di una crema morbida ma non troppo pastosa, tipo yogurt. Se viene un po' più fluida non è un problema, l'importante è che l'impasto non sia troppo solido altrimenti non si spalma bene e "sfarina" non svolgendo al meglio la propria funzione.
L'acqua può anche essere sostituita con un infuso.
Per non inficiare l'azione della farina, è importantissimo NON aggiungere all'impasto sostanze grasse quali olio, burro, balsamo.
Alcune persone lamentano che la farina di ceci abbia un odore piuttosto forte e che talvolta (se applicata in particolare su capelli non ancora disintossicati) l'odore sia persistente. Si può ovviare al problema aggiungendo all'impasto tre gocce al massimo di olio essenziale.
In realtà ho notato che quando i capelli sono disintossicati, se si risciacqua per bene l'odore non permane e i capelli hanno un odore neutro.
Di seguito ecco alcune ricette cosmetiche a base di farina di ceci:

Detergente sbiancante alla farina di ceci
Detergente "depilatorio" alla farina di ceci

Informazioni botaniche relative alla pianta:


Classificazione

Regno: PLANTAE
Divisione: MAGNOLIOPHYTA
Classe: MAGNOLIOPSIDA
Ordine: FABALES
Famiglia: FABACEE
Tribù: FABOIDEAE
Genere: CICER
Specie: CICER ARIETINUM


Origini


Provenienza: Turchia
La Cicer Arietinum è stata una delle prime piante entrate nella coltivazione agricola, già nell'età del bronzo ci sono testimonianze della coltivazione di questa pianta, che ben presto si diffuse in tutta l'Asia e in Europa e in alcune regioni dell'Africa.
Al giorno d'oggi la Cicer Arietinum è poco coltivata in Italia perché la resa economica è bassa e la richiesta nel nostro paese non è elevatissima, anche se negli ultimi anni sta gradualmente aumentando., i paesi in cui la coltivazione è più concentrata sono l'India e il Pakistan, paesi in cui c'è un elevatissimo consumo dei suoi semi sia in ambito alimentare, sia in ambito cosmetico.

Curiosità botanica


Le piante producono saponina perché quest'ultima funge da barriera naturale contro le aggressioni dei patogeni e in particolare dei funghi


martedì 26 luglio 2016

Il risciacquo acido



Il risciacquo acido è un procedimento che si fa alla fine di ogni trattamento che prevede il risciacquo dei capelli.
Consiste nell'acidificare una certa quantità di acqua da utilizzare come risciacquo finale per aiutare il corpo a mantenere il corretto pH, soprattutto dopo trattamenti e cure effettuate con sostanza il cui pH è neutro o addirittura basico.
La pelle, la cute e i capelli hanno naturalmente un pH acido (5.5 o 4.5), mentre l'acqua in condizioni ottimali ha un pH neutro (oppure basico se è calcarea, è raro che l'acqua dei nostri acquedotti abbia pH acido). Questo significa che, in assenza di un risciacquo finale acidificato, costringiamo il corpo a uno sforzo superfluo per ristabilire il corretto pH naturale, questo significa anche favorire l'eccesso di sebo, che spesso è un'arma della cute per contrastare un pH troppo neutro per la sua naturale condizione di benessere, con tutti i disagi che ne seguono.
Acidificando l'acqua del risciacquo finale, inoltre, andiamo a favorire la chiusura delle cuticole, rendendo il fusto più uniforme e conseguentemente più lucido, più disciplinato e meno soggetto ai nodi.

Cosa usare per il risciacquo acido?


ACETO (pH 2.9)
  • Aceto di Vino (bianco o rosso) è utile per chi ha capelli molto grassi ma fini e delicati
  • Aceto di Mele è più delicato rispetto all'aceto di vino, è ideale per chi ha capelli normali o secchi in quanto ha anche una leggerissima azione lenitiva
LIMONE E SUOI SOSTITUTI (pH 2.4)
  • Succo di Limone è l'acidificante per gli affetti da capelli unti, in quanto il pH del succo di limone è tra le sostanze acidificanti a pH più basso presenti in natura
  • Acido Citrico è un'ottima sostituzione al succo di limone, utilizzato nelle aree dove questa pianta che necessita di un clima temperato e soleggiato non cresce (per cui l'importazione eleva il prezzo a cibo di lusso) oppure per evitare di far piangere il portafogli quando il prezzo dei limoni sale alle stelle
SOSTANZE ALCOLICHE (pH da 3 a 4.8)
  • Birra dopo una cottura di 15-20 minuti a fuoco dolce per far evaporare la componente alcolica, si può utilizzare per acidificare l'acqua. Oltre a dare i risultati dell'acidificazione, la birra può causare un leggero schiarimento dei capelli se ci si espone al sole, a causa dell'interazione che esercita con la cheratina del capello.
  • Vino anch'esso va cotto per eliminare la componente alcolica.

Come preparare il risciacquo acido?


La preparazione è sostanzialmente la stessa qualsiasi sia la sostanza acidificante prescelta. L'occorrente è:
  • 1 bottiglia o una brocca da 2 lt
  • quasi 2 litri d'acqua
Quantità di aceto: 1/2 bicchiere o 1 bicchiere intero
Quantità di succo di limone: il succo di 1 limone o di mezzo limone
Quantità di acido citrico: 2 cucchiaini
Quantità di sostanze alcoliche: 1/2 bicchiere

Si possono aggiungere altre sostanze al risciacquo acido?


Sì, è possibile aggiungere altre sostanze:
  • infusi, decotti e tisane (anche con proprietà riflessanti)
  • acque profumate (di rose, di violetta, di amamelide etc.)
  • oli essenziali

Quando si fa il risciacquo acido?

All'ultimo risciacquo di ogni trattamento che preveda il risciacquo dei capelli. Quindi dopo lo shampoo, dopo impacchi che necessitano di essere lavati o sciacquati via, dopo le hennate e dopo le indigate.

Cosa occorre fare dopo il risciacquo acido?


Assolutamente nulla. Si procede con la normale asciugatura della chioma e si applica il leave-in.




lunedì 11 luglio 2016

Ghassoul o Argilla Saponifera del Marocco - Doni della Natura



La Ghassoul è un'argilla saponifera che viene estratta esclusivamente in Marocco. Nel suo paese d'origine viene utilizzata comunemente come detergente per il corpo e i capelli.
Ideale per soggetti allergici o sensibili, non è abrasiva in quanto completamente idrosolubile. Deterge senza arrossare o danneggiare l'equilibrio del corpo, trattandosi di un minerale: l'Hectorite, che quindi deterge mediante un processo di legamento delle saponine alle impurità che rispetta i film idro-lipidici del corpo, e non mediante un'alterazione della situazione chimica di pelle e cute come avviene invece nel caso di tensioattivi.
Pura, si presenta in pezzi friabili o polvere color marroncino-grigiastro molto chiara, ma può essere addizionata ad erbe e altre argille con poteri detergenti, idratanti, e antiforfora. Non ha capacità oleolitiche, per cui non elimina a fondo impacchi d'olio, burri e altri prodotti a base untuosa. Le sue capacità, oltre a quella detergente, sono quelle purificanti, esfolianti, seboregolarizzanti e astringenti. Infatti è perfetto per chi soffre di pelle e capelli grassi perché "asciuga".
Trattandosi di un prodotto a pH neutro, è bene ricorrere ad un risciacquo finale acido per rispettare il giusto pH del nostro corpo.
Non è un prodotto che può essere utilizzato alternativamente a prodotti chimici, altrimenti se ne invalida la funzione purificante.

Ghassoul e capelli
La Ghassoul è ottima per impacchi detergenti naturali, quindi come sostituzione ecosostenibile dello shampoo (generalmente ricco di proteine  sintetiche, siliconi e altre schifezze che impediscono al capello di traspirare correttamente).
I vantaggi dell'uso di questa argilla sono:
- purifica il capello dai siliconi e dai residui sintetici
- apre le squame, permettendo una presa maggiore della tintura (naturale)
- leggero ispessimento del capello
- leggero potere filmante e volumizzante
- capelli lucidi e morbidissimi
- riduce la produzione di sebo e ne assorbe gli eccessi
- allungamento dell'intervallo tra uno shampoo e l'altro (ci sono casi di intervalli allungati fino a tre settimane)
Questi vantaggi però non sono immediati. Nelle prime settimane in cui si abbandonano gli shampoo e si passa alla Ghassoul, i capelli hanno un periodo di assestamento causato dall'effetto purificante e disintossicante dell'argilla. Per cui nel periodo iniziale abbiamo i seguenti svantaggi:
- minore districabilità
- capello ruvido al tatto
- elettrostaticità
- radici meravigliose, lucide e morbide e lunghezze e punte crespe
  Tutto sta nell'attendere pazientemente, quindi, che i capelli siano completamente purificati, allora potremo vedere tutti i vantaggi di questo prodotto straordinaria.
Vista la sua capacità di eliminare le impurità chimiche dal capello, è bene evitare di utilizzare la Ghassoul alernativamente agli shampoo normali perché ci si ritroverebbe perennemente allo stato di purificazione iniziale del capello, con tutti gli svantaggi del caso.

Riconoscere una buona argilla
Come abbiamo già detto, il prodotto si presenta in pezzi friabili o in polvere di un marroncino-grigiastro molto chiaro. La Ghassoul per il viso, essendo destinata a una parte del corpo delicata, è estremamente raffinata, per cui si presenta bianca. La Ghassoul per il viso può essere utilizzata per altre parti del corpo e per i capelli, è invece sconsigliabile fare il contrario.
Per quanto riguarda la Ghassoul per capelli, talvolta le confezioni già pronte possono contenere altri ingredienti, ad esempio altre piante atte a ridurre l'effetto astringente per evitare che l'impasto secchi troppo il capello, oppure erbe con proprietà antiforfora, o idratanti.
Prima di acquistare una confezione, leggete l'INCI e assicuratevi che all'interno ci sia l'Hectorite. Invece dell'Hectorite potrebbe esserci il Caolino, che è un'altro minerale detergente, che è comunque ottimo ma ha proprietà differenti dall'Hectorite.
Vista la capacità della Ghassoul di sollevare le squame del capello, l'uso di questa argilla è sconsigliato a chi fa uso di tinture chimiche perché un capello tinto chimicamente ha già tutte le squame alzate dalla tintura stessa (la tintura chimica si fissa sul capello alzando le squame e riempiendo lo squarcio con il colore) e la purificazione dalle sostanze districanti e ammorbidenti lascerebbe il capello "nudo" e apparirebbe esattamente per quello che é: opaco, sfibrato, poroso, ruvido e quindi decisamente brutto.

Preparazione dell'impasto
La comodità di questa argilla è che ne occorre davvero poca per creare un impasto sufficiente a lavare egregiamente i capelli. Per una chioma corta è sufficiente un solo cucchiaio di prodotto, mentre invece per capelli più lunghi possono volercene due o anche tre (sperimentando potrete scoprire la quantità corretta).
La polvere non deve entrare in contatto con i metalli, quindi è bene munirsi di un contenitore in vetro/plastica/terracotta e un cucchiaio di legno.
La Ghassoul viene emulsionata in acqua (fredda o tiepida a vostra scelta). Si aggiunge poca acqua per volta, mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso. Occorre evitare che sia troppo liquido per non farlo colare nel tempo di posa.
L'impasto può essere preparato anche con l'aggiunta di sostanze acide (yogurt) o infusi. Per il periodo iniziale però, io consiglio di prepararlo con sola acqua per mantenere inalterate le proprietà disintossicanti che altrimenti potrebbero risultare compromesse dai nostri esperimenti.
Si può anche aggiungere del miele per ridurre l'effetto secchezza e ottenere un impasto più denso.
Assolutamente vanno evitati prodotti burrosi e oleosi perché vanificherebbero tutta l'azione della Ghassoul.
Vi ricordo inoltre che non è opportuno preparare grandi quantità di impasto da conservare nel tempo perché si formerebbero batteri in superficie (salvo condizioni di totale sottovuoto), per questo è meglio preparare l'impasto di volta in volta nella quantità che occorre.

 Calcolare i tempi
Come tutti i prodotti naturali, anche la Ghassoul non ha un'azione istantanea.
Una volta preparato l'impasto occorre lasciarlo riposare per una decina di minuti, in modo che la reazione chimica tra acqua e minerale sia completa e assestata.
Trascorsi dieci-quindici minuti, si può procedere all'applicazione.
Anche qui, il prodotto non va rimosso subito, ma lasciato in posa per un tempo minimo di quindici minuti fino anche a mezz'ora. La cosa importante è che non deve seccarsi sui capelli, ma va mantenuto umido, per questo è bene avvolgere il capo in una pellicola che impedisca l'evaporazione dell'acqua o fare lo shampoo in un ambiente caldo-umido (la cabina della doccia, per esempio).
Vi ricordo che in Medioriente la Ghassoul si utilizza durante l'Hammam (il bagno turco), in un ambiente molto caldo e ricco di vapore acqueo.

Applicazione e Risciacquo
La Ghassoul si applica con capelli bagnati direttamente con le mani in quanto non tinge. L'applicazione deve essere omogenea su tutto il capello (e non solo sulla cute come avviene per gli shampoo commerciali), quindi si tiene in posa per il tempo stabilito, assicurandosi che l'impasto non secchi troppo, magari passandoci sopra con una mano bagnata per mantenere inalterata l'umidità superficiale. Trascorso il tempo di posa, si massaggia delicatamente con movimenti circolari (senza usare unghie) per favorire l'azione detergente.
Il risciacquo può essere tranquillamente effettuato con sola acqua, anche fredda perché la Ghassoul non resta aggrappata al capello. E' importante risciacquare per bene affinché vengano via tutti i residui, altrimenti i capelli risulteranno polverosi e ruvidi.
Si può effettuare un risciacquo acido finale per aiutare la chiusura delle squame del capello e ristabilire il pH naturale della cute.

Altri usi cosmetici della Ghassoul
Scrub viso che rimuove i punti neri: lo stesso impasto che si usa per i capelli  può essere spennellato sulla faccia e massaggiato delicatamente con movimenti circolari. Il tempo di posa è simile a quello per i capelli, dopodiché si può procedere al risciacquo. Il potere purificante della Ghassoul avrà ripulito i pori in profondità, eliminando punti neri e prevenendo le altre imperfezioni.

Scrub corpo: l'impasto, massaggiato delicatamente sul corpo umido al posto del bagnoschiuma, deterge e rimuove tutte le cellule morte lasciando la pelle liscia e morbida al tatto.

 
Ghassoul in pezzi e in impasto

FAQ sulla Ghassoul

In questo articolo troviamo raccolte tutte le domande più frequenti sull'uso della Ghassoul come sostituta dello shampoo.

Cosa succede quando si passa da shampoo bio alla Ghassoul?
Per i primi 3-4 shampoo presenta i seguenti sintomi:
- maggiore perdita di capelli per rinnovo capelli stanchi
- poco volume in radice
- fusto leggermente opaco

Cosa succede quando si passa da shampoo siliconici alla Ghassoul?
per i primi 5-6 shampoo presenta i seguenti sintomi:
- capelli opachi, secchi, pesanti, poco districabili
-  apparentemente capelli poco puliti e poco voluminosi in radice
- maggiore perdita di capelli per rinnovo capelli stanchi
- potrebbero emergere profumi di vecchi shampoo o vecchie maschere per capelli

I miei capelli dopo lo shampoo hanno un'aria polverosa e sono difficili da pettinare, perché?
Se non viene lavato per bene lascia i capelli ruvidi e poco districabili. Per questo motivo è importante risciacquare abbondantemente lavorando bene i capelli con i polpastrelli fino a sentirli "fischiare".
Trattandosi di una sostanza a pH basico, a fine shampoo la Ghassoul richiede un risciacquo acido per ristabilire il pH.
Per il risciacquo acido si può aggiungere a due litri d'acqua mezzo bicchiere di aceto (di vino rosso o bianco, di mele), oppure due cucchiaini di acido citrico, o ancora il succo di mezzo limone.
  
Come usare correttamente l'Argilla Saponifera?
La pastella deve avere la consistenza dello yogurt e va diluita ulteriormente massaggiando con le dita bagnate, ripetendo il massaggio a dita bagnate finché si produce una leggera schiuma dalle bolle ampie e trasparenti.
Si tiene in posa dai 15 ai 30 minuti, sia in immobilità e poi massaggiando, o massaggiando direttamente (che consiglio perché accelera i tempi).

Ho capelli molto lunghi/folti, quanta argilla devo usare?
E’ inutile utilizzare grandi quantità di Ghassoul e glassare tutta la chioma, 40-70 gr sono sufficienti per coprire radici e prima parte delle lunghezze.

Posso utilizzare un balsamo associato alla Ghassoul?
Finché i capelli sono in fase di assestamento (quindi per i primi shampoo), sconsiglio vivamente sia l'applicazione di impacchi pre-shampoo oleosi, sia l'uso di balsami/maschere per capelli, perché vanno a rallentare l'effetto depurativo dell'Argilla.
In seguito, quando il capello si sarà abituato a questa nuova metodologia di shampoo, si potrà iniziare a introdurre l'uso di impacchi o di balsami.
Ricordiamo sempre di leggere l'INCI per evitare di acquistare prodotti che vadano ad inficiare l'azione depurante, per il momento ho potuto sperimentare di persona che i balsami della Splend'or non hanno alcun contrasto con l'azione della Ghassoul.

Posso alternare la Ghassoul ad altri prodotti per il lavaggio?
Sì e no.
Si può alternare l'Argilla con altri prodotti, siano essi erbe, argille, farine, balsami dal buon INCI o shampoo bio.
E' sconsigliabile farlo durante la fase di assestamento, ed è bene comunque utilizzare in prevalenza prodotti naturali perché l'Argilla usata una volta al mese in rotazione con tre shampoo sintetici, anche se con buon INCI, non serve a molto, finiremmo solo con lo sprecare soldi.


La mia esperienza con la Ghassoul

 In questo articolo voglio raccontare in maniera esaustiva la mia esperienza diretta del primo mese di utilizzo di questa fantastica terra detergente.

Primo lavaggio
Per il primo shampoo ho agito seguendo esattamente lo stesso procedimento di preparazione e stesura che trovate nel post generico sulla Ghassoul.
I capelli erano alla fine del mio solito intervallo di shampoo (8 giorni).
La ricetta era quella base: argilla 3 cucchiai + acqua q.b. per ottenere una pastella piuttosto densa che non colasse.
Ho lasciato riposare per 10 minuti prima di applicare e ho tenuto in posa per 20 minuti circa.
Il risciacquo è stato un po' complicato rispetto all'uso di uno shampoo normale, ma l'argilla è venuta via tutta.
I capelli sono asciugati all'aria in un tempo leggermente più lungo rispetto al solito e sono venuti molto morbidi, anche le punte che normalmente con gli shampoo sintetici vengono fuori piuttosto secche, erano così morbide che non è stato necessario alcun leave in.
Di contro ho sentito la chioma piuttosto appesantita, nel complesso, e toccando attentamente i capelli risultavano come coperti da una sottilissima patina viscosa.
Lavaggi successivi (fase di disintossicazione)
Si è trattato di tre lavaggi, ma nel mezzo c'è stato uno shampoo d'emergenza con un prodotto in flacone, quindi se ne dovrebbero contare solo due.
In questo periodo ho alternato la ricetta base con sola acqua e quella addizionata con aceto, provando pastelle più o meno dense.
Il lavaggio è stato molto meno efficace quando alla pastella aggiungevo l'aceto, sembra che il pH acido dell'aceto vada ad invalidare in parte l'azione della Ghassoul che ha pH neutro e forse deve proprio a questo il suo potere sgrassante.
In questo periodo i capelli sono risultati opachi, ruvidi, particolarmente difficili da districare e poco gestibili nel complesso. Ho minimizzato l'aspetto decisamente antiestetico della chioma con bagni di birra cotta che la ammorbidivano e la lucidavano, ma non riuscivano a rimuovere lo strato viscoso che sembrava aver inguainato il capello.
Confesso di essere stata tentata non una sola volta di lasciar perdere e tornare agli shampoo con tensioattivi. Il mio carattere cocciuto mi ha spinta a proseguire fino alla fine.
Il connubio shampoo di Ghassoul e impacchi di birra ha rimosso tutti gli strati sintetici che si erano depositati sui capelli. La Ghassoul tirava via i film siliconici, la birra le stratificazioni da henné, permettendo alla Ghassoul successiva di rimuovere gli strati siliconici che prima erano sotto il film di henné.
Dopo lo shampoo i capelli profumavano di una maschera per capelli che non usavo da ben 4 anni, profumo che è andato via allo shampoo successivo.
Ultimo lavaggio
Quest'ultima volta ho deciso di sperimentare e trovare un mio sistema e i motivi fondamentali sono stati due:
1) Per preparare un composto molto denso di Ghassoul sufficiente per tutta la mia chioma ci vuole una quantità di argilla a dir poco industriale, necessitavo di una ricetta meno dispensiosa;
2) Volevo trovare un metodo che mi rendesse più facile la completa rimozione dell'argilla a fine shampoo.
Ebbene, l'ho trovato.
Innanzitutto ho eliminato ogni aggiunta acida, limitando l'impasto a 4 cucchiai molto radi di argilla e acqua q.b. per ottenere un impasto più fluido del solito (deve colare leggermente dal pennello).
Ho lasciato riposare l'impasto mezz'ora prima di applicarlo.
Ho tirato le ciocche a distanza di 2 dita l'una dall'altra, spennellando con il mio pennello da tinta in maniera piuttosto grossolana sia sulle radici sia sulle lunghezze, quindi ho bagnato le mani e le ho passate tra i capelli, distribuendo l'impasto sulla cute e le radici spingendolo con i polpastrelli e con movimenti rotatori.
Per tutto il tempo ho continuato a bagnare le mani e massaggiare delicatamente, continuando a fluidificare la Ghassoul e distribuendola quanto più possibile su radici e lunghezze.
La pastella, a furia di venire diluita, ha preso la consistenza di uno shampoo tradizionale, molto morbido e fluido, perfettamente distribuibile, e ha cominciato a schiumare.
La posa, che è coincisa con la fase di massaggio, è durata circa 20 minuti, dopodiché ho risciacquato abbondantemente.
Ho operato 3 risciacqui: il primo grossolano, il secondo mirato alle radici e il terzo in cui ho lavorato ciocca per ciocca fino a che l'acqua non conteneva più schiuma.
I capelli sono venuti morbidissimi, lucidi come specchi, estremamente leggeri e districabili. Sono così puliti che non riesco a tenere ferma neppure la più semplice delle acconciature. La treccia che faccio per la notte si è sfatta a metà nottata tanto sono lisci i capelli.
Inoltre la cute è bianchissima e completamente purificata.
Tirando le somme
La Ghassoul è un grande, grandissimo dono di Madre Natura, continuerò ad utilizzarla perché mi sono trovata davvero benissimo. Visto che ho letto che a lungo andare potrebbe seccare un po', la alternerò alle Noci Saponarie che sembra siano più delicate (e delle quali scriverò appena le avrò provate).
Consigli per chi volesse provare
Per chi si volesse approcciare per la prima volta alla Ghassoul, i consigli sono i seguenti:
  • Non provarla tanto per provare, ma solo ed esclusivamente se si vuole un definitivo passaggio al total natural. La Ghassoil alternata agli shampoo chimici è solo materiale buttato perché ogni shampoo chimico riporta il capello allo stato precedente la disintossicazione e si finisce con il ricominciare ogni volta in un loop senza fine.
  • Scegliere un periodo in cui sa di avere sufficiente tempo da dedicare agli shampoo (all'inizio trovare la consistenza più adatta può risultare difficile, quindi è bene procedere con calma e soprattutto avere tempo in abbondanza per risciacquare).
  • Armarsi di pazienza e tenacia, le settimane da disintossicazione sono piuttosto deprimenti perché sembra che i capelli siano completamente devitalizzati e orrendi, la paura che la Ghassoul in realtà lavi male è una cosa naturale, come la paura che senza i tensioattivi i capelli siano in realtà stoppa inguardabile.
  • A fine lavaggio fate un risciacquo acido (acqua e limone, acqua e aceto, acqua e acido citrico, oppure infuso e sostanza acida) perché il pH neutro della Ghassoul vi lascia le cuticole sollevate, rendendo i capelli più soggetti ai nodi. Il risciacquo acido chiude le cuticole e rende il capello liscio e districabile.

Elenco delle sostanze detergenti naturali

In natura esistono piante dotate di capacità lavanti grazie alla presenza di glicosi terpenici detti saponine. In Europa abbiamo perso buona parte delle conoscenze relative a queste piante (la maggior parte delle quali ormai cresce a livello spontaneo e infestante e risulta quindi facilmente reperibile anche gratis), nei paesi orientali e mediorientali, però, la pratica dei lavaggi con le erbe è ancora molto in uso.
Questo post funge da indice per tutte le sostanze lavanti naturali.

Erbe spontanee:

Saponaria Officinalis - Saponaria

Erbe coltivate e/o straniere:
Acacia Concinna - Shikakai
Kapoor Kachli
Nagarmotha - Nagar
Sapindus Mukorossi/trifoliatus - Aritha o Reetha
Saussurei Lappa - Kuth o Costus
Ziziphus Spina Christi - Sidr

Ortaggi, frutta e fermentati:
Pomodoro
Limone
Birra

Argille e farine:
Argilla Indiana - Multani Mitti
Farina di Avena
Farina di Ceci
Farina di Grano Saraceno
Farina di Mais
Farina di Mandorle
Ghassoul o Rhassoul - Argilla Saponifera del Marocco

mercoledì 18 maggio 2016

La Spazzola di Setole

 Immancabile sui tavolini da toeletta delle nostre nonne, la spazzola di setole è l'amica delle lungocrinite per antonomasia.
 

Descrizione


E' una spazzola piatta, con manico in legno o in plastica e corpo di forma ellittica, più raramente di forma rettangolare. Solitamente presenta un cuscinetto gommato in cui vengono innestati i ciuffetti di setole e che ha la funzione di ammortizzare l'impatto della spazzola con la cute.
Le setole, originariamente di pelo di cinghiale, sono il motivo per cui questa spazzola è anche conosciuta col nome di cinghialina.
Al giorno d'oggi esistono spazzole in setola di cinghiale o di maiale, dette setola naturale, oppure in setola di nylon.

A cosa serve


Il compito della spazzola consiste nel rimuovere la polvere dai fusti del capello, e nel contempo chiudere le cuticole e distribuire sulle lunghezze il sebo che si forma alle radici, così da paventare lunghezze e punte secche.
E' un ottimo mezzo per distribuire uniformemente i leave-in  e altri prodotti liquidi come olii o burri emulsionati.
Spazzolarsi quotidianamente per almeno 10 minuti rende il capello disciplinato e lucente.

Come sceglierla



Preferitela con il cuscinetto di gomma perché ammortizza l'impatto con la cute. Che il manico sia in legno o in plastica è una scelta puramente estetica perché, di fatto, cambia solo il peso della spazzola ma la funzionalità è identica.
Sceglietene una con setole molto fitte per spolverare uniformemente la chioma.
Per quanto riguarda le setole, personalmente sconsiglio le setole naturali, in quanto richiedono cure specifiche (bagni in detergenti ultradelicati, trattamenti periodici con l'olio di semi di lino puro, asciugatura delicata) e tendono a rovinarsi prima e a marcire, col tempo, specie se innestate nel legno.
Le setole in nylon sopportano meglio gli strapazzi, possono essere lavate tutte le volte che vi pare e non vanno idratate periodicamente.
E se vi viene detto che la setola animale non elettrizza il capello come fa quella di nylon, non credeteci. Il capello, quando è sano, non si elettrizza con niente; quando è deteriorato, si elettrizza qualsiasi cosa usiate.

Come si usa


A differenza di come fa Rapunzel nel film della Disney, che si spazzola come se maneggiasse un aratro, la spazzola va usata con gentilezza, altrimenti vi strapperete via mezza chioma.
Utilizzatela solo DOPO aver districato completamente la chioma con un pettine, non deve esserci nemmeno un nodo.
Quindi dividete i capelli in due metà e portateli sul davanti. Spazzolate la prima ciocca partendo dalle punte, delicatamente, non dovete premere perché la spazzola non è fatta per affondare tra i capelli, ma per accarezzarne gentilmente la superficie, lucidandola e spolverandola.
Se, come me, avete tanti capelli, stendete le lunghezze a ventaglio su una superficie piana e pulita, così la spazzola riuscirà a toccare tutti i capelli.
Risalite piano piano lungo i fusti fino alle radici, prima da un lato e poi dall'altro.
Riunite insieme la chioma e continuate a spazzolare delicatamente.
L'operazione deve durare dai dieci ai venti minuti.
Le donne vittoriane, esperte di chiome lunghe, fluenti e lucide, spazzolavano i capelli per venti minuti al mattino e per dieci minuti alla sera.



Come mantenere pulita la propria spazzola e farla durare a lungo



Ogni volta che lavate i capelli, anche la spazzola va lavata.
Innanzitutto, con la coda del pettine a coda o con un bastoncino molto sottile, passate in tutte le file delle setole rimuovendo i residui di polvere e di capelli.
Diluite una noce di detergente intimo o sapone naturale in due dita d'acqua e immergetevi la spazzola con le setole rivolte verso il basso. L'acqua non deve toccare l'innesto della setola nel cuscinetto o nel retro di legno, altrimenti la spazzola si rovinerà.
Lasciate in ammollo per circa 5 minuti, quindi passate tra le setole della spazzola una spazzola dai denti di plastica (io utilizzo la Tangle Teezer, le lavo assieme così si puliscono a vicenda) per ripulirla a dovere.
Sciacquate e sgocciolate, tamponando gentilmente in un'asciugamani pulito, quindi mettete la spazzola ad asciugare con le setole rivolte verso l'alto in un luogo asciutto, lontano dai raggi solari (il sole disidrata il legno del manico e la gomma del cuscinetto).
Ogni volta che vi spazzolate, abbiate cura di rimuovere i capelli rimasti impigliati tra le setole, fatelo con delicatezza, senza strattonare.
Riponete la spazzola lontano da fonti di calore, in orizzontale sul dorso o in verticale in un contenitore ben basato che non sia abbastanza alto da raggiungere le setole per non deformarle.


Consigli supplementari


 Non usate la spazzola a capelli bagnati o sotto il getto dell'acqua mentre fate lo shampoo. La spazzola è un accessorio che si usa solo a capelli asciutti per spolverare e distribuire il sebo, in altri modi la distruggete e basta, e distruggete anche i vostri capelli.
 Se avete i capelli ricci, la spazzola è inutile nella vostra rosa di accessori per capelli perché, come già detto, può essere usata solo a capelli asciutti.